Meno male che piove!

Scritto il alle 09:35 da [email protected]

pioggiaLa pioggia blocca le vacanze.  Ma il pensionato al minimo si consola. Se piove ha una scusa decente per spiegare le sue mancate ferie. Il  43% dei pensionati (pari a 6,8 milioni) riceve una pensione  mensile inferiore a 1.000 euro lordi. Diminuiscono colf e badanti. Le pensioni complementari sono ancora pochissime e non forniscono a tutti quell’ombrello adeguato per ripararsi.
Noi vogliamo un’estate assolata, così chi ha lavorato tutto l’anno può andarsi a ritemprare qualche giorno da qualche parte, dalle spiagge libere di Ostia a Cesenatico. Quest’estate anomala ci ha regalato più acqua che sole e l’anticiclone delle Azzorre non si sa dove si sia cacciato. Speriamo che la momentanea mancanza di calura dei 40 gradi all’ombra ci risparmierà almeno dai consigli per dementi che ogni anno la tv, di Stato e non, ci propinano: Attenti agli anziani, non li fate uscire nelle ore più calde, intruppa teli nei supermercati perché lì c’è l’aria condizionata, bevete tanta acqua.
Queste cose i pensionati le sanno e si arrangiano come possono. L’alternativa è andarsene in vacanza in posti freschi ed ameni. Ma finchè il governo non penserà a qualcosa per gli anziani, fuori il balcone di sera con una fetta d’anguria va bene lo stesso.
C’è da dire che l’ex Inpdap qualcosa fa, ma è la classica goccia d’acqua nel deserto, i famosi Soggiorni Ben Essere,vacanza in località turistiche italiane ed estere riservate ai pensionati pubblici.
Questo scenario così micragnoso trova una sua plastica rappresentazione spulciando i dati Inps  contenuti nel suo rapporto del 2013.

L’Inps eroga ogni mese oltre 21 milioni di pensioni (17,3 milioni per pensioni previdenziali e 3,7 milioni per prestazioni assistenziali come l’invalidità civile ) ad una platea di 15,8 milioni di beneficiari, di cui 8,5 milioni sono donne e 7,3 milioni uomini. Nel corso del 2013 sono state liquidate complessivamente 1.110.817 nuove pensioni.

Gli importi medi  variano di molto a seconda della  tipologia pensionistica: da 1.555 euro lordi mensili per le pensioni di anzianità/anticipate a 709 euro e 633 euro mensili, rispettivamente, per le pensioni di vecchiaia e di invalidità previdenziale, mentre la pensione alle vedove presenta un importo medio mensile di 584 euro.
Gli italiani non sono più in grado come prima di avere una colf o una badante così i lavoratori domestici nel 2013 sono diminuiti di 43mila unità rispetto al 2012, con una variazione percentuale pari a -5,4%. Male per chi ha perso il lavoro e male per chi ha perso questo tipo di ausilio.
Il 73% dei soggetti percepisce una sola pensione per un valore medio mensile di 1.218 euro lordi (risultanti dalla media di 898 euro per le donne e 1.510 euro per gli uomini). Il restante 27% cumula due o più pensioni raggiungendo in media 1.507 euro lordi al mese (1.415 euro le donne e 1.717 euro gli uomini). Le donne, pur rappresentando il 54% del totale dei beneficiari (8,5 milioni), ricevono una quota di reddito pensionistico pari al 45% a causa del minor importo dei trattamenti percepiti: 1.081 euro medi lordi mensili a fronte di 1.547 euro per gli uomini.

Questi dati sono stati sostanzialmente confermati dall’Istat nel rapporto «Trattamenti pensionistici e beneficiari: un’analisi di genere» reso noto ieri.Oltre la metà delle donne (52%) percepisce meno di mille euro di pensione, contro un terzo (32,2%) degli uomini.  Nel 2012 sono stati erogati 23.577.983 trattamenti pensionistici. L’importo medio annuo delle prestazioni per le donne è pari a 8.965 euro, cioè il 60,9% del dato medio delle pensioni al maschile, che si attesta a 14.728 euro.

Dalla ripartizione dei redditi pensionistici per classe di importo emerge che il 43% dei soggetti (pari a 6,8 milioni) assorbe circa il 20% della spesa annua complessiva ricevendo una o più prestazioni d’importo medio mensile inferiore a 1.000 euro lordi. Tra questi, il 13,4% pari a 2,1 milioni si situa al di sotto di 500 euro.
La quota di chi ottiene pensioni comprese tra 1.000 e 1.500 euro è del 26% circa (4,1 milioni) per il 25% di spesa annua, mentre un ulteriore 15% di beneficiari (circa 2,4 milioni di persone) percepisce redditi compresi tra 1.500 e 2.000 euro mensili, pari al 20% della spesa totale.
Al di sopra dei 2.000 euro lordi si colloca il restante 16% circa dei titolari (poco meno di 2,5 milioni) cui va il 35,4% della spesa lorda complessiva.
Tra questi, 676.406 soggetti, pari al 4,3% del totale dei pensionati Inps, riscuotono pensioni di importo medio mensile superiore a 3.000 euro lordi assorbendo il 14,4% del totale della spesa.
Per comprendere appieno quanto sia corta la coperta delle pensioni complementari, basta leggere il rapporto della Covip riferito al 2013. In corso d’anno le uscite dal sistema sono state circa 139.000, in maggioranza per riscatti (89.500, di cui oltre la metà relativo a fondi negoziali) le erogazioni di prestazioni pensionistiche in capitale  sono state 47.000, assimilabili al vecchio Tfr grosso modo, riferite  per un terzo ai fondi negoziali. Le pensioni complementari vere e proprie, cioè le posizioni individuali trasformate in rendita,  sono state nel complesso 2.500,  erogate per la quasi la totalità dai fondi preesistenti.
Quindi a fronte di 15 milioni di pensionati, coloro che erano in godimento   di rendite pensionistiche (non compresi nei dati relativi agli iscritti) erano a fine anno 130.000, quasi tutti nel comparto dei fondi preesistenti. Cioè statisticamente come l’incremento del Pil previsto per quest’anno: 0.01%.
Camillo Linguella

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644 commenti Commenta
andrea4891
Scritto il 31 luglio 2014 at 13:52

tranquilli, che adesso fanno le Riforme !!!

non eleggeremo più i senatori ……. e si sa quanto costavano le elezioni !!!

e poi tagliamo gli stpendi ai lakkè dei ns parlamentari (barbieri e parrukkiri compresi). ora non guadagneranno più di 250’000 euro/anno !!!

che dite ??!! tutto qua ?????

e perchè, VI SEMBRA POCO :?: :!: :roll:

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