Le linee guida del SuperInps

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Approntate le nuove linee guida del SuperInps per il 2013. Non risolto il ruolo della governance.  I compiti per la previdenza complementare per i pubblici dipendenti

Con provvedimento di fine agosto, sono state individuate le linee guida gestionali dell’Inps per il 2013. I punti principali sui quali si focalizzerà l’azione del megaente per la sicurezza sociale italiana sono innanzitutto gli interventi sulla struttura organizzativa, le politiche del personale, le politiche contributive e le prestazioni pensionistiche e creditizie,  lo sviluppo delle performance nell’ottica del costumer care ( la cura del cliente), l’incremento dell’efficacia della gestione del patrimonio e dell’efficacia della comunicazione istituzionale.

 Le linee guida comprendono,inoltre,  sviluppandola, la complessa attività svolta dall’ex gestione Inpdap per la previdenza complementare dei pubblici dipendenti, stante la virtualità del loro Tfr.

Sostanzialmente queste attività specifiche consistono nella :

 Contabilizzazione e rivalutazione delle quote di TFR e della quota aggiuntiva (1,5% su base Tfs)

 Conferimento al Fondo, al momento della cessazione del rapporto di lavoro, del montante maturato

 Riparto delle risorse destinate a previdenza complementare, stanziate per le amministrazioni statali

 Versamento ai Fondi pensione dei contributi a carico delle amministrazioni statali per gli iscritti ai Fondi (non più per i dipendenti scolastici dal 2008)

 Versamento delle risorse a copertura delle spese di avvio dei fondi.

Come si vede tutte attività complesse ed importanti che devono essere potenziate ulteriormente anche alla luce dell’incremento delle adesioni del Fondo Espero e nella piena operatività dei Fondi Perseo e Sirio.

Per quanto attiene la presenza dell’Inps sul territorio essa sarà ridefinita attraverso lo sviluppo di un nuovo modello di Agenzia e la realizzazione di nuovi “punti Inps”. La nuova alocazione della presenza dell’Inps sul territorio sarà condizionata naturalmente dal riordino logistico degli immobili acquisiti a seguito dell’incorporazione dell’ex Inpdap e dell’ex Enpals.

Questa fase  comporterà un’accelerazione nella stesura di un piano analitico della distribuzione del personale nei nuovi snodi operativi. L’utilizzo del personale degli enti soppressi, tutti con alta specializzazione specifica favorirà l’omogeneizzazione dei processi di lavoro e l’integrazione “a pettine” dei dipendenti, in modo che non vi possa essere  neppure la lontana parvenza di una politica di apartheid, visto che si tratta di dipendenti che sono disciplinati dal medesimo contratto collettivo.

Ma al di là di queste nobili intenzioni,  anche queste nuove linee guida danno l’impressione che vadano sempre nella logica della soppressione degli enti minori e l’erogazione delle loro relative prestazioni direttamente dal personale dell’Inps, individuando da subito quel 10% dell’esubero della forza lavoro. In quanto tale non c’è nessuna traccia del preteso superente che sarebbe dovuto nascere. D’altra parte se i soggetti proponenti sono gli stessi che hanno acquisito le funzioni, per un pattern organizzativo loro congenito: quindi  a  prescindere da specifiche volontà, sono  porta a delineare modelli nell’unica direzione che conoscono e che hanno praticato, cioè un Inps più o meno “allargato”. Solo un’agenzia esterna, magari non italiana potrebbe delineare un disegno organizzativo ed un piano industriale proprio di un ente ex novo.

Sulla governance nessun accenno. La specifica Commissione istituita dal ministro del lavoro Fornero, ha terminato i suoi lavori lo scorso luglio e prodotto un documento che per non impegnare troppo  nessuno, è stato chiamato “Istruttoria Tecnica”.

I risultati di questa istruttoria tecnica, che si compendia in ben 88 pagine, dopo aver esaminato tutti i modelli di governance possibili ed immaginabili, da quella dell’Inail a quella dell’Agenzia delle Entrate,  a quelle esistenti in paesi dell’UE come la Germania, la Francia, il Regno Unito e la Spagna, si possono sintetizzare nella conferma del sistema duale con qualche aggiustamento. Il Civ, Consiglio di Indirizzo e Vigilanza, composto da rappresentanti dei datori di Lavoro e dei lavoratori diverrebbe CISV, Consiglio Strategico di Vigilanza, tanto per farli contenti, ma sempre senza poteri reali, e al posto del Commissario-Presidente, e questa è la vera novità, viene proposto un Consiglio d’Amministrazione di 3 membri. Di nomina del governo sembra di capire.

Ora non resta che aspettare o famosi decreti attuativi e una bozza del  piano industriale.

Camillo Linguella

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