Una corretta rappresentazione dei rischi è la base del rilancio dei Fondi Pensione

Scritto il alle 09:30 da [email protected]

La Covip lancia un pubblica consultazione sulla rappresentazione del rischio. I dubbi e le perplessità sono gli elementi che a tutt’oggi bloccano il decollo della previdenza complementare. Quello che pesa di più è la paura di perdere anche quei quattro soldi messi nel salvadanaio delle pensione integrativa. Il sapere quanto si prenderà diventa fondamentale. 

Questo pesa di più prescindere da tutte le  campagne di informazione che in genere spiegano le regole e le tecniche. A rassicurare gli aderenti ci prova di nuovo la Covip, l’Autorità pubblica che vigila sulle forme pensionistiche complementari. A seguito della riforma del 2005, chiamata a definire le regole in materia di trasparenza, si pose la questione sull’opportunità di mettere a disposizione dell’iscritto una proiezione della  sua futura prestazione pensionistica, cioè l’importo della rendita attesa al momento del pensionamento. E’ evidente l’importanza di quest’ informazione: dovendo pensare al suo futuro da pensionato, un lavoratore  deve effettuare una serie di scelte (partendo dalla mutevolezza della pensione pubblica le cui regole cambiano non solo di anno in anno, ma anche di mese in mese. Questo alimenta l’incertezza e teoricamente la propensione alla previdenza complementare rispetto alla quale si pone la domanda se aderire o no,  quanto versare ogni anno, a quale profilo di investimento aderire, ecc.).

 Gli effetti di queste scelte diventeranno note molti anni dopo, in pratica al momento della  pensione. Poterle anticipare è lo scopo della simulazione pensionistica. Questa, per quanto incerta, consente di formarsi un’idea circa gli effetti che le scelte prese oggi avranno in futuro. Pertanto la COVIP decise che la messa a disposizione delle stime non fosse più una scelta facoltativa, ma un obbligo; stabilendo altresì  una metodologia omogenea per tutte le forme pensionistiche, in modo da evitare comportamenti differenziati su una tematica particolarmente delicata.

Il 31 gennaio 2008 furono emanate le disposizioni sul “Progetto esemplificativo: Stima della pensione complementare”. Le disposizioni, attualmente in vigore, richiedono che:

− siano consegnate, in sede di adesione, insieme alla nota informativa, stime “standardizzate” basate su figure-tipo di aderente;

− sia trasmessa all’iscritto, ogni anno, insieme alla comunicazione periodica, una stima “personalizzata”, che tenga conto dell’ammontare del capitale fino a quel momento accumulato, del tempo mancante al pensionamento e delle scelte contributive e di investimento effettuate;

− i siti web delle forme pensionistiche complementari siano dotati di motori di calcolo mediante i quali gli interessati possano effettuare simulazioni personalizzate. I valori “chiave” da assegnare sono definite dalla COVIP, evitando che l’individuazione degli stessi – ove rimessa agli operatori – fosse  in qualche modo condizionata da “logiche concorrenziali”.

Uno dei parametri più importanti per le proiezioni è il tasso di rendimento da utilizzare per rivalutare i versamenti. Secondo le disposizioni vigenti esso va calcolato tenendo conto della composizione del portafoglio prevista dalla politica di investimento del fondo: il rendimento da utilizzare è la media dei rendimenti fissati dalla COVIP per i titoli azionari e obbligazionari ponderata con le percentuali di investimento corrispondenti alla composizione del benchmark stabilito per la gestione. Il rendimento reale dei titoli obbligazionari è fissato al 2 per cento, quello dei titoli azionari al 4 per cento; il tasso di inflazione è posto pari al 2 per cento. Nella simulazione rientrano altri parametri come i costi che l’aderente è chiamato a sostenere durante la fase di accumulo; il tasso di crescita atteso della contribuzione o della retribuzione; l’età prevista al pensionamento; le basi tecniche per il calcolo della rendita e i relativi costi di conversione.

Nelle more che si sviluppino, anche nelle pratiche internazionali, delle best practice, la COVIP ha ritenuto opportuno realizzare un documento, intitolato “La rappresentazione del rischio nella stima della pensione complementare”, con lo scopo di riportare in un quadro unitario i vari aspetti che caratterizzano la tematica. Nel documento sono esaminate, in particolare, alcune possibili soluzioni operative tenendo conto:

– del contenuto del messaggio che si vuole fornire;

– della metodologia da utilizzare per misurare l’incertezza.

– delle modalità di comunicazione.

L’obiettivo ultimo del documento è quello di provocare un dibattito con gli operatori, con il mondo accademico e scientifico e più in generale con chiunque sia interessato a parteciparvi per raccogliere idee e proposte sull’argomento. Ciò in modo da consentire una valutazione più consapevole sull’opportunità e sulle modalità con le quali intervenire sulle disposizioni oggi in vigore. Per questo l’Autorità di Vigilanza invita sia interessato potrà fornire eventuali osservazioni, commenti e proposte di trasmetterendo i propri contributi entro il 15 luglio 2013.

 

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