Adeguamento parziale per le pensioni di bronzo, riproposto il taglio a quelle d’oro

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La legge di stabilità ha stabilito al Senato un’indicizzazione parziale per le pensioni medie e ripropone il taglio delle pensioni d’oro. La prima cosa è sicura, la seconda non è detto. La rata della buonuscita agli statali  scende a 50mila euro  C’è sempre più necessità della pensione complementare

Il maxi emendamento della legge di Stabilità, è stato approvato senza sorprese al Senato, governo approvato al Senato. Ora passa alla Camera. Fui facile profeta quando ipotizzai che alla fine, come per le altre volte si sarebbe fatto ricorso alla fiducia, espropriando nuovamente il Parlamento. A questo punto nelle riforme istituzionali oltre a sopprimere il Senato come vuole qualcuno, si riducano alche le funzioni della Camera a quella essenziale di ratifica e qualche altra cosa. Se così stanno le cose è inutile gridare contro il presidenzialismo, c’è il “governismo”, in quanto il governo oggi svolge sia la funzione esecutiva che quella legislativa.
Comunque per tornare alla legge di stabilità, per la parte che riguarda le pensioni c’è stata la solita corsa al ribasso e il ripristino del contributo di solidarietà che era stato giudicato incostituzionale.  Il contributo di solidarietà nasce dalla campagna mediatica contro le cosiddette “pensioni doro” e si trascina dietro il  taglio dell’indicizzazione per tutte le altre pensioni. Intendiamoci io sono favorevole a che chi prende pensioni superiori ai 3000 euro contribuisca a dare un aiuto a quelli che prendono di meno, ma mi stupisce una mancata corrispondente campagna contro gli “stipendi d’oro”. Forse perché chi la dovrebbe fare, giornalisti opinionisti e conduttori di talk show sarebbero i primi ad esserne colpiti. Come si dice, il cuore è a sinistra, ma il portafoglio  è a destra!
In base alla legge Finanziaria 1995 il primo gennaio di ogni anno le pensioni devono essere  adeguate in base alla variazione del costo della vita accertata dall’Istat.  Anteriormente, fino alla riforma Amato le pensioni erano adeguate non solo all’inflazione, ma anche alla dinamica salariale dei lavoratori attivi, per evitare il fenomeno delle cosiddette pensioni d’annata, in quanto a seguito dell’inflazione, che in quegli anni era particolarmente alta, i pensionati si trovavano a percepire assegni inconsistenti. Di ripristinare questa misura non se ne parla nemmeno, anzi, anche la rivalutazione legata al caro vita è messa in discussione.  Infatti la legge di stabilità colpisce i pensionati “d’argento e di bronzo” attraverso la decurtazione dell’adeguamento spettante per legge.
Questa è stabilita alla fine di ogni anno, per l’anno successivo, con un decreto del ministero dell’Economia.

Il decreto Salva Italia del governo Monti  stabilì  per il 2012 e per il 2013 la perequazione al 100% solo alle pensioni di importo fino a tre volte il minimo (1.441,59 euro lordi al mese, nel 2012), abolendola sulle pensioni di importo superiore.

Per il 2014 l’aumento dovrebbe essere dell’1,5%, stima di aumento dei prezzi nel 2013 inserita dal governo nella nota di aggiornamento al Def (Documento di economia e finanza).
La legge di Stabilità 2014, dispone per il triennio 2014-2016 una perequazione del 100% per i trattamenti fino a tre volte il minimo Inps  (1.486,29 euro lordi al mese). Per quelle fra 3 e 4 volte il minimo (1.486,29—1.981,72 euro) la rivalutazione sarà del 90% «con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi». Sempre sull’intero importo, l’aumento sarà del 75% per le pensioni fra 4 e 5 volte il minimo (1.981,72—2.477,15 euro lordi) e del 50% su quelle fra 5 e 6 volte il minimo (2.477,15—2.972,58 euro lordi) mentre sulla parte eccedente 6 volte non ci sarà alcun aumento.
Rimane in vigore il contributo di solidarietà fissato da Monti per i pensionati dei fondi speciali: Trasporti, Elettrici, Telefonici, Volo, ex Inpdai. Il prelievo oscilla tra lo 0,3% e l’1% della pensione in base agli anni di contribuzione versati prima del 1996. Sono escluse dal contributo le pensioni fino a 5 volte il minimo.

Inoltre il comma 330 del maxiemendamento abbassa l’importo della prima rata della liquidazione dei dipendenti pubblici  da 90000 a 50000 euro e invece che dopo sei mesi, sarà pagata, senza interessi, dopo 12 mesi.

Questa ennesima misura punitiva per gli statali ( infatti la stessa legge di stabilità rinnova il blocco dei contratti ed è poco chiara sull’indennità di vacanza contrattuale), obiettivamente costituisce per questi, un ulteriore incentivo ad iscriversi alla previdenza complementare in quanto il montante maturato spettante, di qualsiasi importo, è esigibile dal giorno successivo il pensionamento.
Il governo  ha  reintrodotto  il contributo di solidarietà sulle cosiddette pensioni d’oro o quanto meno ci riprova. Il ricavato servirà a  finanziare un sussidio a favore dei più poveri. In questo modo l’esecutivo pensa   di superare eventuali nuovi giudizi di costituzionalità. Il contributo è fissato nel 6% per la parte di pensione compresa fra 14 e 20 volte il minimo (90.168—128.811 euro lordi annui), che sale al 12% sugli importi fra 20 e 30 volte il minimo (128.811—193.217 euro lordi annui) e al 18% sulle quote oltre 30 volte. In tutto, le pensioni colpite dal nuovo contributo di solidarietà sono, secondo i dati Inps, 29.554.
Il taglio fornirà  una somma modesta, ma è giusto che ci sia e dovrebbe essere esteso anche alle altre categorie (attori, cantanti, calciatori, conduttori televisivi, manager, ecc).

I continui peggioramenti della pensione pubblica rendono ancora più favorevole la pensione complementare, che dal 1993 ad oggi ha subito solo una modifica nel 2005 ma di carattere migliorativo. Ad essa vi stanno approdando attraverso i Pip, i piani pensionistici individuali, generalmente i percettori di reddito medio alto che possono permettersi anche un risparmio di carattere previdenziale. Rimangono fuori da questa opportunità proprio quelli che ne avrebbero maggiormente bisogno, i giovani.
Camillo Linguella

 

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1 commento Commenta
perplessa
Scritto il 1 marzo 2014 at 02:28

una precisazione: per i dipendenti pubblici sarà pagata dopo un anno la liquidazione di coloro che accedono alla pensione vecchiaia, cloro che accedono alla pensione anticipata, o si dimettono senza diritto a pensione, continueranno a prenderla dopo DUE ANNI, (la prima rata, ovviamente, quella eventualmente inferiore ai 50.000 euro), come stabilito da une delle precedenti finanziarie del governo Berlusconi.

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