I derivati, vil razza dannata! Un pericolo o un’opportunità per i Fondi pensione?

Scritto il alle 09:04 da [email protected]

Ogni tanto esplode il problema dei derivati, causa di enormi dissesti finanziari, il primo caso fu quello del Comune di Milano, il più recente quello che ha stramazzato il Monte dei Paschi di Siena. Ma se sono pericolosi e letali, perché non vengono proibiti?

Eppure la legge non li vieta neppure ai fondi pensione. Le disposizioni vigenti in materia di limiti agli investimenti e conflitti d’interesse per i fondi pensione sono contenute nel Decreto del Ministero del Tesoro 21 novembre 1996, n. 703. A distanza di molto tempo il Tesoro ha deciso di procedere a una revisione di tale normativa, per molteplici ragioni, fra le quali quelle poste dall’andamento dei mercati finanziari negli ultimi anni. Per questo motivo ha sottoposto una nuova bozza del decreto fin dal 29 maggio 2012 ad una pubblica consultazione che si è chiusa da tempo, ma il nuovo decreto non è ancora uscito perché si sta presumibilmente facendo l’ultimo lavoro di limatura prima della pubblicazione definitiva. Intanto è scoppiato il caso dei Monti dei Paschi di Siena sulla questione dei famosi “derivati”. Se andiamo a leggere il nuovo testo proposto,del DM 703/96,  che non è quello comunque definitivo,all’art 4 leggiamo:

Art. 4 (Investimenti e operazioni consentiti) 1. Le disponibilità dei fondi pensione possono essere investite in strumenti finanziari, OICR, depositi bancari, mezzi di pagamento, nel rispetto dei criteri e dei limiti di cui al presente articolo e agli articoli 3 e 5. 2. I derivati possono essere stipulati solo con controparti di primaria affidabilità, solidità e reputazione ed esclusivamente per finalità di riduzione del rischio e di efficiente gestione. Il rischio di controparte derivante dalle operazioni nei derivati è adeguatamente gestito. I derivati sono stipulati secondo gli standard definiti dall’International Swap & Derivatives Association (ISDA) e prevedono l’utilizzo di una controparte centrale di compensazione e garanzia. 3. Non sono ammesse vendite allo scoperto, né operazioni in derivati equivalenti a vendite allo scoperto.”

Per quanto abbia cercato di approfondire la questione e di capire questi strumenti finanziari chiamati “derivati” cosa sono effettivamente e se sono strumenti diabolici,  non ho capito granchè. Allora mi sono rivolto a Pierpaolo Scandurra, Ad di Certificati  e Derivati per avere lumi in proposito. Certificatiederivati.it è un sito indipendente altamente specializzato e facilmente comprensibile, realizzato da traders

Pierpaolo Scandurra, Ad di Certificati e Derivati

indipendenti attivi sul mercato da anni. Certificati e Derivati offre la più completa panoramica di tutti i certificati emessi dai vari emittenti operanti in Italia attraverso un database di ricerca, leverage e investment, quotati e non quotati, unico sul Web per numero di strumenti censiti e per la possibilità di ottenere con due semplici passaggi sia i dati analitici che la didattica di ciascun certificato.

Scandurra ci ha sintetizzato la questione spiegando come in effetti i derivati siano in linea teorica strumenti assolutamente non pericolosi, se non vengono usati a fini speculativi, essendo dei contratti di assicurazione contro le oscillazioni del valore dei titoli. Un derivato (derivative) è uno strumento finanziario il cui valore deriva da quello di un’attività sottostante. Quest’ultimo può essere costituito da attività quotate su mercati regolamentati, ovvero strumenti finanziari, valute, tassi di interesse e materie prime. I derivati sono trattati sostanzialmente per tre scopi:

hedging, ovvero copertura dei rischi derivanti da variazioni di tassi di interesse, valore delle merci, ecc;

attività speculativa, al fine di ottenere elevati profitti, ma con il rischio di subire ingenti perdite, sfruttando la leva finanziaria dei derivati stessi,

operazioni di arbitraggio, al fine di sfruttare disallineamenti di prezzo tra due o più contratti scritti sul medesimo sottostante su mercati diversi.

In Italia sono disciplinate queste fattispecie: forward;  swap;  future;  opzioni.

I forward sono contratti a termine, con i quali due controparti si impegnano a scambiarsi a scadenza, a prezzi prefissati, uno specifico bene.

Gli swap sono contratti in cui due parti si scambiano a pronti e a termine flussi finanziari, periodici o una tantum, che sono calcolati applicando uno schema predefinito, differente per le due parti, a uno certa attività. E’ uno dei più utilizzati  strumenti di finanziamento delle imprese

I futures sono anch’essi dei contratti a termine, ma rispetto ai forward sono standardizzati e quindi negoziabili in mercati regolamentati.

Le opzioni sono contratti mediante i quali una delle parti, dietro pagamento di un corrispettivo (premio), acquista la facoltà di acquistare o di vendere, alla o entro la data di scadenza, un certo quantitativo dell’attività sottostante a un prezzo prestabilito Voglio precisare che Certificati e Derivati si occupa quasi essenzialmente di certificates e chiedo quindi a Pierpaolo Scandurra di spiegare meglio cos’è un certificato.

Scandurra: Il certificato è uno strumento derivato cartolarizzato emesso da una banca e garantito da un Market Maker, negoziabile sul Sedex (mercato dei Securities Derivatives di Borsa Italiana ), sul Cert-x di EuroTLX o su altri mercati regolamentati, che consente, con o senza effetto leva , di poter operare su un sottostante senza rischiare più del capitale investito. Lo stile di investimento di un certificato è a gestione passiva del sottostante, il che implica che non è prevista alcuna commissione di gestione. Quando si acquista un certificato non si ha diritto a ricevere i dividendi distribuiti dal sottostante, in quanto questi rappresentano la fonte di finanziamento, per l’emittente, per acquistare le opzioni che danno vita al certificato stesso. La tassazione a cui è soggetto un certificato è del 20% sul capital gain, alla stregua di un qualsiasi titolo azionario, e il fatto che vengano generati dal certificato esclusivamente redditi diversi consente la compensazione tra plus e minusvalenze. Quando si investe in certificati ci si accolla il rischio emittente, come avviene per le obbligazioni. Al Sedex, il segmento di mercato in cui Borsa Italiana quota i certificati, questi sono suddivisi in due macrocategorie: INVESTMENT CERTIFICATES LEVERAGE CERTIFICATES.

 

I fiori all’occhiello di Certificati e Derivati sono il Certificate Journal e CedLAB.

Certificate Journal è il primo prodotto completo sul mondo dei certificati. E’ un settimanale in uscita ogni mercoledì che si consiglia a tutti gli operatori delle Forme di previdenza complementare. Nasce nel 2006 da una collaborazione tra i siti Finanzaonline, Finanza.com e Certificatiederivati. Distribuito gratuitamente on line  ha come obiettivo di educare ed informare gli utenti sul mondo dei certificati. Si rivolge ad un pubblico di investitori e trader e a tutti coloro che vogliono conoscere strumenti alternativi d’investimento.

Dal 2007 a questo prodotto si associa l’iniziativa degli Italian Certificate Awards, che premia le migliori emittenti in base alla categoria di assegnazione. CedLAB è l’unica piattaforma analitica sul mercato italiano che ti consente di operare sul mercato dei certificati di investimento. Con CedLAB si segue  la vita dei certificati presenti nel tuo portafoglio, attraverso le funzionalità realizzate dal nostro team di esperti. In CedLAB si trova inoltre una selezione quotidiana dei migliori certificati per categoria di prodotto ordinati secondo criteri proprietari basati sul rapporto rischio-rendimento offrendo  un aggiornamento continuo su tutte le opportunità esistenti.

Quali consigli fare agli eventuali investitori dei fondi pensione?

Scandurra: Innanzitutto bisogna vedere cosa dirà il nuovo DM 703 quando sarà pubblicato. Naturalemnte esclusi gli strumenti speculativi e gli swap, i fondi devono investire risparmio previdenziale, quindi al di fuori di qualsiasi ipotesi speculativa e questo a prescindere del controllo della Covip, si tratta di soldi di lavoratori.  Poi voglio anche  precisare subito  che da metà marzo 2013 le norme dell’UE sui derivati saranno molto più rigide: Secondo le nuove regole, tutte le transazioni di derivati over the counter, cioè non trattati in borsa avvengano su piattaforme elettroniche che registrano tutto. E ciò ridurrà i rischi legati alle operazioni. Non sono strumenti diabolici, ma, alla luce di quanto è successo, la prudenza non è mai troppa E’ certo che, prescindere del caso “derivati” si ha la sensazione, suffragata da ricerche statistiche, che  anche negli ambienti interessati si sia  poca cultura finanziaria e molte volte è approssimativa perfino negli elementi base del funzionamento di un mercato finanziario, i titoli azionari e obbligazionari, il benchmark ecc. In questo senso Certificati e derivati si propone di fare della formazione specifica  per i Fondi pensione, dall’alfabetizzazione finanziaria ( funzionamento dei mercati, azioni, corporate bond ecc), a corsi di approfondimento indispensabili per chi si occupa della “funzione finanza” .

Camillo Linguella

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