Torna la favola della busta arancione

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imagesLa riforma Dini (legge 335/95) all’articolo 1, comma 6 prevedeva che: «Ad ogni assicurato è inviato, con cadenza annuale, un estratto conto che indichi le contribuzioni effettuate, la progressione del montante contributivo e le notizie relative alla posizione assicurativa». Sono passati 19 anni da quella legge, ma la norma è stata sostanzialmente disattesa. L’estratto contributivo serve per calcolare “a spanne” l’importo della propria pensione. In realtà non ce ne sarebbe alcun bisogno in considerazione dell’esistenza di un gran numero di motori di simulazione.
Accedendo ai vari siti web dei fondi pensione, ma anche di alcuni grandi quotidiani, come il Corriere della Sera o il Sole 24 ore, oppure a Mefop, ognuno è in grado di calcolarsi la propria pensione futura e di quella complementare qualora aderisse ad un fondo.
Questi motori sempre più sofisticati e sempre maggiormente attendibili, hanno un solo grande difetto, non l’esattezza della previsione, ma l’ufficialità. Solo quando la stima verrà da una pubblica istituzione, solo allora i lavoratori italiani crederanno veramente che quella potrebbe essere veramente l’importo futuro della loro pensione. L’Inps lo sa e forse proprio per questo frena, come fece già a suo tempo nel non divulgare i presunti importi pensionistici dei lavoratori parasubordinati. Perché si temeva e si teme che l’esatta conoscenza non potrebbe comportare unicamente la corsa ai ripari con l’adesione alla previdenza complementare, ma reazioni di altro genere di natura sociale.
Tuttavia sfidando questo scenario, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, lo scorso Luglio ha annunciato l’invio della busta arancione già entro la fine di quest’anno, in fase di «sperimentazione», per portare il lavoro a regime nel 2015. Sull’affidabilità del soggetto possiamo giudicare dal marasma che ha provocato quest’estate sul taglio delle pensioni, poi analogo annuncio avevano fatto Sacconi, Fornero e Giovannini. Per cui si è abituati da tempo ad annunci cui non fanno seguito fatti concreti ( la famosa “annuncite”). Anzi Giovannini dette pure un nome alla busta arancione. Si sarebbe chiamata ECI, Estratto Contributivo Integrato. L’Inps fece anche un annuncio ufficiale con messaggio del 30-05-2013 n. 8822.
In realtà l’Eci contiene una semplice rappresentazione dei contributi versati. raccoglie per ciascun lavoratore la sua storia lavorativa indipendentemente dall’Ente previdenziale di riferimento.
In un unico archivio informatico vengono raccolti per ciascun iscritto tutti i periodi con contribuzioni accreditate presso una o più gestioni previdenziali.
La consultazione di tale anagrafe consente al cittadino di verificare i dati relativi alla sua posizione contributiva complessiva presso i diversi Enti previdenziali disponendo così degli elementi informativi per programmare il suo futuro previdenziale con maggiore consapevolezza, ma non contiene nessuna simulazione.
Ma si sa che la speranza è l’ultima a morire e potrebbe essere la volta buona.
Nei Paesi nordeuropei, i lavoratori vengono periodicamente informati , in origine in Svezia le informazioni venivano veramente inviate per posta con una busta di colore arancione, contenente la contribuzione versata, le possibili date di pensionamento e, in base alla legislazione vigente al momento, anche su quanto presumibilmente percepiranno di pensione.
Anche negli Stati Uniti gli iscritti alla Social Security , l’Inps a stelle e strisce possono controllare e online alla loro posizione e sapere immediatamente a quanto ammonta la futura pensione con tre diverse ipotesi: se la prende appena scatta il diritto, o dopo 5 o 10 anni.
In Italia, dove si fa una riforma ogni sei mesi, il lavoro dei “ veggenti “del ministero del lavoro e dell’Inps diventa sempre più complicato, perché cambiano continuamente i parametri di riferimento.
L’entità dell’assegno, con il passaggio al contributivo, sarà strettamente collegata alla carriera che si farà, all’andamento quinquennale del Pil, alle dinamiche demografiche che incidono sia sul parametro di calcolo sia sulla data della pensione. La busta arancione Inps che gli italiani potrebbero ricevere nel corso del 2014, è una comunicazione contenente una serie di informazioni, sull’attuale situazione pensionistica, quindi:
• contributi versanti e il numero di quelli mancanti
• anno in cui sarà possibile andare in pensione
• possibilità di sapere attraverso una simulazione di calcolo elaborato telematicamente online sui siti istituzionali, a quanto ammonta l’assegno pensione.
Con questi elementi sarà più agevole definire il bisogno pensionistico e stabilire il quantum mancante per una pensione adeguata ai bisogni della vita quotidiana e agli imprevisti che la vita stessa ci presenta quanto meno te l’aspetti. Così si può decidere di aderire o meno ad un fondo pensione, versare la quota minima dell’1% dello stipendio oppure decidere un versamento maggiore e così via.
Ma sarà così? Sul sito governativo “passo dopo passo” pare che non c’è niente in merito.
Camillo Linguella

 

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