La Cassa Depositi e prestiti e la previdenza complementare

Scritto il alle 08:54 da [email protected]

I fondi pensione italiani e le altre forme di previdenza complementare raccolgono il risparmio dei loro iscritti e lo investono nei mercati finanziari per conseguire rendimenti adeguati senza rischiare il capital return.

Il patrimonio dei fondi è di circa 110 miliardi di euro, per la maggior parte investiti in titoli di debito. Con riferimento ai titoli di capitale, secondo dati Covip 2012,  si osserva una diversificazione in relazione al paese di residenza dell’emittente; l’area geografica prevalente rimane l’UE (57,5 per cento sul totale investito in azioni, 0,4 punti in più rispetto al 2011).
La quota dell’investimento in titoli di capitale del nostro paese, sia pure in aumento è solamente del  5,1% del totale investito in azioni.
Questa esterofilia è  dovuta al fatto che le  società italiane quotate in borsa sono un numero estremamente limitato, circa il 10% di tutte le imprese e di queste  non tutte godono ottima salute, oppure hanno una valutazione instabile con marcata volatilità; per esempio le società bancarie, quelle meccaniche ed automobilistiche oppure  quelle a rischio ambientale.
Il nerbo del tessuto economico Italiano è costituito dalle PMI piccole e medie imprese,  categoria costituita da imprese che occupano meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro.
Le PMI non hanno attraversato da 2007 ad oggi un periodo felice. Anzi  è stato costellato da continue chiusure e fallimenti, soffocate dal cosiddetto credit crunch, la stretta del credito bancario.
Consapevoli di questa situazione, per venire in loro aiuto, il governo Monti ntrodusse nuovi strumenti finanziari, come i mini bond, previsti dall’art. 32 del Decreto legge sullo Sviluppo 83/2012. Lo scopo era quello di  far affluire nelle casse delle società non quotate in borsa, le PMI, i finanziamenti  che le banche hanno ristretto a causa della crisi. Dovevano costituire la chiave di volta del rilancio del settore ed invece si può dire che sono stati un sostanziale fallimento.
A fronte alle migliaia emissioni di mini bond previste, se ne sono contate circa una ventina, forse a causa della complessità del meccanismo, difficoltà burocratiche, diffidenza dello strumento.

Comprare questi titoli era l’unica strada attraverso la quale i Fondi pensione potevano dare un aiuto concreto alle PMI. Al momento si discute ancora  di come i Fondi pensione possono  investire in Italia per dare un aiuto concreto alla nostra economia senza intaccare la sicurezza del risparmio dei lavoratori.
Una via sinergica è stata intravista attraverso la Cassa Depositi e Prestiti. Per questo motivo il Parlamento ha voluto ascoltare i suoi vertici  per verificare le possibili  soluzioni più realistiche. Così il 7 maggio 2014 si è svolta una specifica audizione del presidente della Cdp, Franco Bassanini presso la Commissione Bicamerale di vigilanza sulla previdenza.
La Cassa Depositi e Prestiti non è un’istituzione esclusivamente italiana ma ha similarietà con altri enti  europei come la Caisse des depos francese o la Kfw tedesca Kreditanstalt für Wiederaufbau (la Banca della Ricostruzione). E’ una società per azione sostanzialmente no profit che utilizza i proventi per fini generali. E’ nata nel 1850 nel Regno di Sardegna   e dopo l’unità assorbì le analoghe Casse dei vari Stati dopo l’annessione. Essa agiva  come.  strumento principale di finanziamento del debito pubblico e di investimento specie per gli enti locali. Questo fino al 2003 quando da ente pubblico è stata  trasformata in società per azioni per contribuire allo sviluppo del paese in maniera più incisiva. Il suo patrimonio, stimato in 300 miliardi di euro è superiore alla Caisse francese, ma inferiore a quella tedesca che ammonta a ben 500 miliardi di euro. La liquidità ammonta a 147 miliardi di euro. Questo è quanto ha dichiarato Franco Bassanini, durante l’audizione alla Commissione Bicamerale di Vigilanza sugli enti di previdenza.
La Cassa si finanzia raccogliendo il risparmio attraverso i buoni postali. La raccolta postale è di 240 miliardi mentre il costo versato alle Poste è di 1miliardo e 500 milioni.
Il grosso dei finanziamenti va ancora agli enti locali. A causa del patto di stabilità quest’ultimi non possono più assumere impegni e la Cassa interviene molte volte  con finanziamenti diretti.
Il piano industriale 2013/2015 prevede investimenti per 90 miliardi, 20 in più di quello precedente.
La possibilità di collaborazione fra la Casse e i Fondi pensione è facilitata dal fatto che entrambi si basano su investimenti a lungo termine.
Infatti anche se il risparmio postale è liquidabile a vista, in qualsiasi momenti e senza restrizione, chi acquista un buono postale in genere vuole accumulare del capitale per eventi imprevisti ed eccezionali, mentre chi aderisce ad un fondo pensione ha pianificato una terza età senza eccessivi problemi. Entrambi si sono posti orizzonti temporali molto ampi.
Da parte loro i Fondi e la Cdp  devono garantire il risparmio postale e previdenziale per dare rendimenti sicuri e non speculativi. Pur essendo una società formalmente privata, la CDP  è soggetta alla vigilanza della Banca d’Italia che effettua un costante  monitoraggio dei profili di rischio e forse anche i fondi saranno vigilati da Bankitalia se non si ferma la decisione di sopprimere la Covip.
Proprio in quest’ottica prudenziale Bassanini ha spiegato perché Cdp  non ha investito in Alitalia o in MPS, nonostante sollecitazioni varie, perché si deve garantire il risparmio sociale effettuando una gestione “sana e prudente” anche per non incorrere nei rigori di Eurostat.
Cassa Depositi Prestiti è pronta a collaborare con i Fondi Pensione attraverso  un’emissione speciale di bond a medio-lungo termine destinati esclusivamente ai Fondi stessi. Altre forme di collaborazione, fra Cdp e i Fondi pensione, ipotizzate da Bassanini sono: la costituzione da parte di Cdp di un Fondo di investimento immobiliare chiuso nel quale i Fondi potrebbero investire, ovvero il loro ingresso  nel capitale di “Cdp reti” o ancora la possibilità per i Fondi di investire nel Fondo Strategico. “Il rendimento dei titoli emessi per i Fondi Pensione avrebbero un rendimento assimilato ai Btp decennali o anche un filo più alto e si potrebbe prevedere anche un mercato secondario” ha detto Bassanini. “Se anche l’Inps fosse interessata – ha aggiunto – aumenterebbe significativamente la dimensione di questa raccolta”. Bassanini ha anche proposto l’inserimento di qualche meccanismo di monitoraggio per garantire che l’investimento sia poi destinato al “finanziamento dell’economia italiana”.

E’ un’ulteriore strada aperta. Anche questa volta vedremo i fatti conseguenti oppure se si è trattato della solita politica degli annunci.

Camillo Linguella

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0 (from 0 votes)
Nessun commento Commenta

Articoli dal Network
La settimana ha avuto come grande protagonista il petrolio. E i mercati sembrano prendersi un pi
DISCLAIMER : Qualsiasi informazione, notizia, nozione, previsione, valore, prezzo o tec
Ftse Mib: l'indice italiano tenta di recuperare i 19.000 punti in apertura. In caso di break dei 19.
Dilettanti. Dilettanti allo sbaraglio. E la cosa grave che spesso, oltre che essere dilettanti,
Mentre infuria il dibattito sulle penalizzazioni implicite connesse a quota 100, e l’umore degli i
Alla fine avevo ragione, è bastata una rapida lettura delle quasi 600 pagine dell'accordo capes
Dare feedback, comunicare in modo chiaro ed efficace, ma anche trasmettere entusiasmo e saper bilanc
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) )
Quello che vi sto facendo è un grosso regalo. Che poi sia apprezzato o no, è un altro paio di
DISCLAIMER : Qualsiasi informazione, notizia, nozione, previsione, valore, prezzo o tec