Vivere con una pensione di scarsi 1000 euro

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copertinaCrescono le prestazioni pari a 300.300 miliardi di euro, +2,3%. Le spese per il personale sono di 2.235 miliardi di euro pari a -4,1%, Per acquisto beni e servizi 773 milioni di euro -51,2%. Esplode la spesa per ammortizzatori sociali. In sette milioni vivono con una pensione inferiore a 1000 euro mensili.

Martedì 14 ottobre 2014 è stato presentato nella Direzione Generale dell’Inps di Viale Ballarin a Roma, il Bilancio Sociale dell’Inps a cura del Civ, il Comitato di Indirizzo e Vigilanza. La relazione è stata svolta dal presidente del Civ Iocca, presenti il neo commissario Treu ed il ministro del Lavoro Poletti.
Il Bilancio sociale è uno strumento con il quale un’organizzazione rende conto ai portatori d’interesse (stakeholder) del proprio operato, rendendo trasparenti e comprensibili all’interno e all’esterno i programmi, le attività e i risultati.
Balza subito all’occhio il dato delle spese del personale in marcata diminuzione nonostante i compiti accresciuti e la forte contrazione delle spese per acquisto di beni e servizi. In questo caso si riparmia oltre il 50%. Qui i dati sono due, o si è tirata troppo la cinghia e fra un po’ le strutture ed i macchinari dell’Inps scricchioleranno da tutte le parti incapaci a reggere il peso di funzionamento, oppure prima c’era uno scialo senza limite.
L’Istituto ha gestito, nell’anno 2013, una massa finanziaria tra entrate ed uscite pari a circa 804 mld, di cui 210 mld derivanti dal gettito contributivo, 99 mld dai trasferimenti dallo Stato e oltre 303 mld destinati alle prestazioni istituzionali.
Nell’ambito delle prestazioni istituzionali la spesa per pensioni è risultata pari a circa 267 mld, di cui circa 242 riferiti alla spesa previdenziale e circa 25 a quella assistenziale, (di cui circa 17 mld per gli invalidi civili).
La spesa per prestazioni non pensionistiche nel 2013 è risultata, invece, pari a circa 36 mld, di cui circa 14 mld per ammortizzatori sociali al netto dei contributi figurativi e, i restanti 22 mld per prestazioni sociali (trattamenti di famiglia, maternità, ecc.).
Gli iscritti all’INPS sono 21.924.265 unità, mentre le imprese non agricole con lavoratori dipendenti sono risultate pari a 1.234.743.
Dal lato delle prestazioni l’Inps ha erogato 21.016.684 pensioni, mentre per quanto concerne gli ammortizzatori sociali ha corrisposto le relative prestazioni a 4.897.868 soggetti, dei quali 1.544.950 hanno beneficiato di interventi di cassa integrazione guadagni.

Nel corso del 2013 si è rilevata, per quasi tutte le categorie di lavoratori, una riduzione del numero degli iscritti. Rispetto al 2012, infatti, i lavoratori dipendenti del settore privato si riducono di 140.195 unità (-1,1%); i lavoratori pubblici di 64.491 unità (-2,1%); il complesso dei lavoratori autonomi di 32.563 unità (-0,7%); i parasubordinati di 226.905 unità (-13,2%) e i lavoratori dello spettacolo di 19.380 unità (-6,6%).

distribuzione per importi
Nel 2013 la spesa per gli ammortizzatori sociali, al netto dei contributi figurativi, è risultata pari 14.514 milioni, con un incremento di 1.982 milioni (+15,8%) rispetto ai 12.532 del 2012.
Se a tale importo si aggiunge la spesa per contributi figurativi di 9.077 milioni, abbiamo la spesa totale per ammortizzatori sociali sostenuta nel 2013, che è risultata pari a 23.591 milioni di euro, con un incremento di 938 milioni (+4,1%) rispetto ai 22.653 milioni del 2012.
Occorre, altresì evidenziare che la spesa complessiva (inclusi i contributi figurativi per complessivi 9,0 miliardi) è finanziata per il 38,3% dai contributi a carico di imprese e lavoratori e, per il 61,7%, dagli oneri a carico dello Stato.
Le nuove pensioni liquidate nel corso del 2013 sono 1.110.817 (-3,1% rispetto al 2012). Nell’ambito previdenziale si registrano 596.675 nuovi trattamenti, considerando anche le nuove pensioni ex INPDAP ed ex ENPALS, con un decremento complessivo del -5,3% rispetto al 2012. Il numero delle nuove prestazioni assistenziali (514.142) diminuisce del -0,5% rispetto all’anno precedente.

distribuzione per area
Il reddito pensionistico medio, inteso come la somma di tutti i redditi da pensione, sia di natura previdenziale che assistenziale, percepiti nell’anno, è pari a 1.296 euro mensili. La quota d’ importo complessivo annuo riservato alle donne è del 44,7% a fronte del 55,3% maschile, in quanto l’importomedio dei trattamenti percepiti si presenta più basso per le prime e corrisponde a 1.080 euro mensili rispetto a 1.546 euro per gli uomini.
La distribuzione dei redditi pensionistici per classi di importo mostra che quasi un pensionato Inps su due (43,5% pari a 6,8 milioni di individui) percepisce un reddito pensionistico medio inferiore a 1.000 euro mensili (tra questi il 13,4% al di sotto di 500 euro) per una spesa annua complessiva di 52,4 miliardi di euro pari al 19,7% del totale della spesa.
Il 26,0% (4 milioni) si colloca nella fascia tra 1.000 e 1.500 euro medi mensili con un totale di 66,2 miliardi di euro di spesa annua (pari al 24,9% della spesa complessiva). Un ulteriore 15,0% (2,3 milioni di cittadini) percepisce un reddito da pensione compreso fra 1.500 e 2.000 euro, pari a 53 miliardi di spesa l’anno (20,0%).Infine, per il rimanente 15,7% di beneficiari (2,5 milioni) il reddito pensionistico supera i 2.000 euro mensili assorbendo il 35,4% della spesa annua con 94,0 miliardi di euro. Tra questi, il 4,3% (676 mila pensionati) riscuote pensioni di importo superiore a 3.000 euro al mese per un totale di 38 miliardi di spesa annua, pari al 14,4% della spesa complessiva.
cl.

 

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1 commento Commenta
cocooners
Scritto il 22 ottobre 2014 at 19:02

Ma dove vogliamo andare??
Cito “15,7% di beneficiari (2,5 milioni) il reddito pensionistico supera i 2.000 euro mensili assorbendo il 35,4% della spesa annua con 94,0 miliardi di euro”
Se il 16% scarso si pappa il 35% di risorse forse qualche iniquità c’è! Costano quasi come il 41% di persone delle 2 fasce di pensione inferiore!

Quanto manca perchè provino a nazionalizzare anche i nostri di fondi pensione?
Già sono li a guardare al “tesoretto” chiedendo che i fondi investano in infrastrutture italiane…
Non c’è speranza!! http://www.cocooners.it – La tana dei risparmiatori

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