Fondi Pubblici:Le amministrazioni non fanno i facilitatori

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Maurizio Sarti, il Direttore Generale di Perseo. allo stand della GNP

I Fondi pubblici Perseo e Sirio sono al loro reale decollo dopo la circolare operativa Inps e l’attivazione del Portale del Mef “NOI-PA” per l’adesione on line. Una azioni più incisiva di “facilitatore” delle parti istitutive specie le Amministrazioni Pubbliche può facilitare la raccolta.

Nell’ambito della Gnp2013 si è svolto un interessante dibattito sui Fondi pensione del pubblico impiego: “La previdenza complementare dei dipendenti pubblici: peculiarità e proposte per una parificazione con il settore privato” con la partecipazione dei rappresentanti di Assofondipensione, Espero, Perseo e Sirio e della Covip dove è state posto sul tappeto  almeno di inizio della parificazione delle regole lavoratori pubblici/privati. La perdurante disparità fra norme, creano ulteriori allarmi facendo nascere dei dubbi, retro pensieri specie sulle organizzazioni sindacali che non hanno il fine di “adescare” le persone, ma spiegare loro il secondo pilastro e la sua convenienza.

Ma il problema non è solo l’equiparazione delle regole, perchè comunque  quelle esistenti sono estremamente convenienti per i dipendenti pubblici. E’ l’approccio reale delle PPAA, almeno man mano che dai vertici si scende ai singoli posti di lavoro diventa sempre più affievolito.

Il Fondo Pensione complementare Sirio è formalmente operativo dal 19 ottobre 2012, giorno a partire dal quale si potevano raccogliere le adesioni. Ma di fatto la piena operatività è di questi giorni. Infatti l’ Inps solo il 30.4.2013   ha fornito le prime indicazioni operative con la circolare n. 69. In base a quanto previsto dal DPCM 20 dicembre 1999 e successive modifiche, per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni  l’Istituto deve provvedere a:

– acquisire le informazioni relative alle adesioni;

– accantonare figurativamente le quote di Tfr (e le eventuali quote aggiuntive dell’1,5% su base Tfs;

– rivalutare gli accantonamenti figurativi in base ad un tasso pari alla media dei rendimenti dei fondi pensione inclusi in un paniere individuato dal ministro dell’economia e delle finanze;

– conferire a Sirio, alla cessazione del rapporto di lavoro, il montante costituito dalle quote accantonate e rivalutate figurativamente;

– versare il contributo datoriale con riferimento ai dipendenti delle amministrazioni statali (ad esclusione delle università) e delle agenzie fiscali.

Queste attività sono svolte dalle amministrazioni che non hanno il trattamento di fine servizio ovvero dall’Inps per tutti i suoi dipendenti.

Quasi in contemporanea, il  MEF, a partire dall’8 maggio 2013, dopo la realizzazione dei servizi self service nel Portale Noi Pa, ha reso possibile richiedere l’adesione ai fondi di previdenza on line accedendo al portale stipendi Noi PA, senza doversi recare presso gli uffici del trattamento economico.

I dipendenti del comparto Ministeri, delle Agenzie, e degli Enti pubblici non economici dopo essersi autenticati al portale con le proprie credenziali accedono al servizio selezionando la voce «Previdenza Complementare».

Attraverso una procedura guidata, l’utente ha la possibilità di inoltrare la richiesta di adesione al Fondo. In particolare, la procedura consente di:

• richiedere l’adesione al fondo;

• visualizzare lo storico delle richieste;

• sostituire una richiesta già avanzata ma ancora in lavorazione, con una nuova richiesta. Una volta attivata l’iscrizione al fondo, è inoltre possibile:

• richiedere la modifica o la sospensione;

• riattivare il contributo.

Con l’implementazione di questi elementi, circolare operativa Inps e attivazione della sezione Noi Pa,  Sirio conta di poter dare una svolta decisiva per il decollo del fondo.  Ma queste due misure non sono state pubblicizzate dalle amministrazioni come forse si doveva, se non al di là del mero obbligo burocratico.

Allora forse è il caso di ampliare un po’ il discorso. Quello che emerge da tutte le indagini, non solo è la mancata consapevolezza del problema della pochezza delle future pensioni, ma anche una pressocché totale ignoranza del pianeta previdenziale. Il che d’altra parte è ampiamente comprensibile se si tiene conto che dal 1992 ad oggi ci sono state circa 20 riforme sulle pensioni, più una quarantina di leggi non sempre di portata insignificante. Già questo “sciunami” crea dei grattacapi a più di un esperto del settore, figuriamoci alla gente comune.

Partendo dalla constatazione che solo il 5% dei pubblici dipendenti è fermamente convinto della necessità della previdenza complementare, i lavoratori per tutelarsi nella vecchiaia si orientano principalmente sui PaC i piani di accumulo, seguono le assicurazioni sulla vita, che sono le più costose in assoluto e poi i Pip le forme di previdenza complementare che per i pubblici dipendenti non prevedono l’apporto del Tfr né il contributo del datore di lavoro e non tutti sanno che i costi dei Fondi sono più bassi perchè fra l’altro non devono versare nessuna provvigione ai promotori finanziari che vanno in giro a stipulare le polizze. Costi che incidono in maniera significativa sull’ammontare della rendita. I Fondi pensione infatti non hanno scopo di lucro.

Il successo di tutta l’operazione in pratica può dipendere dagli input dei capi del personale delle Amministrazioni Pubbliche perché il panorama pubblico è molto variegato e richiede approcci diversi specie in questa prima fase. E’ difficile avere una linea di condotta operativa comune.E’ vero che i lavoratori pubblici vanno a chiedere informazioni ai sindacati ed ai patronati, come risulta anche qui da più di un’indagine sociale, ma poi per decidere si rivolgono al proprio ufficio del personale. Proprio per questo, si svolse 12 dicembre 2012 presso il Ministero della Funzione Pubblica unitamente all’Aran una riunione con i responsabili delle HR delle amministrazioni centrali. L’importanza dei datori di lavoro è ancora maggiore se si pensa alla polverizzazione dei posti di lavoro da raggiungere. Per Espero sono circa 41000, tante sono le scuole in Italia, non parliamo di Perseo per i quali le Regioni sono 20, ma più di 8000 comuni per non parlare delle Asl. Per Siro che sembra il più “raccolto“, solo gli enti pubblici non economici sono un centinaio, di cui i più grandi come l’Inps e l’Inail sono presenti in quasi tutti i comuni ed in quelli maggiori hanno più sedi. Secondo alcuni in questo momento non tutte le amministrazioni si sarebbero adeguatamente attivate.

Ora il problema prioritario non è la ricerca di ha più colpe, se i sindacati, i datori di lavoro o altro, ma le parti istitutive, assieme alla struttura dei fondi devono fare sinergia per  diffusione e la raccolta delle adesioni. Lo stesso ruolo dell’Aran deve essere ripensato. D’intesa con la Funzione Pubblica, non può solo limitarsi a sottoscrivere gli accordi, ma deve svolgere un ruolo attivo per la loro realizzazione.

Camillo Linguella

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