Fondi pensione: investire in derivati si può

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borsa-cineseLe fasi della previdenza complementare sono essenzialmente tre:
1. quella dell’adesione quando, avendo maturato l’idea di iscriversi alla previdenza complementare, si deve scegliere la forma più adatta alle proprie esigenze: Fondo negoziale di categoria o fondo aperto oppure aderire ad un Pip (Piano Pensionistico Individuale).
2. Poi c’è la fase di accumulo per la quale l’aderente deve scegliere il comparto di investimento, quello garantito, quello prudente o dinamico, contenente ognuno varie combinazioni di rischio/rendimento. In questa fase il Fondo pensione deve far fruttare al meglio le risorse dei lavoratori senza dimenticare mai una oculata prudenza, trattandosi di risparmio previdenziale e non speculativo.
3. Infine c’è la fase di decumulo quando il montante accumulato viene restituito in forma di rendita. La pensione complementare si chiama appunto rendita.

Ognuna delle tre fasi è delicata, trattandosi di scelte che incidono sul tenore di vita della vecchiaia. Ma non c’è dubbio che la scelta più difficile è quella relativa agli investimenti.
I Fondi pensione in questi anni hanno affinato la loro capacità di gestione finanziaria diventando sempre più i protagonisti delle scelte degli asset senza rinunciare agli Advisor ed ai gestori finanziari, questi ultimi obbligatori per legge.
Dagli investimenti quasi esclusivi in prodotti più sicuri come i titoli di Statoe in attesa di trovare strumenti concreti per andare incontro alle PMI, oggi i portafogli dei Fondi Pensione comprendono strumenti finanziari più sofisticati, come i derivati ad esempio.
Il quasi default del Monte dei Paschi di Siena proprio a causa dei derivati ha riaperto la querelle su essi. Molti si stupiscono che la Covip, l’Autorità di Vigilanza images0XJZ2DAVsulla previdenza complementare e lo stesso Mef rendano legali e quindi possibili gli investimenti dei Fondi pensione in derivati invece di proibirli. In realtà i derivati, come sottolinea Certificatiederivati.it, sono strumenti del tutto legittimi, solo che vanno usati accortamente e non con una sfrenata follia speculativa.

Le prime indicazioni sugli investimenti previdenziali furono enunciati dal Mef con il DM 703/96, ormai superato e da tempo ne è prevista una riformulazione. Nel frattempo la Covip, con Delibera del 16 marzo 2012 recante Disposizioni sul processo di attuazione della politica di investimento ha imposto l’adozione di un documento degli investimenti nel quale i Fondi devono tracciare la loro strategia finanziaria.
Le scelte, la composizione azioni/obbligazioni e la durata media finanziaria (duration) della quota obbligazionaria devono essere coerenti con l’orizzonte temporale della gestione scelta. In tale ambito devono essere esplicitati gli aspetti etici, sociali e ambientali cui si intende dedicare attenzione nella gestione delle risorse. In caso di adozione di strategie a benchmark, devono essere riportati gli indicatori di mercato prescelti per rappresentare le classi di attività e il loro peso sul patrimonio del comparto, inoltre il documento deve riportare le valutazioni effettuate sull’opportunità dell’impiego di strumenti cosiddetti alternativi, derivati e OICR e le analisi compiute per individuare i rapporti rischio-rendimento associati a tali investimenti.
Le lacune nel funzionamento del sistema dei derivati negoziati sui mercati secondari (i cosiddetti over-the-counter, Otc), largamente riconosciuti come una delle fonti di maggior rischio per il settore finanziario, erano palesemente emerse già nel 2008 dopo i fatti della Lehman Brothers e il salvataggio di AIG nello stesso anno.

Per evitare questi pericoli, a fine marzo 2011 il Parlamento europeo ha definito il Regolamento Emir (European Markets and Infrastructure Regulation), per rendere l’impiego dei derivati più sicuro e trasparente.
Il 19/12/2012 la Commissione europea ha adottato nuove norme tecniche di regolamentazione e di attuazione per integrare gli obblighi già stabiliti sugli strumenti derivati OTC, le controparti centrali (CCP) e dei dati sulle negoziazioni previsto dal regolamento Emir . L’adozione di queste norme realizza l’impegno preso nel G20 a Pittsburgh nel settembre 2009, impedendo così che l’inadempienza di un contraente possa estendersi a tutto il mercato causandone il crollo, garantendo una visione trasparente del mercato.
Sulla base della nuova legislazione, l’Esma (European Securities and Markets Authority) monitorerà il funzionamento dei centri di raccolta dati sulle negoziazioni e potrà autorizzarne o rifiutarne la registrazione.
Essa potrà bloccare l’autorizzazione  di operare sul mercato  e, sempre in tema di autorizzazioni, sarà responsabile per dirimere eventuali dispute fra autorità nazionali.
Nel regolamento sono previste specifiche eccezioni alle norme generali di tutela in merito alle attività dei fondi pensione.
Per quanto riguarda nello specifico i fondi pensione – i cui contratti derivati non hanno generalmente una finalità speculativa, ma di copertura del rischio e di mantenimento della liquidità necessaria per lo svolgimento della specifica attività – l’obbligo di compensazione scatterà solo dopo tre anni, estendibile a cinque.
Camillo Linguella

 

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