Inps: Riparte la caccia al falso invalido

Scritto il alle 09:38 da [email protected]

La legge di stabilità fa ripartire la caccia ai falsi invalidi ma gli accertamenti fatti negli anni scorsi non hanno dato i risultati sperati: Qualche falso cieco, qualche miracolato, ma risparmi irrisori  fra molti abusi ed ingiustizie. Magari si  risparmiava di più non comprando i sommergibili dalla Germania

Con il 2013 riparte la grande caccia al falso invalido. I mass media,consciamente o involontariamente, cosa molto improbabile quest’ultima, creano il terreno favorevole per la caccia all’untore ed i governi ne approfittano per fare cassa, potendo contare  per di più il sostegno dell’opinione pubblica artificiosamente ottenuto.  Si crea il mostro da sbattere in prima pagina e approfittando della conseguente emotiva  ondata di indignazione e di sdegno, si falcidia un’intera categoria: per i pubblici dipendenti, classificati tutti  come fannulloni,  si sono bloccati i contratti, ridotto il salario accessorio, i buoni pasto, senza che i malcapitati potessero difendersi, trattati convintamente come dei  mangiapane a tradimento. “Osate anche parlare voi che avete il posto fisso?”, grida più di qualche voce indignata. Ed infatti  i professori si sono messi subito al lavoro per eliminare quest’incredibile anomalia in modo da  poterli licenziare al libitum. Nella sola ex Inpdap sarebbero 4000. Dato smentito, il che significa che è vero!

Lo stesso accade per gli invalidi civili, si replica un po’ quello che  è avvenuto per i dipendenti pubblici, radicando nell’opinione pubblica la convinzione che l’invalido è unicamente un frodatore, un mistificatore. Presentando la disabilità incentrata solo sulle frodi, con immagini di sicuro impatto come il cieco che guida e l’invalido che gioca a pallone (casi gravi ma si contano sul dito della mano) sono stati eclissati i veri sofferenti. Chi cerca di dimostrare come la realtà sia ben altra, non riesce ad avere voce in capitolo, perchè dissonante. Le associazioni delle persone con disabilità si sono sforzate di dimostrare quale  sia la verità sui controlli, quali spesso gli abusi, le mortificazioni cui sono stati sottoposti molti disabili, ma senza risultati apprezzabili.

La prima grande caccia al falso invalido è partita nel 2010. Il numero delle indennità non confermate in quell’occasione fu esiguo e molto più limitato di quello precedentemente annunciato dal presidente Inps in una intervista al Corriere della Sera del 16 febbraio 2011, il quale ha affermato che a fronte di 100 mila controlli nel 2010, l’Inps ha revocato il 23% delle indennità d’invalidità controllate.

Secondo “Cittadinanza attiva” i dati ufficiali sono nettamente differenti: i casi di non conferme per il 2010 si attestano al 10%: quindi 1 su 10 e non 1 su 4 come affermato dal presidente Inps. Secondo Cristiano Gori (Il welfare e il nodo dei falsi invalidi)” La lotta ai falsi invalidi non lascerà risultati degni di nota in termini concreti bensì sul piano culturale. Se è vero che nell’ultimo biennio politica e mezzi di comunicazione si sono occupati di disabilità come mai prima, le conseguenze di una così intensa – ma, purtroppo, distorta – attenzione rimarranno nel tempo. Sebbene la crescita della spesa per invalidità sia dovuta, principalmente, all’invecchiamento il falso invalido è stato rappresentato come un disabile adulto, forse perché denigrare gli anziani viene ritenuto politicamente più sconveniente. Il mondo della disabilità è stato dipinto come poco chiaro e contraddistinto da abusi, trasmettendo l’idea che il suo problema non siano le mancanze del welfare – di cui non si parla, come se non esistessero – ma solo le irregolarità. Nel complesso, si è costruito un muro di sospetto e diffidenza verso tutto ciò che riguarda tale condizione”.

Dai dati emerge che sono comunque ancora le regioni del centro-sud a far registrare la maggiore percentuale di invalidità civili

 L’alta percentuale di invalidità nelle regioni meridionali fa subito pensare alle solite cose. A nessuno viene in mente che, facendo lo sconto statistico dei furbi che esistono in ogni latitudine, ciò è dovuto alla peggiore qualità della vita in quelle terre, qualità molto al di sotto degli standard europei, molto vicina a quelli della vicina costa africana. Ma ahimè i risparmi per le casse dello Stato derivanti da tali programmi  ( 70 milioni nel 2009/2010 – 100 milioni 2011/2012) non sono stati neppure sfiorati, come invece si ipotizzava, circa l’1% della spesa complessiva per l’invalidità civile, senza tener conto delle spese di organizzazione affrontate dall’Inps per quest’impegno straordinario, che vanno ad incidere sui risparmi reali. Ma il governo ci riprova.

Il comma 109 recita:” Nell’ambito delle attività di cui all’articolo 20, comma 2, del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. l02, e successive modificazioni, l’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), nel periodo 2013-2015, realizza, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, un piano di 150.000 verifiche straordinarie annue, aggiuntivo rispetto all’ordinaria attività di accertamento della permanenza dei requisiti sanitari e reddituali, nei confronti dei titolari di benefici di invalidità civile, cecità civile, sordità, handicap e disabilità. Le eventuali risorse derivanti dall’attuazione del presente comma da accertarsi, con il procedimento di cui all’articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, a consuntivo e su base pluriennale come effettivamente aggiuntive rispetto a quelle derivanti dai programmi straordinari di verifica già previsti prima dell’entrata in vigore della presente legge sono destinate ad incrementare il Fondo per le non auto sufficienze di cui all’articolo 1, comma 1264, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sino alla concorrenza di 40 milioni di euro annui. Le predette risorse saranno opportunamente versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate all’apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Qualche anima candida avrebbe potuto pensare di ottenere maggiori risparmi non comprando i due previsti sommergibili da un miliardo di euro cadauno ( per farne che poi?) dalla Germania. Ma è possibile che così facendo lo spread potrebbe ripartire alla grande e ritornare al punto di partenza, come nel gioco dell’oca. Allora è meglio far combattere gli invalidi, bloccare le pensioni, lasciare correre sulla previdenza complementare perchè chi  ha i soldi può ricorrere alle Assicurazioni, eccetera.

Camillo Linguella

 

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1 commento Commenta
l1uk3
Scritto il 11 gennaio 2013 at 23:00

faccio fatica a ricordare un articolo più pieno di cretinate, in tutta sincerità e senza voler offendere.

Anzitutto: quale mortificazione dei lavoratori pubblici. Nessuno è stato licenziato, al massimo esodato con generosi incentivi. Poi sarebbe un discrimine il blocco degli stipendi quando nel privato si fanno mediamente quattro volte il culo e hanno ricevuto tagli ben maggiori. Lo chieda ad un lavoratore del privato se non farebbe i salti alti ad aver avuto lo stesso trattamento del pubblico.

Sorvolo poi sulla panzana che l’alta invalidità al sud è dovuta a non si capisce bene cosa. Lo sappiamo tutti a cosa è dovuta, in alcuni paesi ci sono tassi di invalidità al top mondiale.

Evitiamo di cadere nel ridicolo e di sostenere che il debito è dovuto solo a qualche migliaio di politici. Ci sono milioni di italiani che ne hanno tratto beneficio, tra lavoratori pubblici raccomandati, falsi invalidi, imprenditori amici etc.

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