Il lancio dei Fondi pensione dei pubblici dipendenti: un’occasione di rilancio della previdenza complementare

Scritto il alle 09:00 da [email protected]

la sede del CNEL

La partenza dei fondi dei dipendenti pubblici Sirio e Perseo rilancerà le adesioni alla previdenza complementare, ne sono convinti un po’ tutti. Ma gli appartenenti alle Forze Armate,  Guardie Penitenziarie, Vigili del Fuoco e Polizia sono ancora senza copertura.

Contro le tentazioni sull’obbligatorietà dell’iscrizione alla previdenza complementare che ogni tanto affiora, l’adesione deve rimanere volontaria, è quanto è emerso dal Seminario Mefop Aran di sostegno alla partenza della campagna delle adesioni dei Fondi pensione del pubblico impiego Espero,  Perseo e Sirio, tenuto il 14 novembre  2012 presso il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro. Hanno partecipato, fra gli altri, Mauro Marè, e Luigi Ballanti presidente e direttore generale di Mefop, Sergio Gasparrini,  presidente Aran, Antonio Naddeo, capo dipartimento della Funzione Pubblica, Renato Berretta, presidente di Espero, Bruno Bugli, presidente di Perseo, Giorgio Allegrini presidente di Sirio. Ha chiuso  i lavori Rino Tarelli commissario Covip.

Questo parterre  sta a dimostrare come i  rapporti fra Mefop, Aran, le Parti Sociali e la Covip sono diventati sempre più stretti per consentire una positiva partenza dei nuovi fondi pensione del pubblico impiego. Un avvio fortemente in ritardo  rispetto a quelli del settore privato, in uno scenario completamente diverso dal 2007. Dalla firma del primo accordo istitutivo dei fondi del pubblico impiego, alla data del varo definitivo sono passati circa 11 anni e non si vuole che per la piena funzionalità di Perseo e Sirio debbano trascorrere altrettanti. Sarebbe una iattura.  Ma andare a proporre l’adesione quando non si sa quando avrà  termine il blocco  della contrattazione  che ha determinato il blocco degli stipendi dei pubblici e degli avanzamenti di carriera al 2006,  la nuova e pesante riduzione del salario accessorio prevista dalla legge di Stabilità, l’incubo del licenziamento di massa ( perché di questo si tratta) degli statali, può sembrare una pura follia. Invece si va avanti e come prima cosa, poiché permangono differenze fra settore pubblico e privato sulla fiscalità, l’Osservatorio della previdenza complementare istituita presso l’Aran ha elaborato una sua proposta in merito che sarà consegnata alla Funzione Pubblica. Rimane il problema delle Forze Armate in genere che a tutt’oggi sono prive della possibilità di iscriversi alla previdenza complementare. Poichè non è pensabile la costituzione di un nuovo fondo, in base a varie considerazioni, sia per similarietà sia perché è il fondo con una potenziale platea attualmente meno numerosa, 320000 addetti, rispetto ad 1200000 di Perseo, questi lavoratori pubblici potrebbero confluire in Sirio.

. Non bisogna mai dimenticare, quando si parla di numerosità dei fondi che da 12 comparti contrattuali diversi del P I i fondi costituiti sono solo tre. Se nel settore privato si fosse seguito lo stesso metodo, non avremmo 170 fondi, ma una cinquantina. In quest’ambito rispunta la questione della previdenza complementare dei Vigili Urbani che già dispongono di risorse provenienti dalle multe ma che finora non hanno trovato alcuna soluzione positiva, né al convegno nessuno ha dato una qualsiasi risposta.

Oggi per i redditi bassi pesa molto mettere da parte anche pochi euro. Ma poichè a stipendi bloccati corrisponde una pensione ancora più bassa, la pensione aggiuntiva diventa ancor più  una necessità.  Intanto in questi anni la previdenza complementare è una realtà, l’adesione di circa sei milioni di lavoratori non è poca, è una platea abbastanza ampia che comunque va incrementata.

Oggi ci sono dei fondi che hanno un patrimonio di 5/6 milioni di euro che li allinea  alla media europea. Il patrimonio complessivo è di circa 97,5 miliardi di euro con un rapporto del 6% del Pil.

Mefop ha compiuto 4 indagini e esse segnano il passaggio dalla convinzione che la pensione pubblica è sufficiente  a quella della piena sfiducia del sistema pensionistico pubblico futuro. L’età media degli aderenti è di 45/55 anni con una scolarizzazione medio alta. E’ un dato che fa riflettere perché si tengono fuori proprio  quelli che ne hanno più bisogno, magari per mera ignoranza del problema. Ecco perchè occorre diffondere la cultura previdenziale ma in un  modo diverso da come è stata fatta finora. Innanzitutto gli interessati devono conoscere le realtà future,  affianco alla simulazioni della previdenza complementare ci deve essere finalmente quella della previdenza pubblica e ci si augura che l’Inps, super o meno, invii la cosiddetta busta arancione contenente le previsioni del futuro ammontare della propria pensione. Questo già sarebbe sufficiente per avere un numero più elevato di adesioni senza ricorrere all’obbligatorietà di esse. Il sistema deve rimanere volontaristico. Per  ottenere questo magari si potrà aderire  senza il conferimento del Tfr per i dipendenti delle piccole e medie imprese, i lavoratori edili, i lavoratori con contratti atipici.

Sulla necessità della previdenza complementare ogni tanto affiora qualche dubbio, ingenerato dalla recente riforma pensionistica Monti Fornero, secondo la quale i tassi di sostituzione aumentano, per cui non c’è più bisogno di essa. Un leggero aumento dei tassi di sostituzione c’è, ma in ogni caso non è il ripristino della situazione di prima, quando era normale avere una pensione pari l’80% dell’ultimo stipendio, quando il lavoro era continuo, non c’era precariato e gli attuali sistemi di calcolo. La riforma Fornero si basa sull’elevazione dei limiti di età. Questo significa maggiori contributi versati, meno rate di pensione riscosse e non sappiamo se ci saranno ulteriori interventi con le future manovre.

Il tasso di adesione è strettamente collegato con il tasso di sostituzione. Per esempio

Italia tasso sostituzione 71%  adesioni al 18%

Francia                          60%                     20%

Germania                      55%                     52%

Regno Unito                  38%                     45%

Australia                        15%                    70%

Nel 2030 in Italia il tasso di sostituzione sarà del 64,5% e la pensione complementare integra con un più 8,3% (dati Mefop)

Con Perseo  e Sirio tutta la platea del pubblico impiego è finalmente coperta. Questa partenza ripropone un esame più approfonditi dei delicati scenari finanziari che investono il passaggio del Tfs al Tfr e la sua virtualità gestita dall’ex Inpdap. Per effetto della virtualizzazione del Tfr gestito dall’ex Inpdap presso i fondi, Espero in questo caso gestisce il 42% delle risorse teoricamente spettanti, mentre il 58 % rimane all’Inps, gestione ex Inpdap. Sono soldi del fondo  che il fondo non può utilizzare che vengono utilizzati probabilmente per ripianare i debito pubblico.

Prendendo la parola i tre presidenti dei Fondi, Espero hanno  illustrato i progressi fin qui

Il presidente di Espero Berretta, di Perseo Bugli, di Sirio Allegrini

ottenuti. Per Espero, nonostante il divario fra potenziale platea ed iscritti effettivi, è un fondo consolidato e dinamico, stabilmente fra i primi 5 fondi italiani. Perseo è alle prime battute. Il presidente Bugli pur comunicando come fatto positivo un milione di accessi a Facebook e circa 5milioni di visite al sito, ha sottolineato come a questo non corrisponde un correlato tasso di adesione, per cui si dovrà lavorare sodo per raggiungere i 30000 iscritti  previsti per maggio 2013.

Siamo il Fondo più piccolo, ha sottolineato Allegrini, presidente di Sirio,nel suo intervento, ed ultimo nato. L’odierna iniziativa è un fatto estremamente positivo. Porre al centro dell’attenzione il decollo dei Fondi pubblici da parte dell’Aran e Funzione Pubblica, di Mefop e della Covip non è di poco conto, né era scontato. Nonostante uno scenario irto di difficoltà con una sinergia fra i vari soggetti, c’è la possibilità di fare una campagna comunicativa con un’informazione chiara e precisa, così da smontare qualsiasi argomentazione contraria. L’adesione alla previdenza complementare è incontrovertibilmente una cosa economicamente conveniente,  fosse solo il contributo dell’1% del datore di lavoro che si aggiunge al Tfr, tfr  che non va mai perso, altro che scippo. I Fondi pensione negoziali come i nostri  non hanno scopo di lucro al contrario di quanto avviene per quelli istituite  dalle banche, assicurazioni, ecc… lucro  del tutto legittimo e legale, ma chi si iscrive al fondo Siro, non è un cliente, bensì un socio a tutti gli effetti e non essendovi lucro da distribuire agli azionisti, si hanno i costi di gestione più bassi. Il piano di marcia di Siro, ambizioso ma non irrealistico prevede 6000 adesioni a giugno 2013, 13000 a dicembre 2013 e 22000 a dicembre 2014. Un’altra cosa, non sufficientemente sottolineata è che i fondi Espero, Perseo e Siro, hanno una sede unica, un segnale di sinergia fiunzionale ed economica che andrebbe preso come esempio. La Covip ha ribadito la sua funzione di vigilanza, ma anche quella di facilitatore della vita dei fondi per il loro sviluppo perché essa ha il compito di tutelare il corretto utilizzo del risparmio previdenziale, che sono i soldi dei lavoratori destinati alla loro vecchiaia.

Camillo Linguella

 

 

 

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0 (from 0 votes)
Nessun commento Commenta

Articoli dal Network
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) )
Gli small traders sono ancora in una situazione di sicurezza, però il quadro continua ad essere c
  Quando parlavo di mercato unidirezionale, molti facevano finta di non capire. Ora gli
Ftse Mib: l'indice italiano apre in gap up dopo il taglio del rating di Moody's che è stato comunqu
DISCLAIMER : Qualsiasi informazione, notizia, nozione, previsione, valore, prezzo o tec
Guest post: Trading Room #296. Sono state giornate difficili ma ora ci siamo tolti il dente del do
Dal 2011 la legge ha attribuito alla COVIP la vigilanza sugli investimenti e sulla composizione del
Tanto tuonò che piovve anche se in realtà, più che lampi quelli di Moody's si sono rivelati i
Analisi Tecnica Andiamo a chiudere il piccolo gap a 19660 e riprendiamom a scendere andando a testa
Stoxx Giornaliero Buona domenica a tutti, l’indice di riferimento europeo lascia invariata