Dalla casa alle casette del welfare:le sedi integrate Inps – Inpdap

Scritto il alle 09:26 da [email protected]

Dopo un bel pò dalla soppressione dell’Inpdap e dell’Enpals, si è ancora in attesa che escano i famosi decreti attuativi e l’ancor più famoso Piano Industriale, e di questi tempi non mi sembra proprio aria. L’Inps, ponendosi sempre più come potere autonomo ed autarchico, ha rotto gli indugi e senza sentire nessuno, né forze politiche né sindacali e neanche con una consultazione diretta su facebook, comincia finalmente la sperimentazione in alcune sedi di un modello che comprende anche le attività degli enti fagocitati.

La sperimentazione riguarderà 18 sedi sparse sul territorio nazionale, da Bolzano a Ragusa, passando per Bologna e Reggio Calabria. Per arrivare a questo bisogna partire dalle famose e dimenticate “Case del Welfare” Infatti il decreto del 18 marzo 2011 dei Ministri del Lavoro e dell’Economia e pubblicato sulla G U del 18 giugno 2011, doveva portare alla costruzione della c.d. “Casa del Welfare”, con modelli organizzativi comuni sia per le sedi provinciali del Ministero del Lavoro che degli Istituti previdenziali. Per “Polo integrato del Welfare” si intendeva un palazzo unico nel quale i cittadini avrebbero potuto sbrigare tutte le pratiche  inerenti il  lavoro, la sicurezza e quelle di previdenza ed assistenza. La “Casa del Welfare” non doveva essere soltanto “un indirizzo civico comune” fu precisato con enfasi, ma di un sistema flessibile strettamente correlato ai “bisogni” dell’utenza in linea per il contenimento delle spese della finanza pubblica e  con  i seguenti obiettivi:

a) incremento del livello di accessibilità a tutti i servizi erogati dalle amministrazioni interessate;

b) riduzione delle spese degli immobili strumentali;

c) riduzione delle spese di funzionamento a seguito alla gestione unitaria internet. L’ambito territoriale dei “poli logistici integrati del Welfare” nel livello provinciale comprendeva l’INPS, INAIL, INPDAP, Direzione provinciale del Lavoro, ENPALS.. La creazione del polo  non era facile, dovendo passare attraverso la sottoscrizione di intese a livello territoriale, che i Dirigenti delle Amministrazioni interessate dovevano compiere, sulla base delle direttive fornite dalla c.d. “cabina di regia”, previo coordinamento dell’Agenzia del demanio. Poi si doveva scegliere la c.d. “Amministrazione capofila” e la ripartizione degli oneri locativi e delle spese di funzionamento, alla luce sia della superficie occupata che della responsabilità in materia di sicurezza. Fatto questo, individuare il  coordinamento direzionale della “Casa del Welfare”: fra i Dirigenti responsabili delle strutture interessate: il coordinamento si sarebbe dovuto almeno una volta al mese ed ogni Dirigente relaziona la propria Direzione Regionale che effettua il monitoraggio sull’assetto organizzativo ecc ecc— Una cosa complicatissima.

Ecco perché un paio di mesi dopo, insediato il governo Monti, si tagliò la testa al toro con  la soppressione dell’Inpdap e dell’Enpals.Fuori l’Inail ed il Lavoro, a tutto il resto ci avrebbe pensato  il Superinps.

Abortite le case, si passa alle casette Inps con le dependance Inpdap.

E’ comunque un processo di miglioramento del modello organizzativo che andava in qualche modo fatto. Forse mi è sfuggito, ma non c’è nessun atto di indirizzo del Civ in proposito  La governance dell’Istituto, al momento, confermata e resa inamovibile dalla attuale fase di stallo politico, riempie quei vuoti di disposizione e va spedita avanti, sapendo che dopo é poi difficile smontare l’impalcatura, al massimo si potrà correggere qualche virgola. Infatti la presidenza dovrebbe resistere fino al 2014, mentre il Civ, il Comitato di indirizzo e vigilanza, che era in predicato di avere maggiori poteri, approvato il bilancio di previsione del 2013 che certifica un disavanzo di 10700 milioni di euro, ( come conseguenza logica della dissennata soppressione degli enti “minori”), si appresta a finire il mandato a breve e prima che si possa passare alla nomina di un nuovo Civ, si dovrà definire il quadro politico.

La portata di tale processo, che determinerà impatti non solo di natura organizzativa, ma anche di tipo informatico e procedurale, coinvolgerà  un ristretto numero di Direzioni provinciali INPS ed ex INPDAP in modo da valutare pienamente le ricadute operative e gestionali della nuova articolazione. La fase di sperimentazione partirà il  1° aprile 2013 e dovrebbe avere una durata di sei (cioè qualche anno).

L’Inps ha dettagliato le attività manageriali delle sedi sperimentate, individuate in : Funzione manageriale “Controllo flussi” (assicurativi, contributivi e conti individuali e aziendali, prevenzione e contrasto economia sommersa e lavoro,

Funzione manageriale “Coordinamento Agenzie”,

Funzione manageriale “Customer Care che in italiano sarebbe  Assistenza al Cliente.

La Funzione  “Controllo Flussi”governa la gestione integrata dei controlli sui comportamenti contributivi dei soggetti obbligati, allo scopo di manutenere, aggiornare ed implementare i conti assicurativi individuali ed aziendali. Presidia, attraverso una gestione unitaria, le dimensioni fisiologiche e patologiche delle attività di monitoraggio, controllo e analisi connesse alla gestione dei flussi informativi e contributivi  dell’Istituto e alla gestione delle altre fonti di informazione esterne. La Funzione di“Vigilanza” fonda la propria azione sul rafforzamento della “compliance esterna”; è chiamata a rispondere, per gli ambiti territoriali di propria competenza e secondo logiche di budget, della realizzazione del piano operativo dell’attività di vigilanza.

Da Wikipedia apprendo che per  compliance si intende la conformità a determinate norme, regole o standard; indica il rispetto di specifiche disposizioni impartite dal legislatore, da autorità di settore, da organismi di certificazione nonché di regolamentazioni interne alle società stesse. Il concetto di compliance in azienda è solitamente associato anche al concetto di onestà ed etica nei comportamenti spesso in relazione a veri e propri codici etici o principi deontologici dei settori di appartenenza.

La Funzione di “Customer Care”.

Dopo aver scaricato tutto il lavoro sui patronati, fa piacere sapere che l’Inps si prende ancora cura del cliente Tale funzione garantisce il presidio e lo sviluppo della qualità delle relazioni tra Istituto ed utenza per la soddisfazione di quest’ultima. Cura lo sviluppo, per gli ambiti territoriali di propria competenza, di tutto ciò che serve ad agevolare il cliente ( notate il termine usato dall’Inps, non utente o cittadino, ma  cliente)  prima, durante e dopo la richiesta di servizio, garantendo un sistema di monitoraggio, verifica e miglioramento della qualità offerta ai cittadini/utenti. E’ coadiuvata nella sua azione da una specifica Unità Organizzativa denominata “Ufficio Relazioni con il Pubblico – URP.

Integrazione delle funzioni della Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica.

Sulle funzione dell’ex Inpdap pochi cenni: Le funzioni istituzionali dell’ex INPDAP (Posizione assicurativa, Entrate, Pensioni, Prestazioni di fine servizio e Previdenza complementare, Credito e Welfare), saranno integrati, dal punto di vista organizzativo e laddove possibile logistico, nell’ambito dell’Unità di Coordinamento Operativo e dell’Agenzia interna delle Direzioni provinciali INPS. Punto.

Camillo Linguella

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1 commento Commenta
andrea4891
Scritto il 7 marzo 2013 at 19:28

in Italia non c’è UN regime: ce ne sono MOLTI

anche … MONTI

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