La paura dei mercati finanziari frena le adesioni

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Il risparmio previdenziali, uno dei più garantiti i tutelati fra le forme di investimento, nonostante i rendimenti e la trasparenza dei fondi, continua a spaventare i lavoratori. Anche perché ignorano i meccanismi degli investimenti nel lungo periodo. L’auspicata maggiore semplicità di linguaggio per favorire la comprensibilità dei meccanismi rimane un miraggio in assenza di qualsiasi iniziativa di acculturazione.

Nel risparmio previdenziale la guardia è sempre alta trattandosi di risorse dei lavoratori per avere una pensione che in aggiunta a quella obbligatoria pubblica gli consenta di mantenere un adeguato tenore di vita. Né d’altra parte bisogna mai dimenticare che con i sistemi a contribuzione definita, le scelte di investimento cadono sulle spalle dei lavoratori stessi per cui è necessario che abbiano almeno una minima cognizione finanziaria.
Tre elementi hanno caratterizzato il mondo della finanza nel corso di quest’anno. Il primo della Bce, la banca europea con l’emissione del “quantitative easing”, il secondo è relativo alla scoppio della “bolla” cinese, il terzo alla decisione della Fed di non alzare il costo del denaro. Gli addetti al settore sanno esattamente di che si tratta anche se non tutti sanno stabilire gli effetti finali e chi vi riesce può essere considerato, a buon titolo, un genio della finanza.

Giusto per rinfrescare le idee, per Qe si intende una politica monetaria espansiva, adottata negli ultimi anni da molte banche centrali e, dal marzo scorso anche dalla Bce. Esso consiste nell’emissione di nuova moneta per comprare sul mercato titoli di Stato e altro tipo di obbligazioni. Questa manovra ha vari obiettivi. Innanzitutto si tengono bassi i rendimenti dei titoli di Stato, favorendo il rifinanziamento del debito pubblico (e indirettamente privato). Inoltre, iniettando liquidità, la Banca Centrale Europea cerca di far risalire l’inflazione troppo bassa. Infine, stampando moneta, si ottiene l’effetto di deprezzarla: questo sostiene l’export.
Si ha invece una bolla finanziaria quando i prezzi delle azioni continuano a salire solamente perché ci si aspetta che salgano ancora, senza i presupposti reali per giustificare questa crescita. In pratica, anche se un investitore sa che un’azione vale molto meno del prezzo di acquisto, la compra lo stesso convinto che potrà rivenderla a un prezzo ancora più alto, e così fanno tantissimi. A un certo punto però ci si rende conto che i prezzi non salgono più e allora tutti cercano di vendere: in questo caso si dice che “scoppia la bolla”.
La Federal Reserve, la Banca Centrale americana, per rilanciare l’economia negli USA ha bloccato il costo del danaro dal 2008. Tutti aspettavano che questo blocco venisse tolto perché la situazione si è normalizzata.

Tutto questo non è non è avvenuto. L’inflazione è rimasta al di sotto del 2%, la crisi cinese è esplosa all’improvviso. L’ultima decisione di non aumentare i tassi di interesse, invece di rassicurare, è stata interpretata come segnale che non la crisi cinese non è superata, provocando nuove perdite borsistiche. Naturalmente gli esperti si sono affrettati a dare spiegazione degli avvenimenti, ma come al solito, dopo che sono avvenuti.
Di fronte a questi sconvolgimenti, hai voglia ad urlare che in Italia la Covip vigila sulla politica di investimento dei fondi, che non c’è pericolo perchè il DM 166/14 del Mef indica come fare gli investimenti eccetera. Semplicemente la maggioranza dei lavoratori non si fida.

Questo succede in quanto anche se la gestione e la vigilanza del sistema pensionistico complementare italiano si caratterizza per ottimo livello di trasparenza tale da rappresentare un esempio di eccellenza, tutto questo non sempre arriva in maniera chiara agi interessati.
C’è l’esigenza di semplificare, avvertita da tempo, ma mai attuata, di modificare il linguaggio ed avvicinarsi alla comprensibilità dell’aderente medio questo mondo semisconosciuto. La stessa Covip denuncia sovente l’innegabile esistenza di un’asimmetria informativa tra risparmiatori e professionisti del settore. Specie sulle caratteristiche e i rischi collegati ai vari prodotti finanziari e alle cosiddette “linee di investimento” o “comparti”. Questo non solo a livello di cultura generale, ma proprio come comprensibilità del discorso a linguaggio corrente.
I documenti consegnati al momento dell’investimento sono eccessivamente voluminosi, il contenuto troppo tecnico, sovente nascondono l’esigenza di limitare le responsabilità per gli emittenti, i collocatori e i gestori invece più che aiutare i risparmiatori nell’ effettuare scelte adeguate.

C’è, innegabilmente, l’esigenza di una maggiore trasparenza. Il bisogno di trasparenza è ancora più rilevante, indispensabile e nella previdenza complementare; soprattutto con riguardo alle forme pensionistiche a contribuzione definita nelle quali larga parte dei rischi (di investimento delle risorse accantonate, di inflazione, ecc.) come sopraricordato, sono a carico degli aderenti. A monte occorre intervenire con indicazioni a valenza generale attraverso documenti che possono interessare tutti i cittadini, indipendentemente dall’adesione, e agli iscritti in ogni fase di partecipazione al fondo. Per la diffusione di materiale e informazioni relativi al funzionamento e all’andamento dei fondi, una funzione rilevante lo devono svolgere i siti web. Per questo la Covip ha scelto di rafforzare l’utilizzo della rete. In particolare i siti dei Fondi devono avere :

• l’obbligo di pubblicazione di tutta la principale documentazione prodotta;

• l’obbligo di prevedere sezioni riservate agli iscritti per il controllo della regolarità dei versamenti e della consistenza della posizione individuale.

Per quanto riguarda alla fase di accumulo sono stati introdotti specifici strumenti informativi con l’obiettivo di aiutare l’aderente a controllare l’evoluzione del proprio piano previdenziale, soprattutto con riguardo al profilo rischio/rendimento scelto. Questi strumenti sono la Comunicazione periodica, documento che l’iscritto riceve ogni anno, di norma entro il mese di marzo, con l’aggiornamento della propria posizione previdenziale e il Progetto esemplificativo personalizzato, documento che l’iscritto riceve unitamente alla Comunicazione periodica. Contiene informazioni sull’evoluzione registrata dalla stessa posizione, dall’adesione fino al momento dell’invio (contributi versati, rendimenti conseguiti, eventuali anticipazioni percepite) e una stima dell’evoluzione futura calcolata sulla base delle effettive condizioni di partecipazione (livello di contribuzione scelto, linea o linee di investimento in cui confluiscono i versamenti, aspettative di crescita retributiva, costi praticati dal fondo, ecc.).Il Progetto contiene anche il valore presumibile della prima rata della rendita pensionistica derivante dalla conversione del montante maturato a quella data.

Questi strumenti, sufficienti a livello teorico, per incidere efficacemente sulla diffidenza e sui comportamenti, si deve accompagnare ad una diffusa educazione previdenziale unitamente a quella, almeno elementare, della cultura finanziaria.
Camillo Linguella

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