Mercati finanziari, risparmio, trasparenza e semplicità di linguaggio nel risparmio previdenziale

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La Covip al Convegno dell’ Università di Bologna

Nel risparmio previdenziale la guardia è sempre alta per la salvaguardia delle risorse  dei lavoratori che si rivolgono a questo settore per avere una pensione complessiva, fra quella obbligatoria pubblica e quella dei fondi pensione, che consente di avere un adeguato tenore di vita.  Né d’altra parte bisogna mai dimenticare che con i sistemi a contribuzione definita, le scelte di investimento cadono sulle spalle dei lavoratori stessi che a volte hanno una minima o nessuna educazione finanziaria.

 In questo contesto si inquadra la partecipazione della Covip, l’Autorità di Vigilanza sui Fondi pensione ad un  convegno organizzato dall’Università di Bologna il 19 ottobre 2012 su Mercati finanziari, risparmio e trasparenza. 

Bisogna premettere che in materia non si parte da zero perché la gestione  e la vigilanza del sistema pensionistico complementare italiano si caratterizza per un livello di trasparenza tale da rappresentare un esempio di eccellenza. Però c’è sempre l’esigenza di affinare, modificare il linguaggio ed avvicinarsi alla comprensibilità dell’aderente medio. L’intervento della Covip denuncia l’innegabile esistenza di  un’asimmetria informativa tra risparmiatori e professionisti del settore sulle caratteristiche e i rischi collegati ai prodotti finanziari non solo a livello di cultura generale, ma proprio come comprensibilità del discorso a livello di linguaggio  corrente.

L’informativa fornita ai primi sovente  è eccessivamente complessa, piena di tecnicismi e termini inglesi, che essendo per il settore linguaggio corrente, si tende ad ignorare che non sempre lo è per la gente comune.

I documenti consegnati al momento dell’investimento  sono eccessivamente

primo a sinistra il Cons Covip R. Tarelli

voluminosi,  il contenuto troppo tecnico, nasconde  l’esigenza di limitare le responsabilità per gli emittenti, i collocatori e i gestori invece  che aiutare i risparmiatori nell’ effettuare scelte adeguate.

C’è, innegabilmente,  l’esigenza di una maggiore trasparenza. Il bisogno di trasparenza è ancora più rilevante, indispensabile e nella previdenza complementare; soprattutto con riguardo alle forme pensionistiche a contribuzione definita nelle quali larga parte dei rischi (di investimento delle risorse accantonate, di inflazione, ecc.) come sopraricordato,  è a carico degli aderenti. A monte occorre intervenire con indicazioni  a valenza generale  attraverso  documenti che possono interessare tutti i cittadini, indipendentemente dall’adesione, e agli iscritti in ogni fase di partecipazione al fondo. Per la diffusione di materiale e informazioni relativi al funzionamento e all’andamento dei fondi, una funzione rilevante lo devono svolgere i siti dei fondi per questo la Covip ha  scelto di rafforzare l’utilizzo del web. In particolare i siti dei Fondi devono avere  :

l’obbligo di pubblicazione di tutta la principale documentazione prodotta;

l’obbligo di prevedere sui siti stessi sezioni riservate agli iscritti al fine di consentire il controllo della regolarità dei versamenti e della consistenza della posizione individuale, nelle quali mettere a disposizione informazioni analitiche sui contributi da ciascuno versati e sulla posizione complessiva maturata.

Per quanto riguarda  alla fase di accumulo  la Covip ha introdotto specifici strumenti informativi con l’obiettivo di aiutare l’aderente a controllare attivamente l’evoluzione del proprio piano previdenziale nel tempo, soprattutto con riguardo al profilo rischio/rendimento scelto e al livello di contribuzione fissato. Questi strumenti sono  la Comunicazione periodica, documento che l’iscritto riceve ogni anno, di norma entro il mese di marzo, con l’aggiornamento della propria posizione previdenziale e  il Progetto esemplificativo personalizzato, documento che l’iscritto riceve unitamente alla Comunicazione periodica. Contiene informazioni sull’evoluzione registrata dalla stessa posizione, dall’adesione fino al momento dell’invio (contributi versati, rendimenti conseguiti, eventuali anticipazioni percepite) e una stima dell’evoluzione futura calcolata sulla base delle effettive condizioni di partecipazione (livello di contribuzione scelto, linea o linee di investimento in cui confluiscono i versamenti, aspettative di crescita retributiva, costi praticati dal fondo, ecc.).

Il Progetto contiene anche il valore presumibile  della prima rata della rendita pensionistica derivante dalla conversione del montante  maturato a quella data.

Questi strumenti sono sufficienti a livello teorico, ma si deve accompagnare ad una diffusa educazione previdenziale per far diuventare la complessa materia previdenziale patrimonio comune e non solo per pochi iniziati. Solo così si può sconfiggere quell’aura di diffidenza che come una leggera foschia avvolge la previdenza integrativa.

Camillo Linguella

 

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