Fallimento del TFR in busta: Lo ha richiesto meno dello 0.01%

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totò truffaL’ operazione tfr in busta paga com’era stata ampiamente preventivata sembra destinata al fallimento. Lo rileva l’Osservatorio della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro.
Su un campione di 1 milione di lavoratori, la scelta di liquidare il TFR in busta paga è stata effettuata solo da 567, ossia lo 0,0567%.
E’ questo il risultato dell’adesione dei lavoratori registrata a quasi due mesi dall’ entrata in vigore della possibilità di avere il tfr in busta paga mensile, esattamente dal 3 aprile
scorso.
I lavoratori dunque, a partire da questa ultima data, hanno avuto la possibilità di presentare la loro istanza per liquidare il proprio Tfr in busta paga fino a giugno 2018.
Tuttavia per espressa previsione del DPCM la liquidazione in busta paga del dipendente che ha fatto richiesta è ammessa a partire dal mese successivo a quello di presentazione dell’istanza: ossia a partire dal mese di maggio in corso.
Proprio in questi giorni sono partite le elaborazioni degli stipendi del mese di maggio 2015 da parte dei Consulenti del Lavoro che interessano 7 milioni di dipendenti e oltre 1 milione di aziende. In questa prima fase sono stati analizzati i dati delle grandi aziende (che mediamente occupano più di 500 dipendenti) e nei prossimi giorni l’analisi si sposterà sulle micro imprese.
Dopo questa prima fase di elaborazione di quasi 1 milione di stipendi il risultato sulla liquidazione in busta paga del TFR è il seguente: solo 567 lavoratori ossia lo 0,0567% dei lavoratori interessati ha scelto di liquidare il proprio TFR in busta paga.
L’identikit dei lavoratori richiedenti è il seguente:
Collocazione geografica
– 75% centro nord
– 25% al sud
Settore di appartenenza
– 43% commercio, terziario e turismo
– 18% industria
– 9% piccola industria
– 12% artigianato
– 18% altro
Fasce di reddito dei lavoratori richiedenti:
Fino a 20.000 euro 25%
Fino a 30.000 euro 50%
Fino a 40.000 euro 18,75%
Oltre 40.000 euro 6,25%
Solo il 10% dei lavoratori che hanno scelto di liquidare il TFR in busta paga lo hanno tolto da un fondo pensione integrativo, in cifra assoluta almeno finora, meno di 100 dipendenti, circa 60 70 persone, negli altri casi il TFR era destinato all’INPS poiché dipendenti di aziende con più di 50 dipendenti.
E’ stato ascoltato un campione significativo dei lavoratori che non hanno effettuato la scelta e sono stati chiesti i motivi:
La tassazione ordinaria è troppo penalizzante 60%
Togliere il TFR dal fondo pensione mi crea un danno per la Pensione 16%
Non ho ancora valutato adeguatamente 20%
Altro 4%.
Dalla ricerca della Fondazione Consulenti del Lavoro sembrerebbe che i motivi della scarsa richiesta sono da ricercarsi nella maggioranza dei casi, nella tassazione troppo elevata e solo una parte residuale, il 16%,  ha valutato gli effetti sulla pensione. Quasi uguale la percentuale di coloro che non hanno ancora fatto nessuna scelta.
Comunque questi risultati, confermando che solo chi ha redditi molto modesti ha chiesto il tfr in busta paga, nel complesso i lavoratori italiani in questa fattispecie non si sono fatti trarre in inganno dalla monetizzazione immediata ed hanno preferito mantenere intatto il gruzzolo del loro risparmio previdenziale.

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