Il Fondo pensione Sirio aumenta la platea. Firmato l’accordo definitivo all’Aran

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Il 4 ottobre 2012 è stato firmato presso l’Aran, l’Agenzia negoziale per la contrattazione dei dipendenti della Pubblica Amministrazione,  l’accordo definitivo per l’adesione al Fondo pensione complementare Sirio del  personale e  della dirigenza  delle Agenzie Fiscali , Università, Istituzioni ed Enti di ricerca e sperimentazione.

Il presidente di Sirio Allegrini con alcuni Consiglieri d’Amministrazione

È un ulteriore segnale di maturità e responsabilità del comparto per pubblico impiego, evitando, in questo caso la dispersione delle forze creando ulteriori fondi. Dopo Fondav e Previvolo che si sono fuse ultimamente per dar vita a Fondaereo, un  Fondo con una platea di potenziali aderenti maggiore, le parti Istitutive del settore del pubblico impiego  si sono mosse di anticipo convergendo subito su Sirio, aumentando così la sua platea di bacino d’utenza in maniera consistente.

L’adesione del  personale e  della dirigenza  delle Agenzie Fiscali, Università, Istituzioni ed Enti di ricerca e sperimentazione.consente una più realistica programmazione attuariale e facilita  il raggiungimento dei fini istituzionali. Infatti le citate Amministrazioni pubbliche, ciascuna per proprio conto avrebbe potuto  benissimo istituire loro fondi, se fosse vera l’ingordigia delle poltrone dei Consigli di Amministrazione dei sindacati  e della dirigenza pubblica, come sovente incautamente  si afferma.

Se guardiamo l’elenco dei Fondi autorizzati dalla Covip dall’apposito Albo, ne scopriamo alcuni il cui bacino di riferimento è addirittura di 10.000 aderenti. Visto il numero dei dipendenti  dei comparti in questione si va al di là di queste soglie.Si potevano  legittimamente quindi istituire almeno  tre  fondi specifici, Agenzia, Università  e Ricerca  con altrettanti consigli di amministrazione e procedere alla nomina delle successive cariche, responsabili dei fondi, direttori generali ecc. …

La strada scelta invece è stata ancora una volta quella della sinergia, in accoglimento ma non ve n’era bisogno, non solo  di un altrettanto invito della stessa Autorità di Vigilanza a non disperdere le forze in mille rivoli e rivoletti, ma anche per rafforzare l’azione contro gli sprechi che sembrano travolgere tutte le istituzioni. Senza enfatizzare niente, un esempio antisprechi in tal senso  già lo si aveva avuto con  la scelta da parte di Sirio, nella scelta di avere  una sede comune con Espero e Perseo, gli altri fondi pensione complementare del pubblico impiego, dando vita ad una sorta di circolo virtuoso, sicuramente in antitendenza di come vanno le cose oggi.

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Non tutte  le forze sociali hanno firmato l’accordo. Si sono astenute quelle notoriamente contrarie alla previdenza complementare perché la  ritengono un pericolo per la previdenza pubblica obbligatoria. I pericoli a questa vengono da altri settori,  fra cui alcuni di carattere positivo, come l’allungamento della “speranza di vita”, altri negativi, dal restringimento del mercato del lavoro e dall’andamento del Pil. Di passaggio si ricorda che i coefficienti di trasformazione, quei numeretti sui quali si calcola la pensione pubblica, vengono determinati tenendo conto anche l’andamento del Pil, e quando questo scende nel quinquennio, scende anche la pensione.

Questi sono gli elementi oggettivi che impoveriscono la pensione obbligatoria, non altro, per non avere un assegno mensile molto basso una volta in pensione, ma per conservare lo stesso tenore di vita di quando si lavorava è il fine proprio della previdenza complementare.

I vantaggi dell’adesione sono evidenti, i più rilevanti: il diverso trattamento fiscale e il contributo aggiuntivo del datore di lavoro. Non solo ma nel mutato clima finanziario il Tfr ha smesso di correre ed i rendimenti dei fondi sono nettamente superiori (3,1% dei fondi  contro 1,8% del Tfr – cfr espansioneonline).

Nel dettaglio le aliquote contributive per chi si iscrive:

1% a carico del datore di lavoro da calcolare sugli elementi utili all’accantonamento del Tfr

1% a carico del lavoratore da calcolare sugli elementi utili all’accantonamento del Tfr. Sono conferite figurativamente e contabilizzate dall’Inps, ex gestione Inpdap:

• La quota del 2% della retribuzione utile ai fini del calcolo del Tfr per i dipendenti in servizio al 31.12.1995 • 1.5% sulla retribuzione utile ai fini del Tfs • L’intero accantonamento per gli assunti dal 1.1.1996.

Ai fini di incentivare l’avvio del Fondo, il contributo del datore di lavoro è maggiorato di una quota aggiuntiva del 1% per coloro che si iscrivono nel primo anno di entrata in esercizio del fondo ed è erogato per 12 mesi.

Per coloro che si iscriveranno nel secondo anno, la quota aggiuntiva è paro allo 0,50%, anche questa per soli 12 mesi.

Non sono stati ancora stipulati gli accordi per disciplinare l’adesione deiI dipendenti del Coni e delle federazioni sportive nazionali. Stupisce il silenzio con cui queste operazioni vengono accolte. E’ vero che la notizia buona non fa notizia, ma se si parla tanto di educazione previdenziale mancante e poi quando partono Fondi pensione di così vasta rilevanza, almeno qualche comunicato istituzionale sarebbe stato bene accolto.

Camillo Linguella

 

 

 

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