La direttiva Iorp 2 sugli investimenti a lungo termine dei fondi di previdenza

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La Commissione europea ha reso nota una proposta di direttiva  – la Iorp 2 – per rilanciare l’economia europea mediante investimenti a lungo termine. La proposta riguarda anche i fondi pensione ed i piani pensionistici individuali.
La crisi economica e finanziaria ha colpito la capacità del settore di canalizzare
risorse per l’economia reale, in particolare per investimenti a lungo termine. La forte dipendenza dalle banche, combinata con riduzione della leva finanziaria e la ridotta fiducia degli investitori, ha ridotto i finanziamenti in tutti i settori dell’economia. L’Unione ha agito con determinazione per invertire queste tendenze e ripristinare le condizioni per una crescita sostenibile.
In primo luogo sono stati consolidati gli investimenti delle finanze pubbliche e sono state messe in atto le procedure per un migliore coordinamento di bilancio e delle politiche economiche. La BCE ha agito con fermezza per ripristinare la fiducia nei mercati e l’istituzione della Union Banking sta aiutando a ridurre la frammentazione finanziaria e ripristinare la fiducia nella zona euro.
Lo sfruttamento di questi miglioramenti richiede investimenti a lungo termine che può sostenere una intelligente crescita sostenibile e inclusiva. La capacità del sistema finanziario di convogliare i fondi sugli investimenti a lungo termine
sarà essenziale per garantire la posizione dell’Europa sulla strada della crescita sostenibile.
Il finanziamento a lungo termine incarna alcune  caratteristiche chiave:
• Essa finanzia le attività produttive che sostengono la crescita riducendo i costi, la diversificazione
dei mezzi di produzione e la creazione di posti di lavoro in modo intelligente, sostenibile e inclusivo;
• È “paziente”, in quanto gli investitori prendono in considerazione i rendimenti a lungo termine piuttosto che le fluttuazioni dei prezzi a breve termine. Questa prospettiva agisce in maniera anticiclica e promuove la stabilità finanziaria;
• E’ “ impegnata”, in quanto gli investitori nel  lungo termine, tutelano aspetti sociali, quali ambientale..
Le Infrastrutture e  le PMI sono fattori chiave per la crescita sostenibile.
Alta qualità delle infrastrutture migliora la produttività della restante economia, consentendo la crescita, e  facilita l’interconnessione del mercato interno. Esigenze di investimento per i trasporti, l’energia  e reti di infrastrutture di telecomunicazioni di importanza comunitaria sono stimati in 1.000 miliardi di euro per il periodo fino al 2020. Entro il 2020 saranno necessari cospicui investimenti anche in risorse  umane, nella ricerca e lo sviluppo, le nuove tecnologie e l’innovazione nell’ambito della strategia Europa 2020 e il il pacchetto energia e sul clima entro il 2030.
Le PMI rappresentano circa i due terzi dell’occupazione e quasi il 60% del valore aggiunto nell’Unione europea. Esse contribuiscono in modo significativo alla crescita del PIL attraverso la loro importanza generale,  la loro capacità di innovare, crescere e creare occupazione. Il clima di incertezza e avversione al rischio creato dalla crisi finanziaria ed economica ha  colpito sia la domanda che l’offerta di finanziamento. Dal lato della domanda, questo è stato  evidenziato dalla riduzione della domanda da parte delle PMI.
Dal lato dell’offerta, la crisi ha aumentato l’avversione al rischio, portando ad una preferenza per la liquidità che, insieme alla riduzione della leva finanziaria delle banche, ha colpito la capacità dell’economia di autofinanziarsi a lunga scadenza. I livelli sub-ottimali di finanziamento di lungo termine  rifletterono anche i fallimenti del mercato e le inefficienze nella catena delle intermediazioni.
Affrontare questi problemi è una priorità per l’Europa. La capacità dell’economia di avere la disponibilità di finanziamento  a lungo termine, rafforzando la competitività dell’economia e dell’industria europea, dipende dalla sua capacità di convogliare il risparmio con una procedura aperta, sicura e competitiva nella finanza di settore. A tal fine sono essenziali la certezza del diritto e la fiducia degli investitori.

Libro verde e consultazione pubblica sul finanziamento a lungo termine
La Commissione europea ha adottato il 25 marzo 2013 un Libro verde sul finanziamento a lungo termine, che ha avviato un ampio dibattito sui diversi fattori che determinano la capacità del l’economia europea  di attirare i fondi necessari per sostenere e accelerare il suo recupero. Il documento finalizzato  ad esplorare come i risparmi dei governi, le imprese e le famiglie potrebbe essere  indirizzato meglio  alle  esigenze di finanziamento a lungo termine
Il sostegno dei prestiti bancari responsabili e la promozione delle fonti di finanziamento
non bancarie, come gli investitori istituzionali, tra cui le compagnie di assicurazione, i fondi pensione, o investimenti alternativi, i fondi sovrani o fondazioni sono fondamentali: mentre le banche dovranno continuare a svolgere un ruolo significativo, la diversificazione dei finanziamenti è importante nel breve periodo per migliorare la disponibilità del finanziamento stesso, così come nel lungo periodo, per aiutare l’economia europea a sostenere meglio crisi future.
I fondi pensione
I fondi pensione sono investitori istituzionali con prestazioni a lungo termine. Come tali, essi hanno la capacità di essere investitori “pazienti”. La Commissione, nella proposta Iorp 2 vede con favore  che i fondi pensione sono sempre  più orientati sugli  investimenti alternativi quali private equity e le infrastrutture per diversificare i portafogli e di fornire rendimenti più elevati. La proposta  di direttiva IORP 2, adottata ora potrebbe contribuire a maggiori investimenti a lungo termine da parte dei fondi pensionistici professionali limitando la possibilità per gli Stati membri di impedire alcuni tipologie di investimento a lungo termine.

Oltre a fondi pensione, prodotti pensionistici personali hanno anche la possibilità di
promuovere gli investimenti a lungo termine. Nel novembre 2012, la Commissione ha invitato EIOPA , l’Autorità europea sulle assicurazioni e sulle pensioni, a preparare una consulenza tecnica per lo sviluppo di un quadro comunitario per le attività e  vigilanza dei prodotti pensionistici personali, grosso modo i Piani individuali pensionistici. Ciò rappresenterebbe un’opportunità per mobilitare  ulteriori risparmi per finanziare investimenti a lungo termine, favorendo così sia redditi da pensione  l’adeguatezza e la crescita economica. All’EIOPA è stato chiesto di prendere in considerazione almeno due approcci: (i)
sviluppare norme comuni per consentire l’attività transfrontaliera dei regimi pensionistici personali; o (ii)  sviluppare un regime in base al quale le norme comunitarie non sostituiscono le norme nazionali, ma sono un’alternativa ad esse.
EIOPA consegnerà un rapporto preliminare sui prodotti pensionistici personali nel primo
trimestre del 2014 quindi dovrebbe essere a breve.

La Commissione emetterà un invito improcrastinabile all’ EIOPA nella seconda metà del 2014 con l’obiettivo di creare un mercato unico per i regimi pensionistici individuali per poter aumentare il risparmio in questa tipologia nel finanziamento di lungo termine.
Come si vede un documento molto generico e per questo ampiamente condivisibile, ma secondo me destinato a non spostare di una virgola la situazione attuale. Per quanto riguarda i Fondi pensione e le PMI rimangono due entità distinte e distanti e nessuno riesce a trovare il modo di metterle assieme in modo che le risorse degli uni possono favorire il rilancio delle altre. Il nodo sta tutto qui.
Camillo Linguella

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