Ritorna la favola dello scippo del Tfr, ma il ruolo della previdenza complementare è positivo

Scritto il alle 13:05 da [email protected]

D’estate, complice il gran caldo, tornano le accuse contro la previdenza complementare. Eppure essa ha svolto un positivo ruolo improprio di ammortizzatore sociale di cui nessuno ne ha  riconosciuto la valenza.

La riforma delle pensioni  Fornero, che niente dice o propone sulla pensione integrativa,  punta a riequilibrare i conti mandando i lavoratori a casa in età ultra avanzata. Questo andrebbe a vantaggio dei tassi di sostituzione, cioè il rapporto fra ultimo stipendio e prima rata di pensione. L’aggancio età pensionabile alla speranza di vita è fondata solo su aspetti teorici, perché  l’allungamento  della vita lavorativa eleva il rischio di discontinuità occupazionale, innalza il  rischio salute ed autosufficienza, mentre la recente  riforma del lavoro non si sa come  agirà sulla vita lavorativa degli individui.

Le valutazioni teoriche hanno a riferimento un lavoratore “stabile” con previsioni di carriera stabili/crescenti a prescindere dall’età (anche dopo i 60 anni). Tutto ciò getta non poche ombre sul presunto innalzamento del  tasso di sostituzione. Inoltre, la crisi e le relative difficoltà del sistema economico si riflettono sulle scelte degli italiani in termini di risparmio.

Questa  disponibilità si è ulteriormente. ridotta, basti pensare che solo il 13,5% degli italiani è riuscito a risparmiare. Il clima di sfiducia e insicurezza genera uno schiacciamento dell’attenzione verso il presente piuttosto che verso le preoccupazioni future, pertanto. Il problema  del risparmio previdenziale non   sembra essere fra le priorità degli italiani, perché in effetti oggi la vera priorità è il lavoro.

Tutto ciò ricrea un clima favorevole ai nemici della previdenza complementare che ripropongono tutto il vecchio repertorio dello scippo al Tfr, il consociativismo sindacato e corollari vari, unitamente ad una rappresentazione totalmente arbitraria del nuovo Dm 706, quello relativo alle regole sugli investimenti dei fondi, che se fosse così, sarebbe da denunciare i proponenti e coloro che lo trovano affidabile. Vedremo quali saranno gli effetti della pubblica consultazione, ma intanto va segnalato  che i lavoratori, se interrogati sui problemi pensionistici, manifestano una forte insicurezza nei confronti della pensione obbligatoria pubblica e molti sono convinti addirittura che in un prossimo futuro non ci sarà del tutto.

Questo non si traduce in richiesta di aderire alla previdenza complementare perchè lì c’è una sfiducia aggiuntiva, la paura di perdere tutto, a cominciare dal Tfr. Se noi vediamo i dati reali,  non le enunciazioni dovute anche forse al gran caldo imperante in questi giorni, ma essenzialmente a pregiudizi di carattere ideologico, ci accorgiamo  che per  i cinque milioni e mezzo di italiani che hanno aderito alla previdenza complementare non si è trattato di nessuna truffa, anzi molti ne hanno tratto benefici altrimenti non fruibili. Dall’ultimo rapporto della Covip, come  sottolineato dalla stessa autorità di vigilanza, la previdenza complementare nel triennio 2009/2011 ha svolto una funzione impropria rispetto a quella istituzionale, ma di grande valenza sociale, in qualità di ammortizzatore sociale aggiuntivo.

Nel 2011 sono stati liquidati n. 62.000 riscatti, con una diminuzione del 10% rispetto all’anno precedente. Si può ottenere il riscatto della propria posizione quando si diventa invalido al lavoro, quando purtroppo si decede senza diritto alla pensione (in questo caso il riscatto va ai beneficiari), oppure se si perde il posto di lavoro. In tutti questi casi i diretti interessati hanno ricevuto la posizione maturata che comprende comunque il tfr versato ( quindi non scippato), il contributo del datore di lavoro che non avrebbe avuto senza l’adesione ad un fondo, più i benefici fiscali. Ma il ruolo principale di ammortizzatore sociale improprio è stato svolto con la concessione delle anticipazioni.

Le anticipazioni possono essere concesse per cure mediche, per acquisto della prima casa per sé o per i figli e soprattutto, decorso otto anni di iscrizione al fondo, si può chiedere un’anticipazione pari al 30% della somma accumulata,  con possibilità di reintegro, senza dover specificare alcuna motivazione, se non quella generica “per altre esigenze”. Le somme erogate per le anticipazioni, stando ai dati Covip, per il 2011 sono state pari a 372 milioni di euro.

I due terzi di quelle concesse hanno riguardato “le altre esigenze”. E’ evidente come in questo caso le anticipazioni hanno costituito  una sorta di prestito dato a se stessi, senza dover ricorrere alle banche o peggio a forme di indebitamento illegali e senza l’aggravio degli interessi. Infine ci sono state l’erogazione delle pensioni complementari vere e proprie. Il numero delle uscite per prestazioni pensionistiche in capitale ( in sostanza il tfr conferito inizialmente e restituito con annessi e connessi),  è pressoché raddoppiato rispetto all’anno precedente, passando da 10.400 a 20.500, per un ammontare complessivo di circa 366 milioni di euro,mentre le  trasformazioni di capitale in rendita sono un fenomeno ancora molto limitato.

Questo ci dicono i dati nudi e crudi e su questi bisogna fare le proprie riflessioni e le conseguenti scelte responsabili.

Camillo Linguella

 

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