Superinps: la riforma può attendere

Scritto il alle 08:50 da [email protected]

stand inpsLa data di scadenza dell’incarico al commissario Inps si avvicina, ma non c’è nessuna traccia della riforma dell’ente di previdenza ed assistenza italiano. La “riformite” in questo caso non ha colpito.
Come sappiamo da un po’ di tempo, oltre il morbo di Ebola, di cui facciamo gli auguri di una rapida guarigione a tutti i malcapitati che ne sono colpiti, solo in Italia sono state rinvenute un paio di malattie sconosciute agli altri paesi, l’”annuncite” e “la riformite”.
Fortunatamente queste due gravi malattie a tutt’oggi hanno risparmiato l’Inps.
Nessuno ne parla e nessuno sa cosa succederà dal prossimo mese di ottobre, perché ci dovrebbe essere la nuova governance. Infatti il commissario sta per scadere e al suo posto vi dovrebbero essere i nuovi amministratori, previa approvazione della riforma dell’ente.
Vittorio Conti fu nominato lo scorso febbraio commissario dell’Inps dall’allora ministro del Lavoro, Enrico Giovannini dopo la defenestrazione di Antonio Mastapasqua, per un periodo di sei mesi, il tempo necessario di definire la riforma che nelle linee generali era già stata individuata sia dal Parlamento che dai precedenti governi Monti e Letta. Un ruolo, quello del traghettatore, che l’ex Bankitalia aveva già ricoperto in Consob nel 2010 quando la poltrona del presidente della vigilanza dei mercati finanziari era rimasta vacante per quasi un semestre tra l’uscita di scena di un altro inamovibile, Lamberto Cardia. Con la differenza che in quel caso Conti conosceva molto bene la macchina della Consob che ha lasciato nel 2013.
L’economista 71enne guiderà l’Inps fino al 30 settembre, termine che è stato fissato per la nuova governance dell’ente. Assurta a problema impellente nei giorni della espulsione di Mastrapasqua, ora il problema è caduto nel dimenticatoio, non rinvenendosi traccia in nessuna dichiarazione, intervista o slide. Forse dimentichi della scadenza vincolante, il tema sarà stato trasferito nel programma dei mille giorni
La nomina di Vittorio Conti come commissario straordinario del SuperInps, avvenuta quasi all’indomani della incorporazione dell’Inpdap e dell’Enpals, secondo alcuni aveva un significato ben preciso, quello di portare le pensioni degli italiani nella zona di influenza della Banca d’Italia, una delle poche istituzioni ancora affidabili e, aveva fatto sperare all’interno del mega ente, una attenta valutazione delle capacità e delle competenze nell’attribuzione, sia pure in maniera provvisoria, degli incarichi dirigenziali, fidando sulla terzietà del neo commissario.
Ma ahimè così non è stato. Anche ad una superficiale lettura del provvedimento sulla rotazione degli incarichi disposta a decorrere dal primo di questo mese, ci si accorge subito dell’evidente discriminazioni subita per esempio degli ex dirigenti generali Inpdap a favore di quelli dell’Inps. Questa politica chiaramente a cascata ha coinvolto tutto il personale. E’ chiaro che la tecnostruttura Inps ha tutte le leve del potere nelle sue mani. Oppure i buoni e capaci sono tutti da una parte e gli inefficienti dall’altra.

Se guardiamo le singole attribuzioni, lo spacchettamento di alcune funzioni e l’assegnazione di compiti “fantasma” a quasi tutti gli ex Inpdap si ha la conferma che non si è trattato di una normale rotazione di incarichi, come l’Istituto si è affannato a precisare con un comunicato stampa del 11 agosto 2014.

Basta guardare le 6 postazioni più importanti: Pensione, Posizione Assicurativa, Gestione delle Risorse umane, Welfare, Informatica e Bilanci. Sono passati da un dirigente Inps ad un altro. Se invece guardiamo ai progetti come “Presidio integrato per il contrasto ed il deflaziona mento (?) del contenzioso amministrativo e giudiziario interno ed esterno all’Istituto”, “Presidio sponsorizzazioni e valorizzazioni dei beni”, “Coordinamento integrato monitoraggio e ottimizzazione centro territorio” oppure “Sviluppo di un piano di attivazione delle azioni sinergiche con gli altri operatori coinvolti nelle attività di lotta all’evasione ed elusione contributiva”, sono tutti affidati ed ex Inpdap. Per carità anche questi sono compiti importanti, non si discute, ma la fotografia è questa.
Siffatta operazione è stata resa possibile dal convincimento che probabilmente l’incarico all’attuale commissario sarà prorogato perché il nuovo governo non ha messo in agenda il problema Inps oppure non ha deciso che soluzione adottare.
Secondo quanto era in ballo fino a Enrico Letta, si era indirizzati nella riproposizione del modello duale con qualche operazione di facciata per far contenti i sindacati. Quindi un organo di vigilanza e di indirizzo strategico dell’ente, nominato dalle parti sociali, sindacati e confindustria, con poteri nominalmente rafforzati e un Consiglio d’Amministrazione di 3/5persone, che se prima dovevano venire dalle istituzioni preposte alla vigilanza sui conti pubblici e sulla materia (Banca d’Italia, Rgs, ecc..) nominato dal governo, oggi forse sarà sufficiente che parlino toscano.
Fino ad ora il modello duale ha fallito. Non si capisce l’ostinazione a riproporre un modello che ha ampiamente dimostrato i suoi limiti.
Con questo modello l’ente è amministrato dal presidente/commissario e l’organo di vigilanza sostanzialmente non conta niente.
Bisogna avere il coraggio di abbandonare il cosiddetto modello duale, come stanno facendo molte società private e anche qualcuna pubblica, in primis la A2A, la società multi servizi dei Comuni Milano e Brescia.
Se contasse qualcosa comunque sarebbe paralizzante lo stesso. si dovrebbe avere presente un vecchio saggio proverbio napoletano “ Con molti galli a cantare, non spunta mai giorno”.
Occorre un Consiglio d’Amministrazione nominato dal governo, composto di persone di comprovata capacità manageriale oltre che competenza specifica, un amministratore delegato nominato fra una rosa di nomi proposta dalle parti sociali e un’assemblea dei soci sul modello di quello esistente per i fondi pensione negoziali, che ratifica la nomina gli organi, approva il bilancio e definisce le linee strategiche di indirizzo e si riunisce almeno due volte l’anno.
Il DG non dovrà più essere un organo, ma il soggetto al vertice della tecnostruttura .
Si farà?, ho molti dubbi, intanto i cittadini utenti ( non chiama moli clienti per carità) ed il personale dipendente ne subiscono le amare conseguenze.
Camillo Linguella

 

 

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0 (from 0 votes)
202 commenti Commenta

Articoli dal Network
DISCLAIMER : Qualsiasi informazione, notizia, nozione, previsione, valore, prezzo o tec
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) )
La formazione rimane un elemento centrale in ActivTrades che ha già preparato gli appuntamenti form
Deutsche Bank: trimestrale BOOM, ma forse i motivi sono molto più profondi di quanto possiate pen
Avvio tranquillo per il Ftse Mib che col passare dei minuti sembra prendere consapevolezza della pro
Elucubrazioni sparse: pensieri in una notte ricca di fulmini e saette. In una sera di mezza estat
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) )
Continua il momento positivo per la borsa USA e il COT conferma una tendenza positiva. Ma l'interm
Per tante motivazioni, più volte spiegate qui sul blog e nel video di TRENDS, l’oro è stato
Se cercavate il cigno nero, forse cercatelo in vesti diverse, magari mascherato con un parrucchi