I controlli nella previdenza complementare

Scritto il alle 08:54 da [email protected]

bancaI controlli sulle risorse della previdenza integrativa sono rigorosi e costanti per metterle al riparo da qualsiasi tempesta. Tale attenzione si spiega perché riguarda il risparmio previdenziale di milioni di lavoratori e non il mero risparmio finanziario speculativo.

Le tempeste finanziarie, al pari di quelle meteorologiche, si scatenano con intensità devastanti sempre maggiori. Il povero malcapitato non sa dove ripararsi. Sotto un albero può essere colpito da un fulmine, dentro la macchina può essere trascinato da improvvisi fiumi di fango. Deve solo sperare che tutto passi presto salvando la pelle.
Confesso che sull’ultimo tshunami finanziario relativo al mutato rapporto di cambio franco svizzero/ euro, non ci ho capito granchè e forse neppure gli esperti del settore, né si sa come andrà a finire. Grosso modo la Svizzera tempo fa aveva stabilito un cambio fisso con l’euro ad 1.20, cioè per avere una moneta svizzera occorreva sborsare un euro e venti centesimi. All’improvviso questo rapporto fisso è stato tolto. Da una parte le borse europee sono diventate tutte positive, l’euro si è deprezzato e dall’altra in molti paesi si fa la fila ai bancomat per ritirare quanto più euro possibile. Questo tralasciando la caduta del prezzo della benzina e la revisione della crescita del Pil fatta da Bankitalia, + 0.4% rispetto alla stima governativa di un più 1.2%, per non mettere troppa carne al fuoco.
Comunque va da sé che osservando le acrobazie di quest’otto volante finanziario emerge la preoccupazione di coloro che hanno affidato i loro risparmi a soggetti terzi, come Sim, Società di investimento mobiliari, Assicurazioni e Fondi pensione. Perchè pur sapendo che costoro sono soggetti specializzati e che conoscono (teoricamente) più di noi, il funzionamento della finanza, un po’ di inquietudine serpeggia agevolmente nei nostri pensieri.
Ma per quelli che hanno investito nei fondi pensione, rispetto ad altre forme di investimento, c’è da stare più tranquilli.

Gli investimenti per il futuro previdenziale sono sottoposti a controlli sistematici attenti e costanti.

All’interno di un fondo negoziale di categoria ci sono diversi organi deputati al controllo.
Il primo organismo è il Consiglio di Amministrazione che oltre alla funzione deliberativa, svolge anche quella di supervisione e controllo.
Oltre al controllo stabilito per legge al Collegio dei Sindaci, ulteriori attività si vigilanza e controllo vengono svolte da:
la direzione generale del Fondo (direttore e/o responsabile del Fondo)
il controllo interno, ovvero da colui/coloro che svolgono la funzione di controllo interno.
la funzione Finanza
l’advisor.
I vari organismi hanno il compito di controllare, in maniera più o meno incisiva, su alcune o tutte le attività del Fondo, che siano svolte nell’interesse degli iscritti e secondo quanto previsto dalla legge.
Esistono quindi molte forme di controllo interne al Fondo che già costituiscono una solida barriera contro gestioni azzardate, ma soprattutto ci sono quelle esterne, la Banca depositaria e la Covip con un unico scopo comune, quello di tutelare l’iscritto al Fondo e i suoi risparmi previdenziali.

Il Collegio dei sindaci
La preminente funzione di controllo svolta dal collegio sindacale, è prevalentemente diretta nei confronti degli amministratori. Innanzitutto, ai sensi dell’art. 2403, I comma, cod.civ. il collegio sindacale deve vigilare sull’osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione ed in particolare sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato e sul suo concreto funzionamento. Inoltre rispetto al dovere di controllo c’è  quello rappresentato dalla possibilità di impugnare le deliberazioni del consiglio di amministrazione (artt. 2388 e 2391 cod.civ.).
Le attribuzioni affidate al Collegio dei Sindaci sono riportate generalmente negli statuti dei fondi. Tutti i componenti del Collegio devono possedere i requisiti di onorabilità e professionalità, e trovarsi in assenza di cause di ineleggibilità e incompatibilità, come stabilisce la legge.

La funzione finanza
Già da tempo è invalsa la prassi, in molti fondi, di costituire dei gruppi di lavoro, delle commissioni specifiche in seno ai Cda per approfondire meglio le tematiche da discutere e deliberare nelle sedute plenarie dei Consigli medesimi, avendo svolto un lavoro preparatorio specifico. La Commissione finanza e/o Funzione finanza, a prescindere dall’advisor naturalmente. non è una struttura separata dalla struttura del fondo. Di norma i membri sono dei consiglieri e quindi risponde sempre e comunque al CdA, si rapporta con il Direttore e al Responsabile del Fondo (quando le figure non coincidono), contribuisce all’impostazione della politica di investimento, effettua l’ istruttoria per la selezione dei gestori e propone al CdA l’affidamento o la revoca dei mandati, verifica la gestione e invia periodiche relazioni a CdA e agli organi di controllo specificatamente sul grado di rischio/rendimento. Effettua relazioni straordinarie oltre al controllo dei gestori ( la documentazione dei controlli deve essere conservata per dieci anni).
L’adivsor
L’ advisor esterno svolge una pluralità di compiti che spaziano dalle raccomandazioni di asset allocation strategica e tattica, cioè suggerire come fare gli investimenti, al controllo dei rischi di portafoglio. Ciò avviene anche per espressa richiesta dei Fondi Pensione , che prediligono, per motivi dimensionali, una semplificazione della struttura organizzativa. Tra i requisiti che l’Advisor dei Fondi Pensione deve possedere, la Covip indica la competenza professionale e l’indipendenza dai soggetti incaricati alla gestione dei Fondi. Il tema dell’indipendenza del consulente, che trova un esplicito richiamo nella Direttiva di revisione della Mifid, è di fondamentale importanza al fine di eliminare i potenziali conflitti di interesse che possono insorgere ai danni dei partecipanti ai Fondi Pensione.

La Banca Depositaria
Tutte le società e le aziende, ma anche le semplici associazioni, per svolgere i loro compiti in genere si servono di un istituto bancario. Quindi anche i Fondi pensione. Ma con un quid in più.
Nei fondi pensione la banca non ha un ruolo neutro, ma ben definito dalla legge.
La presenza della Banca Depositaria è una caratteristica del sistema dei Fondi pensione italiani, che nasce per assicurare ancora più tutela agli iscritti. Secondo la normativa vigente, il Fondo deve dotarsi di un unico soggetto incaricato al ruolo di Banca Depositaria, scelta con una procedura pubblica. Per svolgere tale funzione, deve essere autorizzata preventivamente dalla Banca d’Italia, che verifica la conformità a precisi requisiti, sia patrimoniali che ed organizzativi. L’art. 7 del Decreto legislativo 252/2005 ha definito meglio i compiti assegnati alla banca depositaria.
I principali compiti ad essa affidati sono riconducibili al controllo e alla custodia. Relativamente al controllo la banca depositaria verifica il rispetto dei limiti di legge quelli contrattuali, di Statuto e del Regolamento e delle convenzioni di gestione; esercita il controllo della correttezza del calcolo del valore della quota, verifica la congruità della valorizzazione del patrimonio del Fondo e conseguentemente riferire al Fondo e alla Covip eventuali irregolarità riscontrate. L’attività di custodia si concretizza nel conservare in appositi conti correnti e conti deposito il patrimonio del Fondo. Il patrimonio del fondo, affidato in custodia alla Banca Depositaria, costituisce un patrimonio separato. Il fatto che la banca depositaria possa riferire immediatamente alla Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip) le eventuali irregolarità riscontrate nella gestione del Fondo, crea un legame diretto fra le funzioni di controllo e garanzia esercitate.
Società di revisione
Alla Società di Revisione sono affidati compiti di revisione legale, cioè l’insieme di procedure e controlli atti a identificare i rischi di errori significativi in bilancio e individuare gli opportuni criteri adeguati alla valutazione di detti rischi.

Controllo Interno

Assicura una costante azione di verifica del regolare svolgimento delle attività del Fondo, al fine di prevenire o rilevare l’insorgere di comportamenti anomali; verificare che lo svolgimento delle attività del Fondo avvenga in coerenza con gli obiettivi, gli indirizzi e le deliberazioni del CdA; valutare l’efficacia e l’adeguatezza del sistema dei controlli interni del Fondo, ai diversi livelli (operativo, gestionale, strategico); vigilare sul rispetto della normativa interna ed esterna in materia di regolarità tecnico – amministrativa e assicurare supporto agli altri Organi nelle aree di competenza. Inoltre, effettua verifiche periodiche, sulla base di una metodologia uniforme, fornisce i risultati di tali verifiche e monitora che vengano adottati eventuali interventi richiesti.

Commissione di vigilanza (COVIP)

È l’autorità amministrativa indipendente che ha il compito di vigilare sul buon funzionamento del sistema dei fondi pensione, a tutela degli aderenti e dei loro risparmi destinati a previdenza complementare. La funzione che è chiamata a svolgere è essenzialmente quella di garantire ed assicurare la trasparenza e la correttezza nella gestione e nell’amministrazione dei fondi pensione. A tal fine: autorizza i fondi pensione ad esercitare la propria attività e approva i loro statuti e regolamenti, tiene l’albo dei fondi pensione autorizzati ad esercitare l’attività di previdenza complementare, vigila sulla corretta gestione tecnica, finanziaria, patrimoniale e contabile dei fondi medesimi e sull’adeguatezza del loro assetto organizzativo, assicura il rispetto dei principi di trasparenza nei rapporti tra i fondi pensione ed i propri aderenti, cura la raccolta e la diffusione delle informazioni utili alla conoscenza dei problemi previdenziali e del settore della previdenza complementare.
C’è da dire che finora tutti questi organi,  hanno svolto egregiamente i loro compiti in quanto i fondi se la sono cavata egregiamente in tutti questi anni assicurando sempre rendimenti che sono stati più vantaggiosi di quelli della rivalutazione automatica del tfr. Rivalutazione che diventa sempre meno consistente, sia perché con l’inflazione negativa si rivaluta del solo tasso fisso dell’1.5%, sia per l’aumento della tassazione su questa rivalutazione, che dall’11%, con la recente legge di stabilità è stata elevata al 17%.
Camillo Linguella

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0 (from 0 votes)
Tags: , ,   |
Nessun commento Commenta

Articoli dal Network
FTSE Mib: Apre in lieve ribasso il listino italiano dopo aver evidenziato ieri una seduta interloc
Come già detto negli ultimi giorni continuiamo ad ignorare i dati provenienti dall'economia ame
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016 (range 15017/21194 ) ) [ us
Per informazioni e prenotazione del corso: Ing. Francesco Filippi [email protected]
Oggi rinnoviamo la previsione del FTSEMIB nel medio lungo periodo. Come possiamo vedere dall’im
Lo abbiamo scritto più volte, le banche centrali, sono le principali responsabili di questa cri
FTSE Mib: il listino italiano oggi in apertura conferma il rimbalzo delle due sedute precedenti anda
A conclusione del confronto svolto con le Organizzazioni sindacali sugli interventi di natura social
Non ci sono particolari novità, anche se lo SP500 ha dato qualche segnale di debolezza. La situaz
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016 (range 15017/21194 ) ) [ us