La crisi morde la pensione complementare: 1200000 iscritti sospendono i versamenti

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La previdenza complementare in Italia ristagna. E’ quanto emerge dal rapporto Covip 2012. Anche se le adesioni aumentano leggermente, ciò è dovuto ai Pip. La COVIP, nell’adempiere all’impegno istituzionale entro i termini fissati dalla legge, ha diffuso la consueta Relazione annuale sullo stato della previdenza complementare  e sulla propria attività. La presentazione pubblica, che da sempre costituisce un’importante occasione per focalizzare l’attenzione sul settore, è  stata rinviata in attesa della integrazione dell’Organo di governo dell’Autorità.

I dati pubblicati nella Relazione annuale della COVIP evidenziano che il sistema della previdenza complementare, pur mantenendosi su un sentiero di crescita moderata, si conferma complessivamente solido. In termini di risorse accumulate, alla fine del 2012 sono stati superati 104 miliardi di euro, pari al 6,7% del prodotto interno lordo: un risultato di rispetto tenuto conto delle turbolenze che negli ultimi anni hanno investito i mercati finanziari. I risultati di gestione delle forme pensionistiche complementari sono stati in media tra l’8 e il 9%, di molto superiori al tasso di rivalutazione del TFR che, in flessione rispetto all’anno precedente, si è attestato al 2,9%.

Le iscrizioni alle forme pensionistiche complementari sono aumentate del 5,3% portando il totale delle adesioni oltre quota 5 milioni 800 mila. Il sistema della previdenza complementare è ben strutturato e ben regolato; sotto il profilo ordina- mentale viene considerato all’avanguardia a livello europeo; ha retto bene alle dure crisi finanziarie dell’ultimo periodo e ha ottenuto risultati di rilievo non appena le condizioni congiunturali sono leggermente migliorate. L’ordinamento della previdenza complementare potrebbe quindi rappresentare un punto di riferimento per la costruzione di un sistema di welfare allargato, anche nella sanità integrativa, che integri con risorse private le prevalenti tutele offerte dal sistema pubblico.

 L’attività di vigilanza

Nel corso del 2012 l’attività di vigilanza della COVIP è proseguita nella direzione di favorire una maggiore strutturazione dei processi gestionali e organizzativi dei fondi pensione e un’ulteriore razionalizzazione dell’offerta. Attraverso le “Disposizioni sul processo di attuazione della politica di investimento”, il documento emanato a marzo 2012, è stato avviato un processo di maggiore responsabilizzazione degli organi dei fondi nell’adozione delle proprie scelte strategiche, nella gestione e nel controllo delle relative attività di investimento. La COVIP ha avviato l’analisi dei documenti e, nell’ambito della Relazione annuale, ha evidenziato alcune prime considerazioni sugli esiti di tale verifica, sottolineando alcuni profili che necessitano di ulteriori approfondimenti da parte dei fondi pensione. Nel corso del 2012, sono continuate le verifiche sulla durata media dei titoli di debito posseduti e sul tasso di rotazione annuale del portafoglio.

La duration delle obbligazioni in portafoglio di tutte le tipologie di fondi pensione si è attestata intorno a 4,5 anni, in aumento rispetto al valore dell’anno precedente (3,7 anni). Il turnover di portafoglio è stato pari a 87,5% un valore inferiore a quello dell’anno precedente (96,7%). Con l’emanazione del “Manuale delle segnalazioni statistiche e di vigilanza dei fondi pensione” si è infine concluso il progetto di revisione dell’intero impianto dei flussi informativi da parte dei fondi pensione. L’obiettivo è quello di acquisire informazioni sempre più analitiche, per singolo fondo e per singolo iscritto, tali da consentire indagini via via più approfondite.

Quanto al rapporto tra fondi pensione e aderenti, l’entrata a regime della procedura di segnalazione dei reclami ricevuti dai fondi ha consentito alla Commissione di avere a disposizione un campo di informazioni assai rilevante. Nel complesso, risultano pervenuti ai fondi 3.500 reclami, con un’incidenza media sul numero di iscritti a fine anno pari allo 0,7 per mille. Circa il 38 per cento dei reclami è stato accolto. Si confermano aree “critiche” quelle relative ai trasferimenti, ai riscatti e alle anticipazioni.

Con riguardo alla vigilanza sugli investimenti delle risorse finanziarie e sul patrimonio degli enti previdenziali privati di base, nel corso dell’anno, la COVIP ha proceduto ad acquisire tutte le informazioni utili sulla composizione dei portafogli delle Casse professionali e sui relativi processi gestionali. Le informazioni ricevute consentiranno di fornire il previsto riscontro ai Ministeri del lavoro e dell’economia.

 I rendimenti

Nel 2012, tutte le tipologie di forme pensionistiche complementari hanno registrato in media rendimenti compresi fra l’8 e il 9%, beneficiando dell’andamento positivo dei mercati finanziari: il risultato è stato dell’8,2% per i fondi negoziali, dell’8,9% per i prodotti PIP unit linked di ramo III e del 9,1% per i fondi aperti. Le gestioni separate di ramo I dei PIP hanno guadagnato il 3,8 %. Le linee di investimento hanno avuto rendimenti diversificati in relazione al rischio assunto. I comparti azionari e bilanciati hanno reso rispettivamente: 11,4% e 9,2% nei fondi negoziali; 10,8% e 10% nei fondi aperti; 10,8 e 7,4% nelle stesse linee dei PIP. Nelle forme pensionistiche con prevalenza di investimenti obbligazionari le relative linee hanno reso rispettivamente: 8,1% per i comparti obbligazionari misti e 3% per quelli puri, nei fondi pensione negoziali; 8% e 6,4%, rispettivamente, nei fondi pensione aperti. I comparti obbligazionari dei PIP hanno fatto registrare rendimenti pari al 5,3%. I comparti garantiti hanno reso il 7,7% nei fondi pensione negoziali e il 6,6% nei fondi pensione aperti.

Le gestioni separate dei PIP, nelle quali le attività sono contabilizzate al costo storico con evidenza delle eventuali plusvalenze e minusvalenze soltanto al momento dell’effettivo realizzo, hanno realizzato il 3,8%.

L’andamento delle adesioni

Alla fine del 2012 i lavoratori iscritti alla previdenza complementare sono oltre 5 milioni 800 mila: l’incremento delle iscrizioni è stato pari al 5,3%, concentrato soprattutto nei piani individuali pensionistici (PIP).

A fronte di 442.000 nuove adesioni sono usciti dal sistema circa 150.000 iscritti prevalentemente per riscatti e prestazioni pensionistiche in conto capitale. Le anticipazioni hanno interessato oltre 90.000 aderenti, con un notevole incremento rispetto all’anno precedente. Resta prevalente il ricorso alle anticipazioni per esigenze diverse da quelle per spese sanitarie e acquisto o ristrutturazione della casa Il tasso di adesione complessivo dei lavoratori dipendenti pubblici e privati e di quelli autonomi è del 25,5%, un quarto del totale degli occupati. Preoccupa l’elevato tasso di sospensione dei versamenti ai fondi pensione: si tratta di 1.200.000 iscritti, 100.000 in più rispetto all’anno precedente. A sei anni dall’avvio della riforma, l’incremento della partecipazione al sistema della previdenza complementare, sebbene significativo, risulta ancora inferiore alle aspettative. Dall’avvio della riforma sono state circa 219.000 le adesioni tacite alle forme di previdenza complementare; di queste, 167.000 sono confluite nei fondi pensione negoziali, 11.000 nei fondi pensione preesistenti, poco meno di 5.000 nei fondi pensione aperti e 36.000 in FONDINPS. Rispetto al totale dei nuovi iscritti dipendenti privati, l’incidenza delle adesioni tacite è stata solo dell’8%. IL che dimostra come questa modalità di iscrizione di per sè non è sufficiente.

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