Calcolati la pensione, così sai se ti conviene quella complementare.

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In attesa dell’invio della mitica busta arancione che illustra la posizione previdenziale di ognuno e il possibile importo della pensione, l’Inps vara il simulatore per i pubblici dipendenti

Il Superinps quando deve prendere qualcosa, recupero della 14^ ai pensionati,  recupero indebiti, mostra tutta la sua efficienza. E ci mancherebbe se non fosse così. Ogni punto conseguito in questo campo è seguito da bollettini di guerra, comunicati stampa, profluvi di interventi televisivi dei vertici dell’ente, cioè del vertice dell’ente, perché l’Inps è un istituto monocratico, eccetera. Quando si tratta di dare le cose cambiano un poco, come se venisse l’affanno. Prendiamo il caso  dell’invio della busta arancione, cioè quello strumento che contiene la tua posizione assicurativa e gli importi della futura pensione, ogni tanto fa un mezzo annuncio e poi in genere segue il nulla. L’ultimo strillo dava la busta arancione in partenza per il 2013. Quindi non ci resta che aspettare fiduciosi aspettiamo l’annuncio dell’invio a tutti.

Nel frattempo l’INPS – gestione ex Inpdap ha messo a punto un simulatore, il P3 , che consente di simulare la pensione futura, sia obbligatoria che complementare, nonché i relativi coefficienti di sostituzione. Il P3, Piano Pensionistico Personale è un applicativo web, aggiornato sulle ultime novità normative sulla maturazione del diritto a pensione, consente di stabilire quando  si raggiungono  i requisiti della pensione basati sull’evoluzione della speranza di vita.

L’applicativo consente di valutare sia le penalizzazioni, introdotte nella recente normativa, per coloro che vanno in pensione prima del compimento dei 62 anni, sia la possibilità di optare al sistema contributivo per le donne. La pensione pubblica derivante dal pagamento dei contributi obbligatori per legge ad un ente previdenziale, costituisce il primo pilastro della previdenza.

Le forme pensionistiche complementari, a contribuzione volontaria, si distinguono in due categorie: i fondi pensione negoziali e i piani pensionistici individuali (PIP). Aderendo ad un fondo pensione negoziale, che costituisce il secondo pilastro della previdenza, si ha diritto ad un contributo da parte del datore di lavoro.

Il coefficiente di sostituzione è il rapporto tra la prima pensione percepita (sia base che complementare) e l’ultimo reddito da lavoro. Questa è la migliore informazione che si può avere circa la variazione del proprio tenore di vita al momento del pensionamento. La riforma Monti Fornero (L. 214/2012), ha di fatto abolito la pensione di anzianità. Ora c’è la pensione di vecchiaia e la pensione, ma sono salvaguardati coloro che avevano maturato i vecchi requisiti al 31/12/2011.

Dal 2012 inoltre, verrà applicato il sistema di calcolo contributivo in relazione alle anzianità maturate da tale data in avanti. È da rilevare che i requisiti variano periodicamente in funzione dell’evoluzione della speranza di vita. La L. 214/2012 prevede inoltre la penalizzazione del trattamento di quiescenza, limitatamente alla quota di calcolo retributivo, per coloro che andranno in pensione prima dei 62 anni.

Dal 2008 fino al 2015 compreso, (art 1 c. 9 legge 243/2004), è in vigore un regime sperimentale per le sole lavoratrici, che permette loro di andare in pensione con le regole più favorevoli in vigore fino al 31 dicembre 2007, cioè con almeno 57 anni di età (con l’evoluzione in base alla speranza di vita) e 35 di contributi, accettando però che la pensione sia calcolata con il sistema di calcolo contributivo.

Con una pensione più bassa of course, naturalmente!

Poiché l’applicativo attinge alla Banca Dati dell’Istituto, tanto più il momento del pensionamento è ravvicinato nel tempo, quanto più è importante che la posizione assicurativa contenga informazioni corrette. La simulazione potrebbe diventare un’occasione per correggere eventuali anomalie o carenze presenti negli archivi, acquisendo la documentazione fornita dall’iscritto. Dal momento che il calcolo della pensione viene effettuato con il Sistema Informativo dell’Istituto (SIN) la correttezza dei dati inseriti garantisce una maggiore omogeneità dei risultati della simulazione con quelli effettivi. Gli iscritti possono chiedere specifici appuntamenti alle sedi o recarsi ai Patronati, per una verifica della propria posizione e per la simulazione. Saranno così assistiti da personale esperto che non ha interessa a vendere polizze assicurative.

Operativamente  si accede dal al sito dell’Inps ex gestione Inpdap  sezione Home › Servizi in linea – Indice › Amministrazioni ed Enti > servizi in linea tramite autenticazione selezionando P3 PIANO PENSIONISTICO PERSONALE. Dal menu funzioni ci sono due diverse versioni del medesimo applicativo, una specifica per i dipendenti facenti capo al comparto scuola, l’altra per i lavoratori degli altri comparti pubblici di contrattazione per via delle diverse caratteristiche contrattuale dei due comparti.

Una volta svolte tutte le operazioni, si accede all’output di Previdenza Obbligatoria. Per fornire un’informazione più efficace, gli importi delle pensioni vengono valutati al lordo ed al netto delle ritenute previdenziali ed erariali. Anche per i coefficienti di sostituzione vi è la necessità di valutazione al lordo ed al netto delle ritenute previdenziali ed erariali. Il tasso di sostituzione netto è sempre maggiore di quello lordo!

Ciò è dovuto al fatto che nella pensione non gravano le ritenute previdenziali e anche il regime fiscale è più vantaggioso. Un altro output che evidenzia il P3 è il grafico che mostra il variare del coefficiente di sostituzione, della sola pensione di base, al lordo e al netto delle trattenute fiscali ed erariali, tra l’età minima per aver diritto alla rendita pensionistica e l’età per la pensione di vecchiaia o l’età massima per aver diritto al trattamento minimo pensionistico (caso in cui alla pensione di vecchiaia non si raggiungono i requisiti pensionistici).

La stampa del grafico, offre anche un riepilogo dei dati utilizzati nel calcolo e una “Avvertenza” in cui si specifica  che le valutazioni derivano dall’applicazione di diverse ipotesi. Esse determinano in modo sintetico probabili scenari futuri (per esempio futuro sviluppo di carriera, trends dell’inflazione e dei mercati finanziari, diverse composizioni delle retribuzioni imponibili, ecc.). Poiché le variabili da considerare incidono sostanzialmente sui risultati finali, questi hanno  carattere puramente indicativo e quindi l’ex I.N.P.D.A.P. non ha alcuna responsabilità circa disallineamenti futuri, per eventi che non si possono prevedere, sempre nell’anno di ipotetica cessazione dal servizio (tra l’età minima e l’età massima). Gli importi di pensione sono espressi in moneta corrente cioè moneta futura, comprensiva quindi della rivalutazione per inflazione, mentre nel prospetto moneta costante gli importi sono espressi come se non operasse l’inflazione, quindi in moneta attuale.

Camillo Linguella

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