I Pip vanno ancora più forte

Scritto il alle 09:07 da [email protected]

Si consolida il trend del forte aumento dei Piani Individuali Pensionistici.  Ora sono addirittura più numerosi degli aderenti ai Fondi Negoziali di categoria. Perché ciò avviene.

La Covip ha diffuso i dati statistici relativi al periodo dal dicembre 2012 fino a tutto settembre 2013. Se le esaminiamo con attenzione, le cifre mostrano più di una sorpresa. Il numero complessivo degli aderenti  supera stabilmente i sei milioni, per l’esattezza 6.108.759 con un incremento complessivo del 4.8%. Una percentuale ancora inferiore alle sperate due cifre. D’altra parte se non si è fatto niente per il rilancio della previdenza complementare, già questo incremento ha del miracoloso.   Grosso modo siamo al 25% dei lavoratori attivi. Se andiamo a disaggregare i dati vediamo che gli aderenti ai fondi negoziali di categoria sono 1.956.121  mentre a dicembre 2012 erano 1.969.771  con un leggere decremento dello 0,7%. Percentuale che non stupisce visto l’affanno che hanno i due fondi pensione del pubblico impiego Perseo, per i dipendenti degli enti locali e sanità e Sirio riservato ai dipendenti ministeriali e degli enti pubblici non economici. Il primo ha raccolto circa 6000 adesioni rispetto ai 30.000 previsti ed il secondo 1600 rispetto a 6000. Perseo insiste su una platea di 1.200.000 potenziali aderenti e Sirio di 300.000. Il loro  tasso di adesione è pari allo 0.05% circa. Entrambi i fondi hanno chiesto una proroga, accordata, alla Covip e si spera che entro la metà dell’anno prossimo si raggiungano gli obiettivi stabiliti. E si spera altresì che il governo nel frattempo faccia  qualcosa per uscire dall’attuale stagnazione. Al decremento dei fondi negoziali fa da contraltare il salto in avanti dei fondi aperti :  965.878 aderenti a settembre  2013, erano  913.913  a dicembre 2012 registrando un +5.7%.

E veniamo al sorpasso dei Pip, i piani individuali pensionistici, rispetto ai fondi negoziali. I Pip  a settembre 2013 hanno 2.020. 109  iscritti, contro i 1.777.024 di dicembre 2012, registrando un  + 13.7%. I Pip staccano negoziali 63.988 lunghezze. I rendimenti dei negoziali nello stesso periodo è del 3.2%, mentre per i fondi aperti è del 5.1% e di Pip unit linked del 9% (fonte Covip).

Il che significa che le forme di previdenza complementare non sono valutate   tutte allo stesso modo. La primazia dei fondi negoziali di categoria, si pensava indiscutibile, si è rivelata una falsa aspettativa. Essi, pur non avendo  scopo di lucro e quindi hanno costi contenutissimi,  e pur potendo assicurare potenzialmente rendite più alte, non hanno un sufficiente fascino attrattivo, ovvero non riescono a scalfire la diffidenza verso questo connubbio padronale-sindacale dei fondi, e dall’altra parte i lavoratori si tengono stretti il tfr.

Questo avviene segnalatamente per i dipendenti pubblici che preferiscono aderire ai Pip,  anzicchè ai fondi di categoria, pur perdendo il contributo del datore di lavoro. Se andiamo ad individuare la personalità del  “sottoscrittore tipo” dei pip,  vediamo che prevalentemente autonomo, che non ha il tfr quindi, ma una larga percentuale è costituita dal lavoro  dipendente,  che si è convinto della necessità di farsi una pensione integrativa e che ha una sufficiente disponibilità economica,  di età sui 40/50 anni, un lavoro stabile e un’entrata mensile soddisfacente. Naturalmente l’area geografica prevalente è quella del Centro-Nord e nella distinzione di genere gli uomini sopravanzano di gran lunga le donne.

Tutto questo è facilitato dalla presenza di una robusta e persuasiva rete di collocatori di polizze, cosa che manca assolutamente ai fondi negoziali.

Questi ultimi per “conquistare”  aderenti   fanno in genere affidamento al richiamo” ideologico” esercitato dai sindacati di categoria. Esempio è il fondo Cometa dei metalmeccanici cui è iscritto circa l’80% dei lavoratori del settore. Ma questo richiamo si va sempre più affievolendo in sintonia con i mutamenti che intervengono nel Paese e i lavoratori oggi, più che alla ideologia, si  affidano alla calcolatrice.

Camillo Linguella

 

 

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