La Banca d’Italia, la Covip, la Consob e l’Ivass provano a difendersi dalle Agenzie di Rating

Scritto il alle 09:06 da [email protected]

Cosa sono e perché una loro stima può cambiare l’economia di un paese. La loro affidabilità Un’Agenzia di Rating  recentemente si è di nuovo  esercitata a ridurre il rating italiano e poi di 18 istituti di credito sempre italiani. La si può pensare come si vuole, giudizi del genere hanno sempre pesanti ripercussioni sui mercati finanziari nazionali e rende ancora più difficile uscire dalla recessione.

La St&P ha declassato il rating italiano a BBB. La cosa ha sorpreso non solo gli analisti, ma anche la gente comune, perché l’Italia, dopo aver adempiuto alle richieste della BCE e della Germania era al riparo di sortite del genere. Una spiegazione apparentemente solo tecnica c’è e riguarda il fatto che alla base del sistema globale dei mercati c’è innanzitutto una valutazione dell’economia incentrata sul debito e sulla capacità di ogni singola società o Stato di far fronte stabilmente agli impegni di debito assunti. Nella valutazione spesso entrano in ballo altre componenti, come per esempio la stabilità politica di un paese.

Per mettersi al riparo di possibili default, i Paesi colpiti dal declassamento hanno dovuto varare misure di austerità che fin’ora hanno avuto come unico effetto quello di deprimere ancora di più questi paesi.

A tale proposito, vale la pena allora sottolineare che la ricchezza “finanziaria” mondiale è oggi stimata all’incirca pari a dodici volte quella “reale”, per cui comunque dappertutto c’è uno squilibrio che alcuni pagano ed altri no.

Alla base di ogni giudizio sul rischio di indebitamento, pesa essenzialmente il volume delle risorse di debito impegnate per la crescita, sì che, a parità di investimenti e produttività reale, un paese rischierà di più rispetto ad un altro se maggiore sarà il suo volume di debito contratto con l’estero.

Di fronte a quest’ultimo ennesimo declassamento, la Covip nell’ambito di una iniziativa presa assieme alle altre Autorità preposte alla tutela del risparmio, come la Banca d’Italia, la Consob e l’Ivass, sul tema dell’utilizzo del Rating, ha emanato la circolare 5089 del 22 luglio 2013 per la stabilità del mercato. La Covip già precedentemente aveva precisato, con circolare del 27 gennaio 2012, che il rating elaborato da parte delle agenzie specializzate costituisce solo uno dei fattori utili per la valutazione del merito creditizio degli emittenti i titoli di debito, non escludendo, se rilevanti, altre informazioni disponibili.

A questo punto a qualcuno è nato il sospetto che i giudizi delle Agenzie di Rating non siano tutti trasparenti ed oggettivi, ma che qualche volta agiscano come la lunga manus di qualcun altro.

Già in passato si è mormorato di una sorta di lotta portata avanti dagli Usa contro la Ue per impedirne la sua affermazione come un forte soggetto politico economico, in ciò aiutata dal Regno Unito. Addirittura c’è una iniziativa della magistratura italiana, incline evidentemente a credere a queste cose ed ha avviato una propria inchiesta.

Ma cosa sono le Agenzie di  Rating e come funzionano.

Henry Varnum Poor , autore della Storia finanziaria delle ferrovie e dei canali degli Stati Uniti si batté affinché le aziende fossero obbligate a rendere pubblici I loro bilanci ai possibili investitori. Il figlio Henry William, insieme a Luther Lee Blake, un analista finanziario, crearono indici finanziari chiari e trasparenti, fino alla fondazione dell’agenzia di rating Standard & Poor’s.

Similmente il giornalista economico, John Moody, paladino della trasparenza finanziaria delle aziende, nel 1909 fondò Moody’s. Oggi, Standard & Poor’s e Moody’s sono le due maggiori agenzie di rating al mondo. Il rating, cioè la  valutazione, è un metodo utilizzato per classificare sia i titoli obbligazionari, che le imprese o gli Stati emettono, sia i titoli azionari delle società quotate in borsa. Per formulare un rating vengono presi in considerazione : A) Parametri quantitativi – analisi di bilancio per conoscere i dati economico-finanziari utili a valutare la capacità del soggetto preso in esame di far fronte alla copertura del debito e la sua capacità di remunerazione del capitale; B) Parametri qualitativi – analisi del settore in cui si opera e valutazione del management.

 La valutazione è espressa attraverso un voto in lettere, in base al quale il mercato stabilisce un premio per il rischio da richiedere all’azienda per accettare quel determinato investimento.

Scendendo nel rating aumenta il premio per il rischio richiesto e quindi l’emittente deve pagare uno spread maggiore rispetto al tasso risk-free ( senza rischio). Un declassamento del rating di aziende o soggetti pubblici particolarmente indebitati, ha la conseguenza a breve termine di provocare un rialzo degli interessi applicati ai prestiti in corso, e quindi un aumento degli oneri finanziari. Il debitore per evitare un peggioramento del rating è costretto ad adottare drastiche misure, perché difficilmente il mercato non reagisce negativamente rispetto al declassamento (downgrading).

Le ragioni delle Agenzie sono tenute in maggior conto di quelle delle società interessate, a prescindere dai conflitti di interesse. In questo senso si parla di “dittatura delle Agenzie di rating” , verso la quale comunque ci sono sintomi si sempre maggiore insofferenza. Molte volte per prevenire l’ostacolo gli stessi soggetti indagati sono coloro che finanziano gli studi di valutazione, con ulteriori evidenti conflitti di interesse. Come pure le società, i Fondi pensione ( specie quelli statunitensi o canadesi) e perfino gli Stati sono coloro che posseggono azioni delle agenzie di rating. Così queste possono chiedere anche che il rating non venga pubblicato: in tal caso resterà riservato e non di pubblico dominio. In caso di pubblicazione, invece, il rating diventa noto al mercato. Da questo momento in poi l’agenzia di valutazione tiene sotto monitoraggio il rating, per valutare eventuali promozioni o declassamenti. Un declassamento o una sovrastima del rating aprono (a chi ha le giuste informazioni) occasioni di guadagno speculativo. Le autority nazionali stabiliscono in quali ambiti di attività il rating rilasciato da un’agenzia ha valore e può essere utilizzato secondo quanto previsto dalle leggi vigenti ma sovente basta un semplice annuncio sui mass media perché il mercato vi si adegui a prescindere. Si deve comunque osservare che rispetto all’ultimo declassamento non ci sono stati “sfracelli” borsistici, almeno nel breve periodo a livello dei singoli mercati finanziari, mentre per gli Stati qualche problema continua a crearlo, anche perché, perfino il cosiddetto “Fondo Salva Stati” è stato oggetto di declassamento. Di seguito i vari rating ed il loro significato. AAA Elevata capacità di ripagare il debito

AA Alta capacità di pagare il debito

A Solida capacità di ripagare il debito, che potrebbe essere influenzata da circostanze avverse

 BBB Adeguata capacità di rimborso, che però potrebbe peggiorare

BB, B Debito prevalentemente speculativo

CCC, CC Debito altamente speculativo

D Società insolvente.

Camillo Linguella

 

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0 (from 0 votes)
Tags: , , ,   |
Nessun commento Commenta

Articoli dal Network
Ftse Mib: l'indice italiano entra in una settimana molto importante e delicata visto la presentazion
Guest post: Trading Room #292. Il segnale sul grafico FTSEMIB settimanale è interessante ed è de
Finalmente esiste il testo sul taglio delle pensioni d’oro. Annunciato all’inizio di agosto, è
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) )
Stoxx Giornaliero Buonasera a tutti, guardiamo un po’ cos’è successo al nostro indice di
DJI Giornaliero   Buonasera a tutti, rieccoci con il nostro appuntamento mensile che
T-1 Inverso [3-5 Giorni] (h. xx)[Base Dati: 15 minuti] T-1 Inverso [3-5 Giorni] (h. yy)[Base
T-1 [3-5 Giorni] (h. xx)[Base Dati: 15 minuti] T-1 [3-5 Giorni] (h. yy)[Base Dati: 15 minuti]
Velocità T-2 / T-1 / T / T+1 [Base Dati: 15 minuti] Velocità T-2 / T-1 / T / T+1[Base Dati:
Lo scenario intermarket segnala interessanti figure di continuazione, ma anche chiari segnali di