La galoppata dei Pip, i piani individuali pensionistici

Scritto il alle 09:23 da [email protected]

Le adesioni alla previdenza complementare tengono e aumentano anche. Tutto sempre grazie all’incremento dei Pip, i piani individuali pensionistici che sbaragliano ogni concorrenza.

Dall’ultima pubblicazione dei dati statistici della Covip aggiornati a giugno 2013, risulta che le adesioni alla previdenza complementare sono lievemente aumentate. L’incremento complessivo è stato del 3,7%, ma disaggregando questa percentuale omnicomprensiva che include tutte le forme pensionistiche, si evidenza ancora l’irrefrenabile ascesa dei Pip, con un aumento pari al 10,3%.

I Pip si dimostrano ancora una volta come il prodotto più venduto, grazie ad una fitta rete di collocatori di cui dispongono le compagnie di assicurazioni, nonostante che siano mediamente più costosi dei Fondi pensione negoziali che non hanno fine di lucro.

Ora che il governo ha ridotto le agevolazioni fiscali sulle assicurazioni sulla vita, a meno di cambiamenti in fase di conversione del decreto legge 102/2013, i Pip hanno un’ulteriore carta in più per affermarsi.

Ma perché questa irresistibile ascesa nonostante una convenienza .… non sempre conveniente? Il merito va innanzitutto ai venditori delle polizze, assenti nei fondi pensione negoziali, dove si punta sulla comunicazione e sulla fidelizzazione dei possibili aderenti da parte di chi ha dato vita al fondo, le cd “fonti istitutive”, in genere i sindacati. Più diminuisce l’appeal e  la credibilità generale di queste organizzazioni, meno adesioni fanno i fondi pensione chiusi.

 Il collocatore delle polizze è come un venditore di aspirapolvere. Se riesce a carpire un appuntamento. Uscirà di casa solo con il contratto sottoscritto. Ma poi ci sono altri elementi che giocano al favore, il contributo può essere mensile, trimestrale, annuale, a scelta,non sempre si perde il contributo del datore di lavoro e non è obbligatorio versare il Tfr, anche se una volta deciso di versarlo, la scelta è irreversibile. Vediamo allora da vicino questa forma pensionistica complementare.

I Pip costituiscono  una forma pensionistica individuale attuata mediante contratti di assicurazione sulla vita, operante in regime di contribuzione definita (l’entità della prestazione pensionistica dipende dalla contribuzione effettuata e dei  rendimenti conseguiti) Le risorse costituiscono patrimonio separato e autonomo all’interno della compagnia di assicurazione. E’ rivolto a tutti quelli che vogliono realizzare una pensione aggiuntiva potendo beneficiare di un trattamento fiscale di favore sui contributi versati, sui rendimenti conseguiti e sulle prestazioni percepite come per le altre forme di previdenza, fondi chiusi o aperti. L’aderente può scegliere liberamente la misura e la periodicità della contribuzione, ma può anche variarla  successivamente e fare versamenti  aggiuntivi.

I lavoratori dipendenti se vogliono, possono contribuire versando anche  il TFR. In questo caso il versamento avviene per il tramite dei datori di lavoro. I contributi versati, al netto degli oneri trattenuti al momento del versamento, sono investiti in strumenti finanziari (azioni, titoli di Stato e altri titoli obbligazionari, quote di fondi comuni di investimento), sulla base della politica di investimento definita per ciascuna linea di investimento scelta, e producono nel tempo un rendimento variabile in funzione degli andamenti dei mercati e delle scelte di gestione.

L’investimento dei contributi è sempre soggetto a rischi finanziari. Il termine ‘rischio’ esprime qui la variabilità del rendimento di un titolo in un determinato periodo di tempo. Se un titolo presenta un livello di rischio basso (ad esempio, i titoli di Stato a breve termine), vuol dire che il suo rendimento tende a essere nel tempo relativamente stabile; un titolo con un livello di rischio alto (ad esempio, le azioni) è invece soggetto nel tempo a variazioni nei rendimenti (in aumento o in diminuzione) anche significative. Il rischio connesso all’investimento dei contributi, alto o basso che sia, è totalmente a carico dell’aderente. Ciò significa che il valore dell’ investimento potrà salire o scendere e che, pertanto, l’ammontare della  pensione complementare non è predefinito. I Pip, come le altre forme  propongono una pluralità di opzioni di investimento (linee di investimento). Ogni opzione è caratterizzata da una propria combinazione di rischio/rendimento a seconda del comparto scelto, in genere “garantito, prudente o rischioso”. Il piano consente inoltre di scegliere forme di ‘combinazione’ delle precedenti linee, già predeterminate dalla Compagnia: Per la verifica dei risultati di gestione viene indicato, per ciascuna linea di investimento, un “benchmark”. Il benchmark è un parametro oggettivo e confrontabile, composto da indici, elaborati da soggetti terzi indipendenti, che sintetizzano l’andamento dei mercati in cui è investito il patrimonio. Per esempio nei comparti “prudente”, il benchmark è costituito dal tasso di rendimento medio dei titoli di Stato e delle obbligazioni.

Un soggetto che è ormai prossimo alla pensione dovrebbe scegliere una linea di investimento con garanzia di risultato al fine di consolidare il proprio patrimonio. La garanzia deve prevedere che la posizione individuale si rivaluti annualmente di un importo non inferiore ad una certa percentuale minima dei flussi di contribuzione versati nel corso dell’anno e delle Se si è contrari al rischio si deve scegliere il Comparto prudente privilegiando  investimenti volti a favorire la stabilità del capitale e dei risultati. Orizzonte temporale: breve/medio periodo (fino a 10 anni) Se si ha un orizzonte temporale: medio/lungo periodo (oltre 10 anni si possono ricercarerendimenti più elevati con  una maggiore esposizione al rischio con una certa discontinuità dei risultati nei singoli esercizi. Al pensionamento e per tutta la durata la vita verrà erogata una pensione complementare (‘rendita’), cioè sarà pagata periodicamente una somma calcolata in base alla posizione individuale accumulata (per la parte per la quale non viene richiesta la prestazione in capitale) e all’età a quel momento. La ‘trasformazione’ del capitale in una rendita avviene applicando i ‘coefficienti di conversione’ che si trovano indicati nelle condizioni generali di contratto. Tali coefficienti tengono conto dell’andamento demografico della popolazione italiana e sono differenziati per età e per sesso. Per l’erogazione della pensione in genere si può scegliere tra  una rendita vitalizia immediata rivalutabile; una rendita vitalizia immediata reversibile rivalutabile (in caso di decesso la rendita viene corrisposta, per la quota scelta, al beneficiario designato);  una rendita vitalizia differita rivalutabile ( viene corrisposta decorso un determinato periodo di tempo dal momento del pensionamento). In mancanza di diversa opzione la pensione ti verrà erogata sotto forma di rendita vitalizia immediata rivalutabile. Tutto questo comporta il sostenimento di costi per remunerare l’attività di amministrazione, di gestione del patrimonio ecc. Alcuni di questi costi vengono imputati direttamente (ad esempio, mediante trattenute sui  versamenti), altri sono invece prelevati dal patrimonio investito. La presenza di tali costi diminuisce il risultato dell’investimento, riducendo i rendimenti. I  costi influiscono sull’ammontare della posizione individuale. Quindi,  per fare una scelta oculata, è utile prendersi un poi tempo e confrontare soprattutto i costi praticati da altri i per offerte aventi le medesime caratteristiche.

 

 

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