Dai Fondi pensione un aiuto possibile alle PMI

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Solidarietà Veneto il Fondo pensione territoriale del Veneto prova concretamente a venire incontro alle esigenze di finanziamento delle pmi in questo periodo di vacche magre

Quando fu concepita la prima riforma pensionistica del 1995, essa non conteneva solo elementi di riduzione prima e della stabilizzazione della spesa previdenziale poi, ma anche fattori dinamici e dinamiche economiche non depressive, legati essenzialmente alla speranza di crescita positiva del sistema produttivo. Infatti l’elemento dinamico positivo era contenuto nella determinazione dei coefficienti di trasformazione, quel numeretto magico con il quale si calcola la pensione nel sistema contributivo. Il coefficiente di trasformazione non è correlato solo alla speranza di vita, ma anche all’andamento del prodotto interno lordo. Infatti di quinquennio in quinquennio le variazioni del Pil si riverberano nel coefficiente di trasformazione.

Ad una economia sana ed in espansione corrispondono anche coefficienti più favorevoli per il calcolo della pensione.

Naturalmente il sistema contributivo non facendo più riferimento alla curva delle retribuzioni, sempre più alte alla vigilia del pensionamento, ma al montante contributivo accumulato, determina pensioni più basse. La stessa riforma Fornero, che ha previsto cambiamenti accelerati, paradossalmente fa si che a maggior lavoro corrisponde una minor pensione.

 Ecco perché nel 93, in anticipo sulla  riforma delle pensioni e  rilanciata dodici anni dopo, nel 2005,  fu istituita la previdenza complementare. Che in realtà si è affermata con un buon successo, nonostante la disinformazione e le cassandre in piena attività in circolazione. Circa 6 milioni di iscritti possono sembrare anche pochi rispetto alla platea di riferimento, ma è un numero assoluto di tutto rispetto.  Lo scopo principale della previdenza complementare è quello di dare un supplemento di pensione tale da compensare la perdita sulla pensione pubblica. A fianco di questa, al momento dello start,  c’erano anche altre finalità, una delle quali era quello di rivitalizzare l’economia con l’immissione sul mercato di risorse finanziare immobilizzate nel tfr.

Trattandosi di risparmio previdenziale gli investimenti erano e sono  rigidamente codificati e controllati. Il decreto legislativo 252/05 indicò tassativamente le forme di investimento. In particolare  l’Art 6 comma 11 lett a)….” stabilisce  le attività nelle quali i fondi pensione possono investire le proprie disponibilità, con i rispettivi limiti massimi di investimento, avendo particolare attenzione per il finanziamento delle piccole e medie imprese e allo sviluppo locale.”

 Quello della possibilità di investimento nelle piccole e medie imprese, che deve essere addirittura tenuto in particolare attenzione,  fu giudicata una stramberia, una stravaganza legislativa .Nel Decreto ministeriale 703 del 1996 che disciplinava gli investimenti dei fondi pensione nulla diceva sulle pmi. Né dice qualcosa il nuovo decreto  sugli investimenti che un giorno dovrà pure uscire. Né ha mai detto qualcosa in proposito la Covip che sugli investimenti ha emesso molte delibere come quella del 16 marzo 2012 e dettagliate circolari, l’ultima delle quali Circolare del 30 ottobre 2012, prot. 5405 , né ha mai precisato il  perche questi investimenti non si possono fare.

Eppure il  problema non può essere ignorato, perché pur in coincidenza con la diminuzione dello spread,  cui speriamo le turbolenze politiche  non incidano più di tanto, le banche prudenzialmente sono ancora restie ad allargare i cordoni della borsa. Solidarietà Veneto invece ha rotto gli indugi ed ha deciso di investire in favore delle PMI     

 Solidarietà Veneto è un Fondo Pensione Contrattuale. Essendo un fondo pensione territoriale è  intersettoriale ed intercategoriale per cui  l’adesione è possibile per tutti i lavoratori dell’industria, della piccola industria e dell’artigianato con il vantaggio per gli aderenti che in caso di  cambiamento dell’ azienda o settore, non sarà necessario cambiare il Fondo. Lo stanziamento deciso  sarà il primo investimento territoriale creato in Italia Presentando lo scorso novembre 2012  il calendario degli appuntamenti del “Mese della Previdenza”, il Fondo del Veneto  ha  lanciato l’iniziativa di investire sul territorio regionale il 5% del proprio patrimonio di quasi 600 milioni di euro, quindi circa 30 milioni a sostegno delle piccole e medie imprese (pmi) . E’ un piccolo-grande segnale a favore dell’economia locale . Il 5% messo a disposizione  sarà dato in gestione a un ente intermediario con il compito di diversificarlo in diversi investimenti utilizzando gli istituti di credito veneti.  In questo modo si vuole  focalizzare l’intervento interamente sul territorio. Si sta dando vita probabilmente a un progetto apripista che possa contagiare altre realtà, come i fondi pensione chiusi visto che i Fondi  pensione territoriali attualmente istituiti ed operanti sono 3: Fopadiva, in Val d’Aosta, Laborfonds nel Trentino Alto Adige e Solidarietà Veneto nel Veneto appunto,mentre è in arrivo anche il fondo pensione del Friuli Venezia Giulia, la cui legge istitutiva è stata approvata lo scorso giugno.

Speriamo che questi 30 milioni siano tutti investiti e che tutti ne traggano dei vantaggi, le imprese beneficiate egli aderenti del Fondo.

Camillo Linguella

 

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