Pensioni dal gennaio +3% ma non per tutti

Scritto il alle 09:52 da [email protected]

 Dal primo gennaio aumenti del 3% per adeguare le pensioni al costo della vita, ma 6 milioni di pensionati rimarranno senza aumenti. L’Inps rafforza la sua presenza sui Social Network

Dal primo gennaio sono scattati gli aumenti del 3% per le pensioni ma non riguarderà le pensioni superiori tre il minimo Inps. Secondo il Sindacato dei pensionati della  Cgil essi sono circa  sei milioni. Con la rivalutazione prevista una pensione minima passera’ da 481 euro a 495,43, mentre una da 1.000 euro arriverà a quota 1.025 euro. Poichè nel 2013 sarà ancora in vigore il blocco della rivalutazione annuale introdotto con la riforma Fornero, sei milioni di pensionati vedranno invariato il valore della propria pensione per il secondo anno di seguito. Il blocco riguarda soprattutto pensionati che hanno un reddito mensile di 1.217 euro netti (1.486 euro lordi). Un pensionato  che si trova in questa fascia ha già perso 363 euro nel 2012 e ne perdera’ 776 nel 2013. Un pensionato con un reddito mensile di 1.576 euro netti (2.000 lordi) nel 2012 ha perso invece 478 euro e nel 2013 ne perdera’ 1.020. La mancata rivalutazione della pensione, sommandosi a quella dell’anno precedente, porterà quindi – sempre secondo lo Spi-Cgil – quei sei milioni di pensionati a ritrovarsi nel biennio 2012-2013 complessivamente con 1.135 euro in meno. assegni in calo.

Calo delle nuove pensioni nei primi undici mesi del 2012: gli assegni liquidati dall’Inps,

Nei primi undici mesi del 2012, compresi quelli dell’ex Inpdap,le pensioni sono state 267.732 con un calo del 18,5% rispetto ai 328.549 del 2011. Questo è  dovuto all’effetto della finestra mobile e dello scalino scattati nel 2011.

 Inps e Social Network Canale tematico YouTube e nuova pagina Facebook

 L’Inps consolida la sua presenza sui social network con l’apertura – dopo quelle su riscatto della laurea, buoni lavoro e lavoro domestico – di una nuova pagina Facebook dedicata al sistema contributivo e di un proprio canale tematico su YouTube. L’intento è quello di rendere disponibili ad un numero sempre maggiore di utenti(ad oggi sono circa 10mila i lettori della pagine Inps su Facebook) i contenuti informativi già presenti sul sito istituzionale, diversificando gli strumenti di relazione: in tal senso, Facebook e YouTube rappresentano i canali ideali per diffondere e sostenere una cultura della previdenza nei confronti dei cittadini più giovani, che siano ancora impegnati negli studi o che siano appena entrati nel mondo del lavoro. La nuova pagina Facebook “Pensioni: sistema contributivo” ha così lo scopo di fornire informazioni sui contributi obbligatori, da riscatto o figurativi, su come viene calcolato il montante contributivo, su come consultare il proprio estratto contributivo ed altro ancora, ed è rivolta soprattutto ai lavoratori più giovani, che percepiranno la futura pensione in base al cosiddetto “sistema contributivo puro”. Per accedere alla pagina tematica è necessario avere un profilo Facebook, dal quale digitare inricerca “Pensioni: sistema contributivo” o andare direttamente su www.facebook.com/INPS.SistemaContributivo.

Il canale YouTube ospiterà inizialmente i materiali di attualità prodotti dall’Istituto, come il video di Bruno Bozzetto sulla riforma delle pensioni e i video del servizio informativo “Inps in onda”, ma i contenuti disponibili saranno incrementati nel prossimo futuro. Il canale è visibile liberamente all’indirizzo www.youtube.com/user/INPS.Comunica. Iscrivendosi, gli utenti potranno essere costantemente aggiornati sui nuovi contenuti caricati e sulle novità del canale. L’archivio di tutti i materiali multimediali dell’Istituto è comunque disponibile all’interno della sezione “INPS Comunica” del portale www.inps.it.

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 6.8/10 (6 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0 (from 2 votes)
Pensioni dal gennaio +3% ma non per tutti, 6.8 out of 10 based on 6 ratings
1 commento Commenta
l1uk3
Scritto il 29 dicembre 2012 at 11:57

Altra dimostrazione che in Italia meglio evadere.

Ricordo su un libro dedicato alle pensioni come si mettesse palesemente in dubbio il fatto che in Italia c’erano tanti pensionati poveri. Infatti era impossibile che così tante persone non avessero lavorato per un minimo di anni in un periodo comunque florido (rispetto oggi). Insomma, i pensionati al minimo o sotto i 1.000 spesso sono evasori o persone che già usufruiscono di prestazioni superiori a quanto versato.

Ora chi ha pagato 35 anni di contributi si vede avvicinare da gente che non ha pagato nulla. Se si fosse tenuta i soldi dei contributi ci avrebbe guadagnato.

In uno Stato di stolti, giusto evadere e guadagnare sugli stolti.

Articoli dal Network
I dati macro non sorreggono il trend. Lo stiamo predicando da diversi giorni e oggi è arrivata la
L'entusiasmo e l'euforia dei giorni scorsi, l'inutile frenesia per un accordo inesistente o un n
Ftse Mib: l'indice italiano apre negativamente in scia ai dati macro del comparto manifatturiero ted
L’Inps ha emanato la Circolare n. 43/ 2019, che disciplina le richieste di Reddito di cittadinanza
FTSE MIB INDEX Setup e Angoli di Gann Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) [ u
Dieci mila euro di differenza a listino si possono azzerare tra doppio effetto di Ecobonus ed Ec
Ieri è stato un giorno trionfale per gli amici di Machiavelli, la Federal Reserve ha dovuto amm
Avvio contrastato per le Borse europee dove Piazza Affari conferma il suo buon periodo. Il Ftse Mib
Solo due parole, non ne servono poi molte in fondo questo è un Paese di belle addormentate, anc
FED: prima falchi, poi colombe, e poi agnellini… E’ sorprendente i percorso di Jerome Powell