Giornata nazionale della Previdenza: nessuno vuole il tfr in busta

Scritto il alle 09:39 da [email protected]

 

Apertura con brivido della manifestazione che poi si è svolta normalmente. Da tutti gli interventi incentrati sulla previdenza emerge la necessità della previdenza complementare

Un blitz di un sindacato di estrema sinistra contro Boeri e Poletti hanno dato un’apertura con brivido alla V edizione della Giornata Nazionale della Previdenza e del Lavoro vivacizzando un evento  che comunque, per i temi che tratta non ha bisogno di essere vivacizzata. Una dozzina di manifestanti del pubblico impiego ha raggiunto il tavolo srotolando uno striscione con la scritta ‘pensioni pubbliche dignitose per tutti’. Come non essere d’accordo.Il problema evidentemente è come raggiungere questo obiettivo.

Il lavoro e la pensione sono i due pilastri fondamentali su cui di dipana lo svolgimento della vita di qualsiasi comune mortali. Per i fortunati i ricchi ed i privilegiati naturalmente il discorso non vale. La Giornata Nazionale è una manifestazione completamente dedicata al mondo del lavoro e della previdenza, per  conoscere e informarsi in pochi passi su tutto quello che serve per pianificare al meglio il proprio futuro.
Quest’anno la scelta è caduta su Napoli, città scelta non a caso dove il lavoro è un’emergenza endemica e la previdenza un corollario. Nel cuore borbonico, che era uno Stato con un bilancio in attivo, Piazza Plebiscito, fra la Basilica di S. Francesco di Paola e la Reggia, è stata allestita la tecnostruttura dove si sono dati appuntamento esperti del lavoro, dell’alimentazione, e del mondo della previdenza.
Un’opportunità per fare un check up della propria vita, dalla a alla z, e trovare informazioni sulle nuove tendenze del mondo del lavoro, aggiornarsi su quella che sarà la propria.
Punto clou della  pensione: è la ormai nota Busta Arancione dove passare per fare il punto sullo stato dei propri contributi versati, fare una proiezione di quando si andrà in pensione e soprattutto con quanto, così da pianificarsi consapevolmente. E dalla Busta Arancione si passa a parlare di tutto quello che riguarda la sfera previdenziale, dall’incontro con l’INPS ai momenti di faccia a faccia con i migliori esperti italiani per togliersi qualsiasi dubbio.


Ma senza lavoro, non c’è previdenza! E allora per arginare la crisi degli ultimi anni si va alla ricerca del lavoro e delle nuove modalità con cui si può lavorare oggi. Domanda e offerta di posti di lavoro, come trovare quello giusto, come presentarsi e come crescere professionalmente, senza dimenticare di conoscere le tutele per i lavoratori che esistono a prescindere dai vari jobs act. E se il lavoro non arriva, allora lo si inventa: suggerimenti, seminari e corner dedicati per le start up, del popolo dei freelance e dei liberi professionisti accompagnandoli con ad affrontare le difficoltà del lavoro in proprio. Tutto al festival #SERVELAVORO all’interno della GNP.

C. Linguella ed il prof A. Brambilla

C. Linguella ed il prof A. Brambilla

Io ho svolto la mia modesta prolusione sul tema: “Il Tfr è meglio in azienda, busta paga o alla previdenza complementare?” durante la quale ho illustrato in maniera assolutamente neutrale cos’è l’istituto del trattamento di fine rapporto, cosa  prevede la legge di stabilità  e i principi cardine della previdenza complementare. Dopo il mio intervento, rapido e centrato sul tema, senza inutili arzigogola menti retorici, ci sono stati numerose domande di chiarimento. Dopo di che ho fatto io una domanda a loro. Alla mia domanda se avessero già fatto una scelta, per quello che vale il dato, cioè niente, ma comunque lo riporto, su una cinquantina di presenti che hanno seguito la mia modesta performance, solo uno ha dichiarato di voler chiedere il tfr mensilmente in busta paga, quindi non lo aveva ancora chiesto,  mentre il resto dei presenti pensano di tenersi stretti le somme per la vecchiaia ed una decina erano quelli iscritti alla previdenza complementare, in prevalenza Pip.
Camillo Linguella

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