Fondi pensione pubblici-privati: quali regole unificare

Scritto il alle 09:40 da [email protected]

Le adesioni ai fondi di previdenza complementare non decollano. Quelli dei dipendenti pubblici Perseo e Sirio fanno fatica a raggiungere il loro target. La diffidenza, l’utilizzo del Tfr e le regole diverse fra lavoratori pubblici e quelli privati fra le cause delle difficoltà.

Il quarto rapporto sulla previdenza complementare sul pubblico impiego ha evidenziato le difficoltà che essi incontrano nel raccogliere le adesioni. La perdurante disparità fra norme che disciplinano la previdenza complementare dei dipendenti pubblici e quelli privati, meno vantaggiose per i primi, creano ulteriori allarmi facendo nascere dei dubbi e  retro.
Come detto, la prima cosa da fare è la realizzazione della più volte promessa equiparazione dei regimi fiscali.
I contributi versati sono deducibili dal reddito :
•    Entro il limite assoluto di € 5164,57 annui
•    I lavoratori di prima occupazione successiva all’entrata in vigore del decreto i quali nel primo quinquennio, versando contribuzioni ridotte usufruiscono di una deducibilità inferiore a quella massima fruibile,  possono usufruire nei successivi 20 anni di una deduzione maggiore, rapportata a quella non fruita, nel limite massimo di ulteriori 2.582,29 € annui:
•    per le prestazioni in forma periodica che per le prestazioni in capitale viene applicata una ritenuta nella misura del 15% (sostitutiva). Per ogni anno successivo al 15° di partecipazione alla forma complementare c’è una riduzione annua di 0,30 punti sino ad un massimo di 6 punti, pari al 9%

Mentre per i lavoratori pubblici:
I contributi versati sono deducibili dal reddito imponibile entro il limite più basso tra:
•    Il 12% del reddito complessivo
•    L’importo assoluto di € 5164,57 annui
•    Il doppio del TFR versato a previdenza complementare
•    Le prestazioni in forma periodica vengono tassate:sulla base imponibile al 31/12/2000 nella misura dell’87,50% e per le somme maturate successivamente con tassazione ordinaria, al netto di quanto già tassato
•    Le prestazioni in capitale sono soggette a tassazione separata
Al momento queste ci sembrano le equiparazioni più urgenti, lasciando da parte le anticipazioni ed i riscatti.

L’equiparazione delle regole sulla fiscalità di per sé non è risolutiva, perché sarà compresa o semplicemente afferrata come opportunità da pochi.

Rimane intatta la diffidenza per questo strumento di cui si chiedono cosa potrebbe succedere nel futuro, se i fondi possono fallire, se c’è un nuovo tracollo in borsa ed altro. Le risposte date anche se convincenti non sono mai persuasive, così i più preferiscono tenersi stretti il tfr, anche se sempre più frazionato in diverse quote e… poi si vedrà.

Quindi occorre qualche strumento più persuasivo come l’estensione ai  pubblici dipendenti dell’istituto del silenzio assenso.

Ora che il governo si è impegnato alla risoluzione del problema dei precari nella pubblica amministrazione, adottando qualche provvedimento non proprio esaltante, ma comunque della serie “meglio che niente”, la proposta cade in un momento opportuno. Anche i lavoratori pubblici entro sei mesi dalla loro assunzione devono essere chiamati a decidere se vogliono destinare in via definitiva a una forma pensionistica complementare le quote del TFR ancora da maturare oppure di farli decidere in un secondo momento. Il TFR maturato fino a quel momento sarà sempre contabilizzato figurativamente dall’Inpdap/Inps, anche se bisogna pur cominciare a pensare come superare con gradualità questa “figuratività” trasformandola in moneta sonante. 

Figuratività che oltretutto è onerosa per l’Inps, in quanto le rivalutazioni dei montanti in base alla media dei fondi è a suo totale carico. Una cosa è accollarsi la rivalutazione del Tfr del 3% ed un’altra quella relativa ai Fondi pensione che nel 2012 è stata dell’8%!
Se il lavoratore neo assunto non effettua alcuna scelta in modo esplicito, ci sarà l’adesione automatica nel fondo pensione negoziale di categoria (cosiddetto ”conferimento tacito”).
Ultimo elemento è quello di portare a conoscenza dei lavoratori pubblici l’esistenza, non tanto della previdenza complementare, che qualcosa hanno orecchiato, ma addirittura dell’esistenza dei fondi Sirio e Perseo, mentre Espero gode di una più vasta e consolidata conoscenza.
Camillo Linguella

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