Quali investimenti per i fondi pensione: c’è una linea guida per la finanza sostenibile

Scritto il alle 10:56 da [email protected]

Investire non è facile. Anche perché esistono  fini etici nella mission dei Fondi pensione

 Il compito più difficile e gravoso di un Fondo pensione è quello della definizione della politica degli investimenti perché essa deve  assicurare agli aderenti quei rendimenti che tradotti in pensione complementare devono garantire quel “più elevato tenore di vita” come vuole la legge. Questa attività si concretizza nella scelta dell’Asset Allocation, cioè nella definizione del portafoglio finanziario,  dove si miscelano le componenti del rischio per conseguire  il massimo rendimento. Investire non è facile, perché i Fondi pensione, assolvendo un compito di rilevanza sociale, hanno obiettivamente dei limiti etici da rispettare entro i quali si devono e vogliono muoversi.

I fondi pensione negoziali gestiscono le risorse tramite soggetti specializzati, i gestori finanziari anche se in questi ultimi tempi, l’ accresciuta competenza e professionalità dei CdA, che non è solo di rappresentanza, ma anche di competenze specifiche,  e l’istituzione della “Funzione Finanza” nell’ambito dei Consigli d’amministrazione, consente ai fondi di avere idee meno generiche in proposito.  La crisi finanziaria dal 2008 ad oggi li ha obbligati a crescere.  Ma i fondi pensione negoziali,  non possono, per loro natura fare investimenti indiscriminati purché i rendimenti siano alti. Il motto “pecunia non olet” , i soldi non puzzano, attribuito all’imperatore Vespasiano, quando istallò per Roma

l’imperatore Vespasiano

quei monumenti igienici che portano il suo nome per  ricavare  contributi per il pubblico erario. I rendimenti dei fondi  viceversa devono odorare. Non è concepibile che un fondo pensione per esempio investa in  titoli di società che sfrutta il lavoro minorile o acquisti bond pubblici di paesi con scarsi livelli di democrazia.

Per  aiutare a muoversi meglio in questo che è un vero e proprio campo minato e facilitare la trasparenza , i Soci del” Forum per la Finanza Sostenibile”, che annovera fra i membri  Assofondipensione, Assogestioni, OOSS, Pensplan, Mefop ed altri,  hanno prodotto delle  Linee Guida  con l’intento di fornire ai fondi pensione, ai gestori e alle banche depositarie, una serie di indicazioni  sulle  possibili strategie di investimento sostenibile e responsabile, che possono essere utilizzate per definire una  propria Asset allocation strategica. Innanzitutto occorre saper guardare  oltre i limiti della finanza tradizionale.

Questo consente di evitare investimenti in titoli di Stati con regimi dittatoriali o responsabili di gravi violazioni dei diritti umani o di imprese operanti in settori discutibili, come per es. quelle che producono armi, o che agiscono in dispregio della tutela dell’ambiente; e  prestare attenzione all’oggetto degli investimenti finanziari, senza che ciò comprometta il ritorno economico atteso,  assolvendo così gli  obblighi  nei confronti degli aderenti.

Ciò anche a prescindere  dal  riferimento normativo (art. 6 c. 5-quater del D.Lgs. 252/2005) che disciplina il documento sulla politica di investimento dei fondi pensione. Nel perseguire una politica di investimento sostenibile e socialmente responsabile il Fondo Pensione, nel definire le strategie generali in cui includere i benchmark specializzati,  deve far riferimento al  rating ESG, individuato in genere dai servizi  di consulenza ESG (Environmental, Social and Governance), consulenza  rivolta ai fondi pensione mediante   la  valutazione sociale, ambientale, dei diritti umani e della governance  degli Stati e delle Imprese in funzione dei vincoli statutari o del mandato fiduciario di cui é responsabile. Di tutte queste attività essi   devono dare informazione ai propri iscritti predisponendo un apposito documento sugli obiettivi e sui criteri della propria politica di investimento.  L’adozione di una delibera sui “Principi di Investimento Responsabile”, tuttavia pur non essendo obbligatoria, è sempre auspicabile. La Covip con  Delibera del 16 marzo 2012 (art 4, c. 1, lett. a), stabilisce, che quando un  Fondo decida di introdurre considerazioni di natura etica, sociale o ambientale nella gestione delle risorse, deve obbligatoriamente esplicitarlo all’interno del documento sulla politica di investimento. Inoltre i Fondi devono esercitare un azionariato attivo.

L’azionariato attivo è una strategia di investimento responsabile che si basa sul potere di influenza degli investitori, attraverso l’esercizio dei diritti connessi alla partecipazione al capitale azionario di una o più società. Il Fondo può  esercitare direttamente il ruolo di azionista attivo, attraverso l’esercizio del diritto di voto o tramite il Gestore finanziario in modo da direzionare verso gli investimenti etici e responsabili, la politica delle società di cui ha una quota azionaria.

Camillo Linguella

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