Inps: Come chiedere il tfr in busta paga

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E’ uscita la Circolare Inps n. 82 del 23/04/2015 che fornisce le  istruzioni operative per la liquidazione della quota integrativa della retribuzione (Qu.I.R.) disposta dalla legge di stabilità 23 dicembre 2014, n. 190, sulla base delle modalità del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 20 febbraio 2015, n. 29.

Considerando il panorama in cui immaginiamo si muovano le istituzioni e la burocrazia, la tempistica è stata particolarmente veloce Si vede che c’è proprio bisogno di euro da mettere in circolazione, poiché non essendoci ancora quelli freschi prodotti dalla ripresa economica, si ricorre a quella accantonati per la vecchiaia. Infatti la legge di stabilità è apparsa sulla GU il 29 dicembre 2014, il DPCM che ha previsto un concerto con il ministro del tesoro e quello del lavoro, cioè un tete a tete fra Renzi, Padoan e Poletti  , concerto polifonico fatto il 20 febbraio 2015  e uscito sulla GU il 19.3.2015. Il giorno successivo poi sempre fra gli stessi, ma senza Renzi, è stato stipulato l’accordo con l’ABI per i finanziamenti. Praticamente una volata.
L’articolo 1, commi da 26 a 34, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (la “Legge di stabilità 2015” ), prevede che, in via sperimentale dal 1° marzo 2015 al 30 giugno 2018, i lavoratori dipendenti del settore privato – ad eccezione dei lavoratori domestici e di quelli del settore agricolo – con un rapporto di lavoro in essere da almeno sei mesi, possano richiedere al datore di lavoro la liquidazione della quota maturanda del trattamento di fine rapporto (TFR, sotto forma di integrazione della retribuzione mensile.
La richiesta – che una volta espressa è irrevocabile fino al 30 giugno 2018 – può essere fatta anche da chi è iscritto alla previdenza complementare. 
L’integrazione richiesta viene liquidata mensilmente dal datore di lavoro in forma diretta, come quota integrativa della retribuzione (Qu.I.R.).
La circolare Inps 82/2015,  allo scopo di favorire la corretta applicazione della liquidazione della Qu.I.R., illustra la disciplina della materia fornendo istruzioni  operative.

Hanno diritto a richiedere la liquidazione mensile della Qu.I.R. tutti i lavoratori dipendenti da un datore di lavoro del settore privato, con rapporto di lavoro subordinato in essere da almeno sei mesi con il medesimo datore di lavoro, per i quali trova applicazione l’istituto del TFR, ad eccezione dei seguenti:

a. lavoratori dipendenti domestici;

b. lavoratori dipendenti del settore agricolo. Nell’ambito della predetta nozione vanno inclusi tutti i lavoratori subordinati del settore a prescindere dalla specifica qualifica (operai, impiegati, dirigenti, ecc.);

c . lavoratori dipendenti per i quali la legge prevede la corresponsione periodica del TFR ovvero l’accantonamento del TFR medesimo presso soggetti terzi. Si tratta, ad esempio, dei marittimi, nonché dei lavoratori dell’edilizia per i quali il TFR è accantonato presso le Casse Edili nonché  i dipendenti delle società di riscossione delle imposte dirette, che hanno una specifica normativa e gli iscritti al cd. fondo dazieri;

d. lavoratori dipendenti da datori di lavoro sottoposti a procedure concorsuali;

e. lavoratori dipendenti da datori di lavoro che abbiano iscritto nel registro delle imprese un accordo di ristrutturazione dei debiti ;

f. lavoratori dipendenti da datori di lavoro che abbiano iscritto presso il Registro delle imprese un piano di risanamento;

g. lavoratori dipendenti da datori di lavoro per i quali siano stati autorizzati interventi di integrazione salariale straordinaria.

Sono, altresì, esclusi dalla possibilità di richiedere l’erogazione mensile della Qu.I.R. i lavoratori dipendenti che hanno utilizzato il proprio TFR come garanzia di prestiti. Difatti il lavoratore e l’ente mutuante possono prevedere che, nel caso di risoluzione o di scadenza del contratto di lavoro prima della totale restituzione del prestito, il recupero delle somme non restituite sia effettuato attraverso l’utilizzo del TFR.  Questa opera fino alla notifica dell’estinzione prestito.
Nei confronti dei lavoratori che non esercitano l’opzione volta a ottenere la Qu.I.R., ovvero per coloro che non lo possono chiedere, resta confermata la disciplina prevista in materia di Tfr.

Come già anticipato, ai fini del diritto alla liquidazione della Qu.I.R., il lavoratore deve avere in essere un rapporto di lavoro subordinato con un datore di lavoro privato da almeno sei mesi.

Per quanto riguarda la durata del rapporto di lavoro necessaria per il diritto alla liquidazione della Qu.I.R., si sottolinea che si tratta di anzianità di lavoro minima maturata presso il medesimo datore di lavoro, per cui la successione di rapporti di lavoro azzera l’anzianità di servizio e rende inefficace la pregressa istanza finalizzata alla liquidazione della Qu.I.R.. Alla predetta regola fanno eccezione le fattispecie nell’ambito delle quali, pur mutando il datore di lavoro, il rapporto prosegue senza soluzione di continuità.
I  periodi di sospensione del rapporto per cause diverse da quelle previste dall’art. 2110 c.c. (infortunio, malattia, gravidanza e puerperio) non interrompono la maturazione dell’anzianità di servizio utile per la maturazione del diritto (6 mesi).
L’accertamento del diritto al tfr  mensile è operato dal datore di lavoro.
La Qu.I.R. è pari alla misura della quota maturanda del TFR, al netto del contributo dello 0,50%), Il contributo dello 0,50% non opera per gli apprendisti.

Si ricorda che la Qu.I.R. è imponibile ai fini irpef, ma non ai fini previdenziali.

 Procedura di richiesta e liquidazione della Qu.I.R.

I lavoratori, una volta decisi a chiedere il Tfr mensile, devono presentare  al datore di lavoro apposita istanza secondo il  modello allegato al Dpcm. Copia della predetta istanza o un’ attestazione di ricevimento in formato elettronico è rilasciata al lavoratore a titolo di ricevuta.

Accertato il diritto alla  Qu.I.R. essa  opera a partire dal mese successivo alla  presentazione della domanda, fino al  30 giugno 2018 ovvero fino alla risoluzione del rapporto di lavoro, se antecedente. Il pagamento è effettuato con la busta paga mensile.
a.a partire dalla busta paga del mese successivo a quello di presentazione dell’istanza, per i dipendenti da datori di lavoro che non ricorrono al Finanziamento.  A titolo di esempio, per i lavoratori che presentino l’istanza il 24 aprile 2015, l’erogazione della Qu.I.R. avverrà mensilmente a partire dalle competenze di maggio 2015 (Qu.I.R. maturata nel mese di maggio 2015) sino a quelle di giugno 2018 (Qu.I.R. maturata nel mese di giugno 2018), in costanza di rapporto di lavoro;
b.a partire dalla busta paga del quarto mese successivo a quello di presentazione dell’istanza, per i dipendenti da datori di lavoro che ricorrono al Finanziamento assistito da garanzia. A titolo di esempio, per i lavoratori che presentino l’istanza il 24 aprile 2015, l’erogazione della Qu.I.R. avverrà mensilmente a partire dalle competenze di agosto 2015 (Qu.I.R. maturata nel mese di maggio 2015) sino a quelle di settembre 2018 (Qu.I.R. maturata nel mese di giugno 2018), in costanza di rapporto di lavoro. In relazione all’erogazione mensile della Qu.I.R., e per tutto il periodo di operatività, si sospende – ovviamente – il versamento delle quote di TFR al Fondo di Tesoreria e alle forme pensionistiche complementari. L’adesione del lavoratore dipendente alle citate forme pensionistiche complementari prosegue, senzaq soluzione di continuità, sulla base della posizione individuale maturata nonché dell’eventuale contribuzione a suo carico e/o a carico del datore di lavoro.
Il primo periodo di pagamento del tfr mensile è il prossimo mese di maggio 2015 sempre  nel caso in cui il datore di lavoro non faccia ricorso Finanziamento agevolato.

c.l.

 

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2 commenti Commenta
marco
Scritto il 29 aprile 2015 at 09:11

Ciao Camillo. Una domanda: visto il regime applicato che definirei penalizzante per chi scegliesse questa strada, quanti italiani pensi che possano richiedere questa possibilità?

Hai letto stime ufficiali? Tu sei in grado di fare previsioni in merito?

    clinguella
    Scritto il 29 aprile 2015 at 09:31

    Secondo Confesercenti solo il 6 per cento ha fatto richiesta. La previsione e’ del 20, l’80 per cento dovrebbe lasciarlo così dove sta. Verso giugno si saprà il trend ufficiale considerando che la circolare applicativa INPS e’ della settimana scorsa.

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