Ottimizzare la rendita pensionistica

Scritto il alle 09:06 da [email protected]

Gestire al meglio  i propri risparmi nella previdenza complementare
Gli incerti scenari futuri della previdenza pubblica  hanno una cosa ben definita: pensioni sempre più basse  e più lontane nel tempo. L’ammontare dell’assegno mensile non è mai definitivo: Incombe il  costante pericolo di decurtazione per finanziare altri progetti. La via d’uscita è l’adesione alla previdenza complementare per mettersi al riparo. Ma una volta fatta questa scelta, ci si accorge che per migliorare i rendimenti dei risparmi previdenziali, deve fare una serie di ulteriori scelte sulle quali non sempre è adeguatamente preparato. Occorre creare una minima cultura finanziaria. La tutela del lifecycle.

Mentre un lavoratore è automaticamente iscritto all’Inps e il suo trattamento pensionistico sarà deciso dalla Fornero di turno al momento del collocamento a riposo, se decide di farsi una pensione di scorta, lo stesso lavoratore dovrà impegnarsi in una serie di scelte molto delicate.
I fondi pensione italiani sono a capitalizzazione individuale e a contribuzione definita. Cioè al momento dell’adesione si conosce solo l’ammontare della contribuzione da versare, mentre la prestazione finale dipende da una serie di elementi, come l’età anagrafica all’iscrizione, quella al pensionamento, i rendimenti finanziari dei contributi versati al fondo e i costi di gestione della forma di previdenza prescelta.

La prima decisione riguarda l’adesione.

E’ opportuno aderire alla previdenza complementare o accontentarsi del “poco ma sicuro” della pensione Inps e tenersi il Tfr che ha rendimenti bassi ma garantiti? E se si decide di iscriversi, è sufficiente il proprio contributo e quello del datore di lavoro, più il Tfr maturato dal giorno dell’adesione  per avere una integrazione adeguata, oppure è il caso di fare un versamento aggiuntivo?
Una volta stabilito tutto questo, si entra nel campo della “alta finanza”. Le forme di previdenza complementare, si sa, investono le somme versate dai lavoratori sui mercati finanziari  secondo diverse linee di investimento, cui corrispondono  vari “comparti”.  Allora bisogna decidere a quale comparto iscriversi, cioè come investire i propri soldi, se scegliere un investimento garantito oppure rischiare in prodotti con più alti rendimenti, oppure optare per il comparto  monetario o quello bilanciato.

E’ più che normale che un dipendente, di fronte a queste scelte, sovente non sappia cosa fare, ci vogliono  competenze specifiche.
Servirebbe un consulente, possibilmente terzo, che non vende prodotti o quantomeno non ha finalità di lucro.  Oppure conoscere i meccanismi automatici di tutela dell’iscritto nella sua vita lavorativa fino alla pensione, come il cosiddetto «lifecycle», letteralmente “ciclo della vita” consistente nell’adeguamento periodico degli investimenti dalle forme più rischiose a quelle più tranquille man mano che si avvicina l’età della pensione.
In sostanza, con il lifecycle, un giovane neoassunto trentenne dovrebbe versare le sue quote periodiche in un comparto di investimento a maggior componente azionaria, a maggior rischio e maggiore potenzialità di rendimento nel lungo termine in  corrispondenza  al suo orizzonte temporale.
La componente azionaria si ridurrà a tappe prestabilite per lasciar sempre più spazio a titoli obbligazionari o garantiti, che diventeranno prima maggioritari poi esclusivi negli ultimi anni di lavoro.

L’automaticità di questo meccanismo ha il pregio di standardizzare le scelte correlandole all’anzianità contributiva e anagrafica. E ci si risparmia dall’onere di decisioni che nella gran parte dei casi risultano difficili anche per i professionisti della finanza.

Attenzione, però: questo automatismo non garantisce risultati e non protegge totalmente da eventuali crack di Borsa nè nella sua ripresa. Tuttavia la teoria che le azioni nel lungo termine rendono più delle obbligazioni finora non è stata ancora smentita. Così solo se mancano decenni alla conclusione del proprio piano previdenziale ci si può fidare delle azioni.
In Italia il lifecycle è stato adottato da tempo dalla gran parte dei numerosi fondi aperti e Pip,e fra i fondi negoziali da Previmoda.
Il lifecycle serve soprattutto a ottimizzare la volatilità dei mercati e la gestione del rischio, insito in qualsiasi scelta finanziaria.
Un alternativa concorrenziale è utilizzare per il portafoglio titoli affidabili, dalla volatilità estremamente contenuta, come quelli indicizzati all’inflazione. Ma questo paracadute da solo non basta. Per incentivare l’adesione occorre agire ulteriormente sulla leva fiscale cominciando ad armonizzare le regole dei dipendenti pubblici.
L’investimento nella previdenza complementare ben si inserisce nell’obiettivo europeo degli investimenti a lungo termine.
Gli obiettivi sono quelli di elaborare un set di standard qualitativi per gli investimenti su ampi orizzonti temporali ed esplorare nuove opportunità riguardo a possibili strumenti o architetture finanziarie, tra i quali spiccano gli ELTIFs, fondi europei di investimento a lungo termine.
In pratica si tratta di un OICR armonizzato alternativo chiuso che investe prevalentemente in attività a lungo termine. Con gli ELTIFs si punta a rilanciare il finanziamento dell’economia reale europea contribuendo a diffondere forme di finanziamento alternative al credito bancario. In questo contesto gli investitori istituzionali e le forme di previdenza complementare possono svolgere un ruolo determinante così da assicurare ai propri aderenti  quei rendimenti che consentano poi di avere una rendita ottimizzata in linea con le proprie aspettative sul tenore di vita da pensionati. Ma sono cose complicatissime.

Un ulteriore ruolo possono svolgere le varie associazioni come Assofondipensione, o società come Mefop, per  diffondere un’adeguata cultura finanziaria che evitando timori ed incomprensioni, consente di effettuare scelte serene ed adeguate.
Nel corso della Giornata nazionale della previdenza che si terrà a Milano dal 15 al 16 maggio prossimo è previsto uno specifico incontro sull’educazione finanziaria e previdenziale di qualità, organizzato dal Comune di Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore, UNI e Progetica.
In quest’occasione ai presenti  verrà offerto un esempio concreto di educazione previdenziale e finanziaria. Il partecipante avrà: consapevolezza circa il rischio economico connesso alla pensione; supporti per predisporre il proprio progetto di vita pensionistico e indicazioni di come scegliere operatori del mercato coerenti con le proprie esigenze di pianificazione.
Anche “certificatiederivati” dedicato prevalentemente alla formazione su segmenti più sofisticati, ora ha messo a punto un suo piano formativo specifico  di alfabetizzazione finanziaria, per dare una prima conoscenza dei meccanismi di funzionamento dei mercati e le caratteristiche dei suoi prodotti ( azioni, obbligazioni, certificati, derivati ecc…).

Con il possesso delle cognizioni di base così si evita di navigare a vista o cadere nelle braccia degli imbonitori.

Camillo Linguella

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