Nuova indagine della Bicamerale sui Fondi pensione

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Commissione riunitaLa Commissione Bicamerale di Vigilanza sugli enti di previdenza ha disposto un’indagine conoscitiva sul risparmio previdenziale da parte dei Fondi pensione e Casse professionali, con riferimento agli investimenti mobiliari e immobiliari, e tipologia delle prestazioni fornite, anche nel settore assistenziale.
Sovente in passato in molti paesi il Senato o istituzioni similari, si veda la Camera dei Lord, non era elettiva, i senatori erano nominati direttamente dal sovrano che li sceglieva fra i suoi accoliti più fidati che a volte erano anche a persone competenti. Questi rispondevano solo al re e non agli elettori, si diceva, per sottrarli alla demagogia e permettere di agire nell’interesse esclusivo del proprio paese, oppure, nel caso del Regno Unito citato, vi si accedeva per diritto ereditario.
Ora la riforma del Senato, in programma in Italia, quando si realizzerà, porterà ad una sintesi fra queste due modalità, nomina dall’alto e diritto ereditario (perché le scelte saranno fatte fra clan politici stabili).
In quest’ambito non si sa che fine faranno le commissioni bicamerali. Se saranno soppresse, dubito che se ne accorgerà o se ne lamenterà qualcuno. In genere con lo spostamento del potere reale all’esecutivo che fa tutto, leggi, decreti, inchieste, e nel tempo residuo prova a governare, le commissioni bicamerali producono solo ponderosi documenti, a volte anche interessanti, ma che non incidono su nessun versante e non portano da nessuna parte. Comunque finchè ci sono, cercano di svolgere alla meno peggio i compiti affidati dalle leggi varate in passato.
La Commissione Bicamerale di vigilanza sugli enti di previdenza e di assistenza è stata istituita dall’articolo 56, comma 1, della legge 88/89, concernente la ristrutturazione dell’INPS e dell’INAIL ed esercita il controllo parlamentare sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, vigilando in particolare:
– sull’efficienza del servizio, sull’equilibrio delle gestioni e sull’utilizzo dei fondi disponibili;
– sulla programmazione dell’attività degli enti e sui risultati di gestione in relazione alle esigenze dell’utenza;
– sull’operatività delle leggi in materia previdenziale e sulla coerenza del sistema con le linee di sviluppo dell’economia nazionale.
E’ composta da nove senatori e nove deputati nominati proporzionalmente ai vari gruppi parlamentari, esplica la propria competenza attraverso l’esame dei bilanci preventivi e consuntivi degli enti, che si conclude con l’approvazione di considerazioni conclusive, le quali confluiscono poi nella relazione annuale al Parlamento. Nel caso lo ritenga necessario, può chiedere l’audizione di rappresentanti degli enti medesimi.
La Commissione esercita la propria attività di controllo e vigilanza anche attraverso lo svolgimento di indagini conoscitive.
Forte di queste competenze la Bicamerale appena lo scorso luglio aveva prodotto un documento complessivo sulla previdenza complementare e sull’ utilizzo del risparmio previdenziale di questa a sostegno dell’economia reale del Paese e per il rilancio delle adesioni.
Il documento poteva costituire una buona base di stimolo e di riflessione per l’impiego del patrimonio previdenziale dei Fondi in favore dell’economia, in quanto conteneva alcune indicazioni concrete. Il governo, per ovviare alla contrazione dei finanziamenti alle imprese, oltre a incentivare il credito, secondo la Commissione dovrebbe favorire il reperimento di risorse finanziarie con modalità alternative rispetto al ricorso ai prestiti bancari, cioè dai Fondi pensione che devono essere facilitati nella raccolta delle adesioni.
E si è visto poi come il governo ha risposto con la legge di stabilità a queste indicazioni.  Come si dice “mettendo il carico da dodici” con la possibile sottazione del tfr e l’aumento di tassazione dei rendimenti. Misure che come era prevedibile sono state interamente confermate alla Camera, anche se le anime ingenue e speranzose sono convinte che al Senato qualcosa cambierà.

Intanto la  Commissione  ci riprova.
Nell’ambito dei nuovi compiti ad essa assegnati dalla legge n. 147/2013 (Legge di stabilità per il 2014), che ne ha esteso le competenze di vigilanza all’intero settore previdenziale ed assistenziale, intende svolgere una indagine conoscitiva sulla « Gestione del risparmio previdenziale da parte dei Fondi pensione e Casse professionali, con riferimento agli investimenti mobiliari e immobiliari, e tipologia delle prestazioni fornite, anche nel settore assistenziale », con l’obiettivo di effettuare una ricognizione complessiva dell’assetto economico-finanziario delle Casse professionali e delle ulteriori forme pensionistiche e assistenziali complementari (fondi pensione, piani pensionistici individuali e fondi sanitari integrativi) che consenta di verificare, da un lato, le modalità di gestione del risparmio
previdenziale da parte dei Fondi pensione e delle Casse professionali, sia con riguardo alla componente mobiliare che immobiliare; dall’altro la coerenza delle varie politiche di investimento e degli asset allocation adottati.
Nel corso dell’indagine conoscitiva si procederà quindi ad un accertamento delle tipologie e modalità (dirette/indirette) di investimento più utilizzate; i rendimenti conseguiti con una analisi del relativo rischio; una analisi quantitativa e qualitativa sulla destinazione del risparmio previdenziale in programmi di investimento a sostegno dell’economia reale e le relative prospettive evolutive; l’adeguatezza del quadro normativo vigente e le eventuali proposte migliorative atte a favorire il consenso dei soggetti previdenziali ad investire in iniziative di supporto all’economia reale.
Un ulteriore ambito di attività avrà per oggetto l’approfondimento della operatività gestionale del servizio e delle prestazioni rese dalle singole Casse dei professionisti ( giornalisti, avvocati, consulenti del lavoro ecc…) nei confronti dell’utenza – sia in termini di efficienza che di economicità nonché delle tipologie delle prestazioni erogate sia nel settore previdenziale sia nel settore assistenziale, settore quest’ultimo che appare in notevole espansione –, anche nella prospettiva di offrire elementi di riflessione circa ipotesi di razionalizzazione e semplificazione della attuale struttura organizzativa che vede professioni affini appartenere a enti distinti.
Nell’ambito dell’indagine la Commissione intende pertanto procedere all’audizione dei seguenti soggetti:
Ministro del lavoro e delle politiche sociali;
Ministro dell’Economia e delle Finanze;
Ministro della salute;
COVIP (Commissione di vigilanza sui Fondi pensione);
Principali organismi (Sim, SGR, Sicav, eccetera) operanti nell’ambito gestionale dei Fondi pensione e dei patrimoni delle Casse professionali e loro organizzazioni rappresentative (AssoFondiPensione, Assogestioni, Assoprevidenza);
Esponenti del mondo universitario ed esperti di settore;
Esponenti delle OO.SS. e delle rappresentanze datoriali (Confindustria, Abi, Ania, Federagenti, eccetera);
Rappresentanti degli organi di gestione delle risorse finanziarie delle Casse e Fondi pensione (presidente, direttore generale, comitati di gestione);
Esponenti della Banca d’Italia;
Esponenti della CONSOB e IVASS;
Esponenti del MEFOP;
Esponenti del MEF-Ragioneria generale dello Stato.
La Commissione, con proprie delegazioni, si riserva di partecipare a convegni e seminari su tematiche oggetto dell’indagine, nonché di svolgere missioni ove ritenute necessarie.
L’indagine dovrà concludersi entro il 31 dicembre 2015.

Camillo Linguella

 

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