Vigili urbani: la previdenza complementare dalle multe?

Scritto il alle 10:44 da [email protected]

Giorni fa c’è stato l’ennesimo accordo fra un comune e organizzazioni sindacali sulla istituzione di una sorta di previdenza complementare riservata ai Vigili Urbani.  Questa volta si tratta del Comune di Senigallia. Dico una sorta, perché stante alle dichiarazioni fatte, si tratterebbe  “nell’istituzione di questa previdenza complementare, gestita da un broker, una sorta di polizza assicurativa per i rischi che corrono i Vigili Urbani nello svolgimento della propria attività”. Questo naturalmente non è un caso isolato. Molti comuni vogliono attivare forme di previdenza complementare per gli appartenenti al corpo dei VVUU,  utilizzando parte dei proventi delle multe,  ai sensi dell’art. 208 del codice della strada (D.lgs 285/92) che   prevede la possibilità di destinazione a fini assistenziali e previdenziali di una quota del ricavato dalle contravvenzioni al codice della strada. Come si vede è una normativa  anteriore alla disciplina organica della previdenza complementare attuata con il decreto legislativo n. 124 del 1993.

Comparando le diverse  normative,  l’aspirazione di molti vigili appare difficilmente realizzabile.

La legge istitutiva della previdenza complementare, il Dlgs 124/93 per i dipendenti pubblici, prevede che sia la sola contrattazione collettiva competente ad istituire le forme di previdenza complementare. La contrattazione integrativa di ente non  può intervenire successivamente in materia  perché non  esplicitamente delegata dai CCNL. L’accordo quadro sulla previdenza complementare per i dipendenti pubblici è stato fatto successivamente,  nel dicembre del 1999 all’Aran, l’agenzia negoziale per la contrattazione dei pubblici dipendenti  e solo il 22 dicembre 2010  è stato finalmente varato il Fondo di previdenza complementare  Perseo, fondo negoziale di categoria  riservato ai dipendenti  degli enti locali e della sanità. Come si sa, il personale degli enti locali  oltre il personale amministrativo, comprende  anche quello della polizia comunale e provinciale. L’adesione al Fondo Perseo comporta il conferimento del Tfr maturando e avranno diritto al versamento del contributo dell’1% a carico dell’Amministrazione comunale. Perciò i vigili  urbani se vogliono potranno iscriversi al Fondo Perseo quando questo, a breve, forse addirittura a luglio, ma più realisticamente a settembre, comincerà a raccogliere adesioni. Le  condizione  saranno di assoluta parità con gli altri dipendenti. Nell’attesa che  Perseo diventi operativo ed affronti il problema,  gli enti locali potrebbero favorire l’adesione individuale a forme pensionistiche complementari non collettive ( Fondi aperti e pip),  ma rimane dubbia, per una serie di motivi, la possibilità di versare le quote derivanti dalle contravvenzioni in quanto non elementi retributivi. Né il problema si esaurisce qui, perché nell’ipotesi che gli enti locali intendessero destinare al fondo Perseo le quote dei proventi delle contravvenzioni, ciò potrà avvenire solo dopo che la contrattazione nazionale lo avrà previsto. Se le quote fossero assimilate o ritenute elementi retributivi, essi sarebbero imponibile ai fini previdenziali come parte della retribuzione del lavoratore e deducibili ai fini fiscali fino al massimo di euro 5164,57.

I proventi delle multe come contribuzione aggiuntiva

I comuni stanno agendo in ordine sparso, mentre dovrebbero cercare una linea comune stabilita dall’Anci, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani. L’Anci a sua volta potrebbe  rivolgersi alla  Covip  perché fornisca  un suo parere sulla natura delle quote derivanti dalle contravvenzioni. Un altro possibile interlocutore dell’Anci potrebbe essere l’Aran.  Le forme di previdenza complementare ordinariamente si alimentano con il contributo del datore di lavoro, con quello del lavoratore e con il Tfr,ma  gli statuti possono prevedere  la possibilità che gli aderenti versino anche dei contributi aggiuntivi. La soluzione del problema sta proprio qui, cioè se i proventi delle contravvenzioni  possano  essere considerati un elemento retributivo da versare come contributo aggiuntivo oppure se sia un contributo datoriale, allora in tal caso la situazione si complicherebbe ancora di più.  Si ricorda infine che gli Enti locali non possono prevedere l’istituzione di forme complementare mediante accordi plurimi o plurisoggettivi previsti  dalla legge di riforma della previdenza complementare (art. 3 c. 1 lett a del dlgs 252/05) per il semplice motivo che il decreto legislativo 252/05, istitutivo della previdenza complementare  non si applica ai pubblici  dipendenti. Per loro valgono le precedenti regole stabilite dal dlgs 124/93. Se per ipotesi i contratti decentrati stabilissero l’adesione a forme di previdenza complementare diverse da quelle previste dalla contrattazione collettiva, non si potrà comprendere il Tfr virtuale calcolato dall’Inpdap né il bonus dell’1,5% calcolato sul Tfs/Tfr, né il contributo dell’1% a carico del comune stesso. Nell’attesa che si trovi una soluzione organica al problema mediante un accordo quadro nazionale come si è fatto nel 1999, i comuni possono accantonare le somme derivanti dai proventi  delle multe, oppure aderire a dei Pip, piani individuali pensionistici, oppure indirizzarsi sulla sanità integrativa. Non è una ipotesi peregrina, ma concreta che ha validi precedenti, come è stato fatto per il parastato, dove vige una polizza sanitaria integrativa adeguata ai criteri dei decreti Turco- Sacconi. Perché anche in questo segmento del welfare si stanno sempre più diffondendo prodotti che sono un mix  fra pensione integrativa e assistenza sanitaria e questa sarebbe una strada realistica da affrontare.

Camillo Linguella

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1 commento Commenta
ll64
Scritto il 21 maggio 2012 at 11:59

purtroppo ancora una volta si deve prendere atto che l’amministrazione territoriale è OSTILE alla popolazione civile che, priva di difese, ormai non si reca neanche più alle urne, essendo palese una commistione di cartello che interessa tutte le forze politiche in campo (cinquestelle appena sarà in campo) in preda ad una follia predatoria (vi ricordate i Tred?).
senza di loro NOI vivremmo da dio.
senza di noi LORO morirebbero di fame.

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