Riforma pensioni, se ne parlerà fra un anno

Scritto il alle 09:02 da [email protected]
La Solfatara di Pozzuoli

La Solfatara di Pozzuoli

Tre elementi dominano la scena “lavoro e previdenza”: il jobs act ed i suoi reali effetti, l’insediamento di Boeri ed il suo discorso programmatico e l’avvio dell’operazione Tfr in busta paga. Poi ce n’è un quarto non sottolineato abbastanza: per la riforma delle pensioni se ne parlerà fra un anno.

Il campo  “lavoro e previdenza” assomiglia sempre di più alla Solfatara di Pozzuoli, con  il suo ribollire di fanghiglia e le esalazioni sulfuree che inquinano l’aria. Non a caso gli antichi vi avevano individuato la porta per accedere agli Inferi.
Sul “ giobat” non mi pronuncio perché non ho gli elementi  né competenza per formulare qualsiasi giudizio, però se i datori di lavoro esprimono soddisfazione ed i dipendenti quantomeno delle perplessità, qualche significato ci deve essere.
Sull’insediamento di Boeri ed il suo discorso, a dirla tutta, è sembrato più un discorso di un ministro del Lavoro in pectore che il presidente di una struttura operativa della Pubblica Amministrazione, qual è in effetti l’Inps, e sul tfr in busta paga, mentre si attendono i dati concreti di adesione, la Confesercenti ha divulgato un sondaggio dal quale emergerebbe che  solo il 6% sarebbe intenzionato a chiederlo.
Attorno a questi punti c’è un gran fiorire di richieste di modifiche della riforma Fornero, rese più urgenti dopo la bocciatura del referendum abrogativo.
Sintetizzo le richieste di modifiche più comuni e convergenti.
Dover lavorare fino a 67 o peggio ancora fino a 70 anni aumenta il rischio di malattia e di infortuni oltre che di disagio individuale, il calcolo della pensione con gli attuali coefficienti è discriminante, la discontinuità dei lavoro (jobs act non a caso è plurale: jobs act e non job act, “legge sui lavori” e non “legge del lavoro”) produce rendite molto basse.
Questi i punti critici sostanziali: l’età pensionabile molto alta, il calcolo della pensione legato alla speranza di vita, l’inadeguatezza della pensione stessa.
Il punto nodale è il corretto calcolo dei coefficienti di trasformazione, quello che moltiplicato per il montante accumulato presso l’Inps dà l’importo della pensione.
E’ l’elemento meno gettonato perché meno conosciuto.
I coefficienti di trasformazione sono il fulcro della determinazione della rendita. Ispirati al modello svedese, ne differiscono sostanzialmente.
Una diversità molto rilevante fra il sistema svedese e quello italiano concerne l’aggiornamento dei coefficienti di trasformazione, reso necessario dal continuo aumento della speranza di vita. La procedura svedese si distingue  soprattutto perché garantisce a tutti gli individui appartenenti ad una data coorte demografica gli stessi parametri di calcolo della rendita.
In Svezia si può andare in pensione da 61 a 67 anni. La procedura di aggiornamento svedese prevede che

1) all’inizio dell’anno che precede quello in cui una coorte si affaccia all’età pensionabile (61 anni), alla coorte stessa vengano notificati dei coefficienti aventi ‘valenza temporanea’ ovvero relativi alle sole età comprese fra i 61 e i 64 anni, calcolati utilizzando le tavole di sopravvivenza basate sul quinquennio precedente l’anno in cui la coorte compie 61 anni; 2) all’inizio dell’anno che precede quello in cui la coorte compie 65 anni i coefficienti vengono calcolati nuovamente per tutte le età da 65 anni in poi utilizzando le tavole di sopravvivenza del quinquennio precedente;

3) sempre nell’anno in cui la coorte compie 65 anni la rendita dei lavoratori che sono andati in pensione tra i 61 e i 64 anni viene ricalcolata applicando il coefficiente relativo ai 65-enni.
In Italia la normativa vigente prevede l’aggiornamento dei coefficienti ogni tre anni, dal 2019 ogni 2. I nuovi coefficienti si applicano a tutti coloro che si ritirano dal lavoro per anzianità o vecchiaia dopo la data di aggiornamento.

Tale procedura crea  situazioni di evidente disparità di trattamento tra coloro che si ritirano prima e coloro che si ritirano dopo l’aggiornamento.
Vista la tendenza all’allungamento della speranza di vita degli individui, i coefficienti di trasformazione sono  ridotti in occasione del loro aggiornamento e ciò crea condizione di favore per coloro che decidano di pensionarsi poco prima della data di aggiornamento dei coefficienti.
La riforma eventuale delle pensioni non può prescindere dalla revisione dei coefficienti  utilizzando il sistema pro-rata o quello delle coorti.
Un’altra richiesta che viene fatta è quella di  inserire elementi correttivi sul funzionamento del sistema contributivo che evitino ripercussioni sulle pensioni, prevedendo un tasso di capitalizzazione minimo contro le svalutazioni.

Va anche radicalmente ripensata la gestione separata INPS.

Al momento il cuore delle richieste è costituito dall’accesso flessibile al pensionamento.
I più chiedono di ripristinare i meccanismi di flessibilità nell’accesso alla pensione a partire dall’età minima di 62 anni oppure attraverso la possibilità di combinare età e contributi, senza ulteriori penalizzazioni che sono già insite nel sistema contributivo.
In sostanza si tratta di restituire ai dipendenti  il diritto di decidere a quale età andare in pensione. In quest’ottica deve anche essere ripresa la questione del pensionamento dei lavoratori che svolgono attività particolarmente faticose e pesanti e della loro diversa aspettativa di vita. Anche la penalizzazione sul calcolo della pensione, prevista in caso di pensione anticipata con oltre 41/42 anni di contributi ad età inferiore a 62 anni, deve essere completamente eliminata, perché continua a penalizzare i lavoratori precoci che svolgono in prevalenza attività manuali.
In ogni caso eventuali ulteriori interventi sulla pensione anticipata non possono continuare a penalizzare le donne.
Nella sua proposta di legge sulla flessibilità dei pensionamenti, Damiano ricorda che si parla della possibilità di accedere alla pensione con 62 anni di età e 35 anni di contributi rinunciando all’8% dell’assegno pensionistico. Quell’8%, però, diminuirà di due punti percentuali l’anno man mano che avanza l’età per sparire del tutto al raggiungimento dei 66 anni, età in cui l’assegno pensionistico tornerà ad essere al 100%. Un’alternativa potrebbe essere il progetto “quota 100”, da lui stesso promosso: La Quota 100 si raggiunge dalla somma data tra età anagrafica e contributiva, insieme ai due parametri che saranno composti autonomamente dai lavoratori, ad esempio: 62 anni di età più 38 anni di contributi o 63 anni di età più 37 anni di contributi. L’estensione della pensione contributiva anche agli uomini  con 57 anni di età e 35 anni di contributi attualmente riservata solo alle donne ( c.d. opzione donna).
Rispetto a tutto questo ribollire di proposte, i cui effetti sulla spesa pensionistica non sono stati quantificati, ma che dovrebbero tuttavia garantire l’equità attuariale ( tanto entra nelle casse e tanto spendo), il ministro del Lavoro Poletti che aveva appreso la nomina di Boeri a cose fatte, ha rinfrescato le sue promesse di occuparsi delle pensioni, dopo che anche Boeri si era dichiarato favorevole e si è dichiarato disposto a rivedere la riforma Fornero, ma solo nella legge di stabilità 2016, cioè fra un anno.
E’ sulla previdenza complementare, l’unico strumento realistico per innalzare il quantum pensionistico individuale? Meglio non sollevare più alcuna richiesta perché il risultato sarebbe un altro provvedimento penalizzante.
Camillo Linguella

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 6.5/10 (2 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0 (from 2 votes)
Riforma pensioni, se ne parlerà fra un anno, 6.5 out of 10 based on 2 ratings
Nessun commento Commenta

Articoli dal Network
Concerti segreti, mostre di artisti emergenti, presentazioni di libri e chef, pranzi e cene con sc
DISCLAIMER : Qualsiasi informazione, notizia, nozione, previsione, valore, prezzo o tec
Mera statistica. Prendiamo la somma di azionario e obbligazioni corporate, rapportate al PIL.
Ftse Mib: le tensioni tra USA e CINA sono entrate in una spirale negativa di botta e risposta che no
  Il protezionismo torna ad essere l’assoluto protagonista del momento. Il timore di nuovi
Già ieri vi avevamo anticipato l'escalation in corso sulla guerra commerciale con i nuovi dazi
DISCLAIMER : Qualsiasi informazione, notizia, nozione, previsione, valore, prezzo o tec
DISCLAIMER : Qualsiasi informazione, notizia, nozione, previsione, valore, prezzo o tec
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) )
I futures sul VIX stanno diventando sempre più scambiati con oscillazioni sempre più vivaci. E l