Adesione senza tfr

Scritto il alle 08:56 da [email protected]

distributori_automaticiOrmai della legge di stabilità sappiamo tutto. Dietro l’elargizione del bonus di 80 euro per le future mamme si nasconde un lungo elenco di tagli. A parte la banale considerazione che non saranno 80 euro lordi mensili a incentivare le nascite per coloro che mensilmente fra marito e moglie portano a casa ogni mese 6900 euro (tanto è il reddito annuo lordo di 90.000  euro diviso 13), dietro c’è tutto un sistema di blocco di contratti, riduzione di servizi, distruzione del futuro per i lavoratori.
Fra le tante misure demolitrici, a parte quelle sul lavoro, che è contenuta in un provvedimento a parte, il mitico Jobs Act, l’altro fiore all’occhiello della manovra è l’erogazione del tfr in busta paga.
Per avere le quote maturate da gennaio in poi i richiedenti pagheranno più tasse, come si pagheranno più tasse per il tfr e più tasse pagheranno gli eventuali ostinati a voler essere iscritti alla previdenza complementare.
Riepiloghiamo le previsioni governative. Per prima cosa bisogna ancora una volta ribadire che le leggi non sono fatte per essere comprese da un cittadino medio. Già gli addetti ai lavori si devono munire di google e di aspirine per districarsi fra i commi, i sottocommi, i combinati disposti e le “smi” che non ha niente a che vedere con il servizio militare, ma è l’acronimo di “successive  modifiche e integrazioni”. Se proprio ci si vuole approfondire senza aspettare i sunti dei media, bisogna però aspettare i testi coordinati che in genere dopo qualche mese o anno vengono pubblicati da qualche parte. E anche in questo caso internet soccorre.
Ma non divaghiamo.
Il tfr è disciplinato all’art 6. L’ho sfrondato un po’ per renderlo più comprensibile.
Art. 6
(T.F.R. in busta paga)
In via sperimentale, dal 1° marzo 2015 al 30 giugno 2018, i lavoratori dipendenti del settore privato, esclusi i lavoratori domestici ed i lavoratori del settore agricolo, che abbiano un rapporto di lavoro da almeno sei mesi presso il medesimo datore di lavoro, possono richiedere al datore di lavoro medesimo, di percepire la quota maturanda di cui all’articolo 2120 del codice civile ( cioè il Trattamento di fine rappoprto), compresa quella eventualmente destinata ad una forma pensionistica complementare di cui al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252. La quota del tfr è assoggettata a tassazione ordinaria, e non è imponibile ai fini previdenziali. La manifestazione di volontà, è irrevocabile fino al termine del 30 giugno 2018. Queste disposizioni non si applicano ai datori di lavoro sottoposti a procedure concorsuali e alle aziende dichiarate in crisi. In mancanza di richiesta di avere il tfr in busta paga, il tfr viene accantonato secondo quanto stabilito dalla normativa vigente”.

Il comma 2 prevede che “Ai soli fini della verifica dei limiti di reddito complessivo di cui all’articolo 13, comma 1-bis, del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, come sostituito dall’articolo 4, comma 1, non si tiene conto delle somme erogate a titolo di parte integrativa della retribuzione di cui all’articolo 1, comma 756-bis, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, introdotto dal comma 1 del presente articolo”
Dovrebbe significare che la parte integrativa della retribuzione dovuta al tfr non fa superare i limiti di reddito per mantenere il diritto al bonus degli 80 euro.

L’aumento della tassazione ai fondi è contenuto nell’art. 44
Art. 44
(Contrasto all’evasione e altre misure)
1. All’articolo 17, comma 1, del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, le parole “11 per cento” sono sostituite con le parole “20 per cento”.
Detto così questo comma contenuto in un articolo dedicato al contrasto all’evasione e misure affini, facendo pensare al contrabbando o altro induce il lettore comune a saltarlo a piè pari. Invece è quello che aumenta la tassazione sui fondi pensione, o meglio sui rendimenti finanziari delle forme di previdenza complementare. Essa già era stata aumentata a giugno scorso con il decreto legge irpef, quello del bonus, dall’11 all’11.50% per il 2014. Ora viene riaumentata al 20%.
Anche il 3 comma dello stesso articolo, dedicato alla lotta all’evasione non capisce facilmente dove va a parare. Infatti così recita:” All’articolo 11, comma 3, del decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 47, le parole “11 per cento” sono sostituite con le parole “17 per cento”.
Significa che aumenta la tassazione anche per la rivalutazione del tfr. Il tfr è rivalutato annualmente per legge dell’1.5% più lo 0.75% dell’inflazione.Su questa rivalutazione si pagherà il 6% in più.
In questo bailamme di norme sembra chiara una cosa: gli iscritti alla previdenza complementare posso chiedere anch’essi l’anticipo del tfr mensile mantenendo l’adesione al Fondo pensione o altra forma di previdenza complementare.

La posizione pensionistica, fino alla cessazione del triennio sperimentale, sarà alimentata unicamente dal contributo del lavoratore, dal contributo del datore di lavoro e dai rendimenti finanziari, seppur ridotti dal’aumento della tassazione.
Se i dipendenti già iscritti possono rimanere tali senza il versamento delle quote del tfr, ci si chiede allora, i dipendenti che volessero iscriversi  per la prima volta dal 2015 in poi, possono farlo senza il conferimento del tfr, almeno per il triennio sperimentale? Dovrebbe essere di si.
In sede di approvazione si dovrà chiarire bene questo punto che diventa molto importante. Perché verrebbe ad essere sciolto un nodo fondamentale che ha impedito finora il decollo della previdenza complementare: il versamento del Tfr ai Fondi pensione.
Per il fondo Perseo Sirio sarebbe una mano santa.

Anche se l’anticipo del tfr non riguarda i dipendenti pubblici, questa specifica norma dovrebbe essere estesa al pubblico impiego. Verrebbe a cadere uno degli ostacoli che maggiormente hanno bloccato l’avvio della complementare fra i dipendenti della Pubblica Amministrazione.
Così verrebbe a cadere, per coloro che sono stati assunti prima del 2001 anche l’obbligo, in caso di adesione ad Espero e Perseo-Sirio, di scegliere di trasformare la propria liquidazione in Tfr.
Camillo Linguella

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