Corsa alla vecchiaia in povetà: la GB batte l’Italia

Scritto il alle 09:23 da [email protected]
lord Beveridge

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I lavoratori  inglesi  al compimento del 55 anno di età possono ritirare tutto l’importo dei contributi versati alla previdenza per farne l’uso che ne vogliono. Ciò in ossequio al principio che ognuno deve avere la libertà di disporre delle sue risorse.  Principio formalmente corretto, ma socialmente iniquo perché espone i lavoratori a future nuove povertà. E’ la negazione del welfare di lord Beveridge
Il 6 aprile  2015 è entrata  in vigore, in gran Bretagna, la riforma delle pensioni  di Cameron. I lavoratori del Regno Unito potranno ritirare i contributi accumulati per la pensione e usarli come vogliono senza nessun vincolo di destinazione. I laburisti temono che in base ad un principio  liberale, si creino le condizioni per future povertà, quelle di una corsa selvaggia alla previdenza privata ed  il collasso del sistema. Lo stesso succederebbe in Italia. L’Inps deflagrerebbe se solo il 10% dei suoi iscritti chiedesse la restituzione dei contributi versati. C’è da pensare però che nel formulare la sua proposta di pensionare i 50enni, Tito Boeri si sia fatto influenzare da quanto accade nel Regno Unito.
E’ un destino beffardo che nella patria del welfare, il welfare venga soppresso . Lord Beveridge nel 1942 nel suo famoso rapporto definì in  concreto il concetto di “pensione sociale”, affrancandolo da ogni riferimento assicurativo, facendola diventare così una prestazione sociale. Ora si ritorna all’epoca della rivoluzione industriale quando tutto era in mano alle assicurazioni private. Il motto dalla “culla alla bara” rimane sempre  valido , solo che ha cambiato significato, nel senso che privi della sanità pubblica e della pensione, il passo dalla culla alla bara diventa una corsa  velocissima.
Quando il governo italiano  ha varato la misura per distribuire il tfr mensilmente in busta paga, pensavamo che quello fosse un primo passo per la distruzione del welfare previdenziale.
Infatti eliminando di fatto il trattamento di fine rapporto si inaridisce la pensione complementare e si rimane solo con l’insufficiente pensione pubblica.
Ma non era così. Non si può mai essere primi neppure  nelle cose peggiori:  c’è sempre qualcuno che ti supera.
Anche in Gran Bretagna si è partitì dal concetto su cui si era mosso il governo italiano e cioè che i lavoratori non avessero bisogno di una balia per effettuare le loro scelte, perché in grado di farlo autonomamente.
Ma come ha argutamente notato lo scorso 7 April 2015 Taha Lokhandwala  su IPE.com (Investment e Pension Europe), la riforma delle pensioni in GB:porterà la sostituzione della balia con gli squali venditori di polizze assicurative.
L’anno scorso, il cancelliere dello scacchiere inglese, in pratica il ministro del Tesoro, George Osborne annunciò alla Camera dei Comuni il suo progetto e in un colpo solo ha cambiato il modo in cui il britannico dovranno guardare alle pensioni.
Il 6 aprile  2015 è entrata  in vigore la riforma Cameron: i lavoratori potranno usare come vogliono il montante accumulato durante la carriera. I laburisti temono il collasso del sistema.
Oggi, ciascun lavoratore con 55 anni di età potrà ritirare tutto il montante dei contributi annui da lui versati nella propria carriera. In base alla nuova normativa, un quarto sarà “tax free“, mentre i restanti tre quarti saranno sottoposti a tassazione ordinaria Quindi almeno per il fisco inglese il guadagno è assicurato. Chi ritira tutti i propri contributi, non avrà più diritto ad una pensione pubblica. Anche il  governo inglese confida nella misura per attivare i consumi delle famiglie, sperando che  siano  indirizzati soprattutto agli investimenti, trascurando la probabilità che i lavoratori che chiederanno i propri contributi correranno seriamente il rischio di trovarsi completamente spiantati in età avanzata, in quanto potrebbero spendere i loro contributi pensionistici semplicemente per pagarsi una vacanza di lusso o, comunque, non per trovarsi meglio da vecchi.

Gli  enti pensionistici inglesi sono stati  inondati, come era facilmente  prevedibile, da chiamate degli over 55 che vogliono ritirare i loro risparmi pensionistici.
Cosa succederà ora? Nessuno lo sa veramente. Nessuno è stato in grado di prevedere come reagiranno i risparmiatori. Il ministro delle pensioni inglesi, Steve Webb ha trascorso le sue vacanze di Pasqua supplicando i  risparmiatori di non dilapidare i risparmi ma di provvedere autonomamente a costruirsi una rendita.

L’abbandono del cosiddetto Stato bambinaia almeno per quanto riguarda le pensione, tuttavia, espone i lavoratori ad un nuovo e potenzialmente più grande predatore – le compagnie d’ assicurazione. Con la libertà e la possibilità di scegliere soluzioni previdenziali individualmente, il pericolo è proprio questo – la scelta della polizza più redditizia e meno costosa e la società più affidabile. Lo scenario britannico è già abbastanza complicato  al grande pubblico, che deve scegliere fra polizze a benefici o a contributi definiti , opzioni basate sulla fiducia e accordi di tipo contrattuale. con l’insidia di tattiche di vendita opportunistiche da parte di società del settore  Teoricamente  il governo ha dato un orientamento “liberale” e tutto dipende dalla capacità del cittadino , di scegliere il prodotto giusto, al momento giusto e al giusto prezzo. La scelta del governo secondo Webb è giudicata positivamente dal popolo, stando ai sondaggi.
In Italia Fornero tentò di effettuare una liberalizzazione parziale con la famosa decontribuzione prevista nella sua legge di riforma delle pensioni. In questo caso si andava molto più cautamente e si mettevano a disposizione tre o quattro punti percentuali dei propri contributi, ma non per spenderli ai Caraibi, ma per investirli nella previdenza complementare. Era il comma 28 dell’art. 24 del decreto Salva Italia. Fortunatamente per i pensionati, caduto il governo Monti, non se ne è più parlato. Ma non è detto che dopo la riforma Cameron qualche illustre pensatore italiano ci ripensi.
E allora per i futuri pensionati italiani le previsioni si offuscheranno ancora di più.
Camillo Linguella

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