Il TFR pregresso nei fondi di previdenza complementare

Scritto il alle 09:04 da [email protected]

La possibilità di utilizzare il TFR quale forma di finanziamento per la previdenza complementare è certamente uno degli  strumenti  maggiori per  costruirsi una pensione integrativa. 

Con i tempi che corrono certamente questo non è uno dei problemi prioritario. Ma volendo spingere lo sguardo un pò oltre la quotidianità, ci si accorge che prima o poi una scelta bisognerà pur farla anche in considerazione del fatto che lo Stato si ritirerà sempre di più dal welfare previdenziale e sanitario, lasciando in mezzo al guado coloro che avevano fidato in esso.

Conferendo il tfr alla previdenza complementare,  lavoratori dipendenti  possono contare su un versamento cospicuo e costante, senza dover rinunciare a quote consistenti di reddito, e beneficiando dei maggiori rendimenti derivanti dagli investimenti finanziari dei fondi pensione, più favorevoli  rispetto alla rivalutazione del Tfr che rimane in azienda. Infatti i rendimenti finanziari delle quote versate alla previdenza complementare sono state nettamente più favorevoli alla rivalutazione del tfr.
Nel 2013 i fondi hanno guadagnato in media il 5.7% mentre il tfr si è rivalutato dell’1.9%.
Tuttavia questa possibilità non sempre è percepita positivamente ed anzi costituisce a parere di molti, uno dei maggiori ostacoli per la diffusione della pensione integrativa italiana.
Ma a parte questo, il dato di fatto è oggettivo. Senza l’apporto del  tfr  maturando, non si costruisce nessuna rendita accettabile.
Naturalmente più si aumenta il proprio risparmio previdenziale, più aumenterà la propria rendita pensionistica integrativa. Ora il risparmio previdenziale può essere incrementato sia aumentando  il proprio contributo mensile, oppure utilizzando  il tfr maturato.

Non tutti sanno che è possibile versare al fondo pensione  il TFR pregresso, cioè le quote di trattamento di fine rapporto maturate dal giorno di inizio lavorativo a quello  dell’adesione alla previdenza complementare.

Ma questa decisone, già difficile dato l’attuale contesto, è reso ancora più complicato dalle norme, non dalla burocrazia. Questo è un elemento da tenere sempre in mente quando si parla di lentezza burocratica eccetera. Lentezza che molte volte dipende dalla pletoricità di leggi, circolari interpretative, regolamenti che i burocrati sono tenuti ad applicare minuziosamente sopratutto per evitare contenziosi.

Per cui il conferimento del Tfr pregresso si può fare solo  attraverso un accordo tra il lavoratore e il datore di lavoro, non basta una libera scelta.  Inoltre, per le aziende con più di 50 dipendenti, non possono  trasferire  a un fondo pensione complementare il TFR  versato nel fondo di tesoreria Inps. Cio perché lo Stato non si vuole privare di queste risorse

La Covip è intervenuta in materia rispondendo ad un quesito dello scorso  mese di maggio 2014.
Le disposizioni in merito al Tfr pregresso sono state dettate con la legge finanziaria che ha introdotto le modalità di tassazione delle prestazioni di previdenza complementare relative a quote di Tfr maturate in anni precedenti al 1° gennaio 2007 (ossia prima dell’entrata in vigore del d.lgs. n. 252 del 2005) e devolute dopo detta data alla forma di previdenza complementare prescelta dal lavoratore.
Tale previsione, inserita tra le norme transitorie del d.lgs. n. 252/05, si limita a precisare la  tassazione dovuta sulle quote di TFR pregresso trasferite a previdenza complementare.
La Covip pertanto non ritiene che esistono preclusioni, dovendosi solo fare distinzione tra le quote maturate prima del 2000, tra il 2001 e il 2006 e dal 2007 solo ai fini fiscali.

Pertanto non esistono preclusioni alla devoluzione a previdenza complementare anche del TFR pregresso maturato successivamente al 1° gennaio 2007.
A questo punto si pone il problema di estendere questa possibilità anche ai lavoratori dipendenti da aziende con più di 50 dipendenti e l’Inps è stato sollecitato a pronunciarsi sul possibile utilizzo di questo  tfr pregresso, al fine di promuovere l’adozione di iniziative che, nell’ottica della rilevante finalità sociale della previdenza complementare, consentano ai lavoratori dipendenti di versare alla pensione complementare il TFR pregresso accantonato presso il Fondo di Tesoreria. Siamo sicuri che sotto questo aspetto non se ne farà niente perché il Mef non rinuncerà tanto facilmente a questi importi, né d’altra parte i diretti interessati faranno pressione perché ciò avvenga.
Molti già sono pentiti della scelta a suo tempo fatta e vorrebbero tornare indietro e non possono, perchè l’adesione alla previdenza complementare è irreversibile, né d’alta parte agevola la predisposizione all’iscrizione i provvedimenti governativi, che riducono la convenienza dell’iscrizione, come l’elevazione dell’aliquota sui rendimenti dall’11 all’11.50%.
Camillo Linguella

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 4.2/10 (5 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0 (from 0 votes)
Il TFR pregresso nei fondi di previdenza complementare, 4.2 out of 10 based on 5 ratings
Nessun commento Commenta

Articoli dal Network
Con la sua relazione tecnica sugli effetti del decreto dignità sul mercato del lavoro, e la sua aud
Ormai vi sarete annoiati dei miei moniti sulla Cina. Un paese che ha un debito societario e priv
Etvoilà, all'improvviso il popolo di Icebergfinanza si rese conto di quanto importanti siano le
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) )
Oggi il Ftse Mib si sta comportando nelle prime battute meglio degli altri indici europei dopo aver
Nei miei post ho sempre cercato di “stimolare” la mente dei risparmiatori e anche dei consul
DISCLAIMER : Qualsiasi informazione, notizia, nozione, previsione, valore, prezzo o tec
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) )
I giornali vivono di mode. Tendono a pubblicare e dare maggior visibilità alle notizie “che t
Ftse Mib: l'indice tricolore tenta nuovamente il break dei 22.000 punti, anche se la conferma l'avre