Pensioni: Niente sorprese nell’uovo di Pasqua

Scritto il alle 09:35 da [email protected]

Pasqua e pasquetta all’insegna del tempo incerto, queste le uniche certezze ammannite dai metereologi. Per il resto, mercato del lavoro, pensioni e previdenza complementare, un uovo senza sorprese, mentre l’Inps approfitta del vuoto di potere politico per rafforzarsi e sistemare le sue pedine ai migliori posti di comando.

Mentre la situazione politica diventa sempre più kafkiana, il resto del paese stremato ed agonizzante aspetta che qualcuno prenda il bandolo della matassa e faccia ripartire il sistema welfare italiano.

L’unica sorpresa che poteva uscire dall’uovo di quest’anno era la pensione minima portata a mille euro mensili. Ma la proposta dell’ex premier Giuliano Amato, da molti interpretata come l’apertura della sua campagna elettorale per il Quirinale, è stata accolta con un glaciale silenzio. In poche parole nessuna l’ha presa in considerazione sia per dire che era una cosa assurda, sia per gridare che mille euro al mese sono pochi e che ne bisognano 1500. In realtà Amato ha posto un problema, che al di là della quantificazione, prima o poi bisognerà affrontare, quello della miseria delle pensioni minime.  Come pure bisognerà affrontare il problema della rivalutazione delle pensioni, che nel giro di pochi anni perdono più del 30 % del loro valore.

Com’è noto l’ammontare delle pensioni e la loro adeguatezza dipendono dall’andamento del Pil e del mercato del lavoro. Se cresce l’economia, crescono i coefficienti di trasformazione per il calcolo della pensione e aumenta il gettito fiscale senza la necessità di dover introdurre nuovi balzelli, quindi aumentano le pensioni e aumenta la possibilità di interventi per una soluzione delle pensioni minime, non escludendo comunque il principio di un contributo di solidarietà generale all’interno della previdenza pubblica.

 La nuova legge del mercato  del lavoro, la 92/2012 non sembra aver dato una mano al sistema previdenziale, tutt’altro. Non ha rilanciato l’occupazione facilitando l’esplosione della disoccupazione. In termini previdenziali significa meno contributi e quindi pensioni più basse.

E  qui entra in discussione lo stesso principio della previdenza complementare. Essa fu pensata per integrare la pensione a soggetti che comunque avevano una vita lavorativa stabile e che a fronte dei nuovi provvedimenti legislativi avrebbero avuto pensioni ridotte. Ora invece si ha di fronte una platea di lavoratori con un’enormità di lavori discontinui e con  retribuzioni così basse che è impensabile che possano fare del risparmio previdenziale rinunciando al Tfr. Quello, il tfr è indispensabile molte volte per la sopravvivenza fisica durante la ricerca di un altro lavoro. I fondi pensione arrancano mentre prosperano le polizze assicurative, i famosi Pip. La spiegazione di quest’aumento la si ha guardando alla composizione del target. E’ composto da lavoratori con retribuzioni medio alte, in genere quadri e dirigenti o professionisti. Coloro che possono permettersi un risparmio previdenziale quindi.

Mentre la previdenza ristagna aggravando i problemi ,In questo contesto, l’Inps procede spedita la sua azione di rafforzamento del suo mega potere. Senza regolamenti attuativi, senza un piano industriale pubblico magari sottoposto al Civ e ai ministeri vigilanti,  sta procedendo a tappe forzate alla telematizzazione di tutti i suoi servizi e se poi qualcosa non funziona, in futuro funzionerà. L’emissione del Cud on line non funziona? Funzionerà bene l’anno prossimo!  Anche qui si celebra così l’esaltazione della rete, la mitica rete che tutto risolve, dall’esercizio della democrazia diretta a spiare i propri conoscenti attraverso la lettura dei loro post sulle pagine dei net work, dimenticando che in Italia solo una minoranza, anche se attivissima, utilizza internet.

Intanto il compito di calmare i cittadini (eufemisticamente la costumer care, assistenza al cliente, come la chiamano) è delegata ai Patronati. In effetti questi sono un enorme presidio sociale che gestiscono circa 6 milioni di pratiche all’anno e dei relativi 12-15 milioni di contatti annuali.. Svolgono una grande funzione di responsabilità pubblica in sostituzione degli enti previdenziali che si sono ritirati dietro internet e per questo i patronati diventano gli unici interlocutori fisici dei cittadini. Contestualmente il Superente attuando il nobile  ed incontestabile principio della soppressione delle funzioni duplicate, sta procedendo alla epurazione di tutti i dirigenti provenienti dalle ex gestioni relegandoli in posti marginali. Non sia mai detto che un dirigente che so dell’Inpdap o dell’Enpals vada a governare una postazione Inps. Almeno fin’ora non si è verificato. Come a dire che i più bravi sono loro e gli altri, gli estromessi, se non vogliono incorrere in guai peggiori non devono che obbedire.

 Camillo Linguella

 

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2 commenti Commenta
andrea4891
Scritto il 29 marzo 2013 at 17:45

il più bravo sono me

più di 1’200’000 eurini l’anno scorso a fronte di 22 incarichi extra-INPS

mediioman
Scritto il 30 marzo 2013 at 12:05

@andrea ma hai cazari del fol interessa l’autoblu del parlamentare grillino e casaleggio ora il male dell’italia è questo,siamo un popolo di dementi, il resto avanza

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