Una scorciatoia per la pensione: la totalizzazione

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E’ sempre stato raro che un lavoratore entrasse in un’azienda e ne uscisse al pensionamento. Oggi è rarissimo. Queste cose avvenivano in genere nel pubblico impiego ed anche lì, nonostante il lavoro sia continuo, i contratti tendono a diventare  discontinui. La contemporanea esperienza lavorativa si caratterizza di frequenti  entrate  ed uscite da un posto di lavoro all’altro ognuno dei quali fa  a capo un ente previdenziale diverso con regole pensionistiche diverse. Fortunatamente il periodo in cui esistevano almeno 40 enti previdenziali e una pluralità di regole non diciamo corporative, ma comunque diversissime che non facilitavano il raggiungimento della pensione è sepolto da tempo Oggi si ha  sostanzialmente un unico  macro ente previdenziale ed assistenziale, l’Inps ed una serie di casse pensioni dei professionisti che gli gravitano attorno e che prima o poi saranno risucchiati e distrutti. Fa conto di un lavoratore che prima era dipendente pubblico ed ora è addetto al settore pubblico, per essendo entrambi iscritti all’Inps, suoi contributi costituiscono spezzoni separati, uno custodito dall’ex Inpdap e l’altro dal FPLD, che sarebbe il fondo pensione lavoratori dipendenti.
La totalizzazione consente la maturazione  del diritto alla pensione di vecchiaia, di anzianità, di inabilità o ai superstiti a quei lavoratori che hanno versato contributi in diverse casse che in nessuna avrebbero maturato il diritto.

Dal 1° gennaio 2012, è possibile cumulare i periodi assicurativi non coincidenti, anche inferiori a tre anni. Sono interessati i lavoratori che non vogliono, perché troppo onerosa,  richiedere la ricongiunzione dei contributi in un unico fondo di previdenza.

Può essere chiesta dai  lavoratori dipendenti, autonomi e liberi professionisti.
La domanda può essere fatta  dai superstiti anche se  il dipendente è deceduto prima di aver acquisito il diritto a pensione.
I contributi versati all’estero in Paesi comunitari e in Paesi legati all’Italia con convenzioni sono buoni.
La totalizzazione non può essere richiesta se il lavoratore:
• è già titolare di una pensione diretta liquidata in uno dei fondi di previdenza dove ha versato i contributi;
• ha richiesto e accettato la ricongiunzione dei periodi assicurativi (leggi 29/1979 e 45/1990) in data successiva al 3 marzo 2006.

Il diritto alla pensione di vecchiaia in regime di totalizzazione si matura con il  raggiungimento dei 65 anni di età, sia per gli uomini sia per le donne; un’anzianità contributiva complessiva di almeno 20 anni (1040 contributi settimanali).

Il requisito anagrafico a decorrere dal 1° gennaio 2013 è adeguato agli incrementi alla speranza di vita.
La pensione di anzianità
Il diritto alla pensione di anzianità in regime di totalizzazione si perfeziona:
• con 40 anni di contributi (2080 contributi settimanali) sommando i periodi non coincidenti versati nelle diverse gestioni;
• se sussistono gli ulteriori requisiti, diversi da quelli di età ed anzianità contributiva, eventualmente previsti dai singoli ordinamenti per l’accesso alla pensione di vecchiaia (cessazione del rapporto di lavoro, ecc.).
Il requisito contributivo (40 anni) deve essere raggiunto escludendo i contributi figurativi accreditati per disoccupazione e per malattia.
Il requisito contributivo a decorrere dal 1° gennaio 2013 deve essere adeguato agli incrementi alla speranza di vita. Coloro che maturano la pensione di anzianità con il requisito dei 40 anni a prescindere dall’età anagrafica, dal 2014 devono incrementare la decorrenza posticipata di 12 o 18 mesi, di altri tre mesi. Pertanto ai dipendenti la pensione di anzianità totalizzata, una volta maturati nel 2014 i 40 anni, sarà posticipata di 15 mesi e agli autonomi di 21 mesi (oltre agli adeguamenti per la speranza di vita).

La totalizzazione può essere richiesta dal lavoratore anche per ottenere un trattamento di inabilità assoluta e permanente se matura i requisiti richiesti nel fondo pensionistico in cui è iscritto al momento in cui si verifica lo stato di inabilità. Lo stesso fondo pensionistico accerterà  la sussistenza del requisito sanitario.

Nel caso in cui il titolare di assegno ordinario di invalidità venga riconosciuto inabile, può richiedere la pensione di inabilità in totalizzazione.

Se la gestione che accerta il diritto prevede una maggiorazione convenzionale dell’anzianità, la maggiorazione convenzionale è ripartita proporzionalmente  tra tutte le gestioni .La totalizzazione resta invece preclusa, in caso di trasformazione dell’assegno ordinario di invalidità in pensione di vecchiaia.

La domanda deve essere presentata  all’ultimo Ente pensionistico presso il quale è iscritto o è stato iscritto in caso di pregressa cessazione dell’attività lavorativa. Quella  di reversibilità deve essere presentata all’Inps che ne effettuerà il pagamento.
L’importo della pensione viene determinato in “pro–quota” da ciascuna gestione pensionistica
La pensione è calcolata secondo il sistema di calcolo contributivo
Se i requisiti per la pensione in totalizzazione sono perfezionati nel 2012 l’importo del “pro-rata” a carico dell’Inps potrà essere determinato con il sistema di calcolo retributivo o misto ove siano stati perfezionati i requisiti previsti dalla L. 214 /2011.
La decorrenza della pensione  è dopo 18 mesi dalla maturazione del diritto.
Al soggetto che presenta la domanda di pensione di vecchiaia in totalizzazione oltre il decorso dei 18 mesi successivi alla data di maturazione dei prescritti requisiti, il trattamento pensionistico è riconosciuto a far tempo dal 1° giorno del mese successivo al 18° mese. Resta ferma la possibilità per l’interessato di richiedere il trattamento pensionistico con decorrenza dal 1° giorno del mese successivo alla domanda, sempre che siano decorsi 18 mesi dal perfezionamento dei prescritti requisiti.
Per le pensioni di anzianità trova applicazione il posticipo della decorrenza previsto dalla L. 111/2011. Pertanto se la data di perfezionamento del requisito è compreso tra il 1/1/2012 e il 31/12/2012 la pensione di anzianità in totalizzazione decorrerà trascorsi 19 mesi dalla data del perfezionamento del requisito. Se la data di perfezionamento del requisito è compresa tra il 1/1/2013 e il 31/12/2013, la pensione di anzianità in totalizzazione decorrerà trascorsi 20 mesi dalla data del perfezionamento del requisito. Se la data di perfezionamento del requisito è successiva al 1/1/2014, la pensione decorrerà trascorsi 21 mesi dalla data del perfezionamento del requisito.

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