Il tesoro dei Fondi Pensione non si tocca

Scritto il alle 09:26 da [email protected]

Le risorse accumulate e la composizione del patrimonio .Alla fine del 2012 il risparmio previdenziale era pari a 104,4 miliardi di euro.

In questo momento di rarefazione della liquidità, dopo che si è visto che i famosi rimborsi della Pubblica Amministrazione alle piccole e medie imprese sono solo una pia dichiarazione con qualche briciola restituita qua e là, alla ricerca di contante fresco, molti stanno puntando alle risorse accumulate dalla previdenza complementare.

Si va da Landini della Fiom a Saccomanni ministro del Mef, con richieste più o meno stravaganti. Nessuna preclusione naturalmente su un impiego garantito e remunerativo sui fandi accumulati dai lavoratori, ma qui le proposte diventano fumose e inconsistenti.  Si parla di investimenti garantiti alle PMI ( Landini) alla possibilità di concedere prestiti personali (Saccomanno). Tutte cose così estemporanee e pressapocchiste. Invece occorrerebbe uno studio serio e chi, meglio di chi proviene dalla Banca d’Italia potrebbe fare, visto che la legge non preclude questo tipo di impiego.

 Ma che garanzia può dare un governo che su qualsiasi argomento ha almeno tre diverse posizioni quotidiane!.

Vediamo un attimo, dai dati diffusi dalla Covip, quali sono le risorse accumulate e la composizione del patrimonio. I fondi pensione preesistenti ne detengono poco meno della metà, 48 miliardi di euro. Ai fondi pensione negoziali fanno capo 30,2 miliardi, 10 sono appannaggio dei fondi pensione aperti. Le risorse dei PIP “nuovi” ammontano a 9,8 miliardi di euro; 6,3 miliardi quelle dei PIP “vecchi”. L’incremento delle risorse è ammontato a 13,7 miliardi di euro; esso è stato determinato da contributi per 12,1 miliardi, in lieve aumento rispetto al 2011, a fronte di prestazioni per 4,6 miliardi. Il saldo è costituito da utili e plusvalenze nette generati dalla gestione finanziaria per 6,3 miliardi di euro. La quota maggiore di contributi è stata destinata ai fondi pensione negoziali, circa 4,3 miliardi di euro; 3,8 miliardi sono affluiti ai fondi pensione preesistenti; i PIP “nuovi” hanno raccolto 2,2 miliardi e i fondi pensione aperti 1,2. Nei PIP “vecchi”, che non possono ricevere il TFR, sono confluiti versamenti per 0,5 miliardi. Il flusso di TFR versato al complesso delle forme pensionistiche complementari è rimasto sostanzialmente stabile, attestandosi a 5,2 miliardi di euro. Con riferimento alle altre destinazioni del TFR, circa 5,4 miliardi risultano confluiti nel “ cosiddetto Fondo di Tesoreria, mentre l’accantonamento annuale presso le imprese, comprensivo della componente di rivalutazione dello stock accumulato, è valutabile in circa 14 miliardi di euro. La crescita delle risorse è derivata da contributi per 65,7 miliardi di euro, di cui 28,8 costituiti da quote di TFR. Rispetto alle dimensioni dell’economia italiana, quelle della previdenza complementare restano contenute. Alla fine del 2012, le risorse finanziarie delle forme pensionistiche complementari rappresentavano il 6,7 % del PIL e circa il 3 per cento delle attività finanziarie delle famiglie; a fine 2006, prima dell’avvio della riforma, tali percentuali erano pari, rispettivamente, al 3,5 e all’1,5 per cento. Il patrimonio delle forme pensionistiche complementari è per il 61 % impiegato in titoli di debito, percentuale stabile rispetto al 2011; di questi, oltre l’80 % è formato da titoli di Stato. Il 14 per cento è investito in azioni (1,5 per cento in più); in lieve aumento (0,5 %) le quote di OICR, pari al 13 % del totale.

A fine 2012, il portafoglio obbligazionario ammontava a 46,8 miliardi di euro, di questi, 38,6 miliardi erano costituiti da titoli sovrani, 6 in più rispetto al 2011. E’ rimasta stabile al 55 per cento la quota dei titoli del debito pubblico italiano, per un controvalore di 21,3 miliardi (17,8 nel 2011). L’incidenza dei titoli di Stato emessi dalla Francia si è incrementata dal 10,3 all’11,3 per cento, per un ammontare a fine anno di 4,4 miliardi di euro (3,4 nel 2011). Significativa è stata la discesa dei titoli sovrani tedeschi, diminuiti dal 14,3 all’8,6 per cento, per un controvalore di 3,1 miliardi di euro (4,7 nel 2011). I titoli emessi da paesi dell’area dell’euro con problemi nei conti pubblici, quali Spagna, Portogallo e Irlanda, hanno totalizzato 1,4 miliardi di euro, circa il 3,6 % del totale; la maggior parte è formata da obbligazioni spagnole. E’ orma trascurabile l’ammontare di titoli emessi dalla Repubblica greca. La restante parte del portafoglio obbligazionario, pari a 8,1 miliardi, è formata da titoli di debito corporate; la componente investita in titoli di imprese italiane è risultata di circa 1,7 miliardi di euro, per quasi la totalità quotati. Gli investimenti azionari si sono attestati a 11 miliardi di euro (8,4 nel 2011); di questi, solo circa 660 milioni di euro sono impiegati in azioni italiane, quasi integralmente quotate (379 milioni nel 2011).

Gli OICR hanno totalizzato 9,9 miliardi di euro (8,1 nel 2011), di cui circa 1,1 miliardi costituiti da fondi immobiliari. Nel complesso, gli investimenti in titoli di emittenti italiani sono risultati pari a 23,6 miliardi di euro, il 31 % del patrimonio; circa il 90 per cento è formato da titoli di Stato. L’esposizione azionaria, calcolata includendo anche i titoli di capitale detenuti per il tramite degli OICR, è pari al 22,6 per cento; l’incremento è di circa due punti percentuali rispetto al 2011. La durata finanziaria media delle obbligazioni in portafoglio delle forme complementari si è attestata intorno a 4,5 anni, in aumento rispetto al valore dell’anno precedente (3,7 anni); l’aumento ha riguardato tutte le tipologie di forme. La duration è stata pari a 3,6 anni nei fondi pensione aperti, 3,8 anni nei fondi pensione negoziali, e 4,1 anni nei fondi pensione preesistenti in gestione finanziaria. Tra i PIP il valore è più elevato per le gestioni separate di ramo I (pari a 7,3 anni), assai inferiore quello per i prodotti PIP unit linked di ramo III (2,4 anni); nell’interpretare tale differenza, va tenuto conto del differente criterio di valorizzazione degli attivi utilizzati dalle due modalità di gestioni, costo storico nel primo caso e mark-to-market nel secondo, Il turnover di portafoglio relativo al complesso delle forme pensionistiche è stato pari a 87,5 %, un valore inferiore a quello dell’anno precedente (96,2 per cento).

c.l.

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 10.0/10 (1 vote cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0 (from 2 votes)
Il tesoro dei Fondi Pensione non si tocca, 10.0 out of 10 based on 1 rating
Tags: , ,   |
1 commento Commenta
draziz
Scritto il 22 luglio 2013 at 10:00

…sbaglio, o lo avevo paventato qualche giorno fa, in occasione di un articolo che aveva come oggetto la sempre minore quantità di denaro raccolta dalle forme pensionistiche complementari ?

Non c’è da meravigliarsi se in un Paese in preda alla schizofrenia politica ed alla mala gestione del denaro pubblico il cittadino cerca di tenersi stretto quel poco che gli resta.
Viene da dire “poveretti quelli che vi hanno aderito”… e speriamo che a consuntivo non sia proprio così.

Si sente sempre più odore di bruciato, ma peccato che ad arrostire sia sempre chi ancora ripone la sua fiducia nella ipotetica serietà di alcune parti di questa povera nazione.

Con la cancrena non si scherza: amputazione e poi si pensa ad un arto artificiale.
Qui per adesso sta marcendo tutto il Paese.

Articoli dal Network
Stoxx Giornaliero Buongiorno, siamo quasi arrivati al dunque sul principale indice dell’eur
DJI Giornaliero Buonasera e ben ritrovati per l’analisi sull’indice mondiale per eccellen
Setup e livelli angolari DOW JONES Setup Annuale Ultimo :2017 Range: 19667 – 24876 Uscit
La settimana ha avuto come grande protagonista il petrolio. E i mercati sembrano prendersi un pi
DISCLAIMER : Qualsiasi informazione, notizia, nozione, previsione, valore, prezzo o tec
Ftse Mib: l'indice italiano tenta di recuperare i 19.000 punti in apertura. In caso di break dei 19.
Dilettanti. Dilettanti allo sbaraglio. E la cosa grave che spesso, oltre che essere dilettanti,
Mentre infuria il dibattito sulle penalizzazioni implicite connesse a quota 100, e l’umore degli i
Alla fine avevo ragione, è bastata una rapida lettura delle quasi 600 pagine dell'accordo capes
Dare feedback, comunicare in modo chiaro ed efficace, ma anche trasmettere entusiasmo e saper bilanc