Se la borsa va giù i fondi non stanno a guardare

Scritto il alle 08:58 da [email protected]

a me a meDopo i crolli delle borse estivi, la previdenza complementare è la prima a soffrirne.
Le adesioni ristagnano. Gli alti e bassi dei mercati finanziari frenano anche i più audaci. Manca una qualsiasi pubblica presa di posizione sull’argomento mentre la riforma delle pensioni è stata frettolosamente accantonata e la diffusione dell’educazione finanziaria, la cui conoscenza almeno elementare può scongiurare il panico, continua ad essere sempre “auspicata” e mai realizzata. Ma lo scenario non è così buio.

Le Poste italiane per procurare un po’ di liquidità al governo ha immesso sul mercato il 35% del suo capitale. Vedremo a giorni come è andata quest’operazione che, a detta di chi se ne intende, ha degli aspetti positivi tutti da verificare. Sarà invece interessante verificare se e come i fondi pensione hanno partecipato alla kermesse e quanti titoli postali hanno ora nel loro portafoglio. Anticamente l’investimento sicuro era dato dai Buoni Postali, ora si muta scenario e non è detto che sia migliore. Quasi in contemporanea il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, nel suo intervento al convegno “Dalla previdenza all’economia reale”, del 19 ottobre 2015, organizzato dalla sua associazione Ares e da Prometeia ha auspicato un allineamento dell’asset allocation dei fondi a quello internazionale, indicando come obiettivo intermedio, da realizzare già il prossimo anno, la riallocazione nel tipo di investimenti a medio e lungo periodo indicato dal DM del 19 giugno 2015, almeno il 10% delle risorse di fondi e casse, per ottenere il riconoscimento del credito d’imposta previsto dalla legge di stabilità per il 2015. “Per realizzare questo percorso però il mercato deve essere pronto, ricettivo e propositivo.” Ha aggiunto e anche i diretti interessati, cioè gli iscritti ai fondi, aggiungo io.
Baretta, ricordando che “Governo, investitori istituzionali e gestori hanno, dunque, un nuovo e fertile terreno di collaborazione a favore della crescita economica del Paese. Cogliamo fino in fondo questa opportunità“, non può ignorare quello che succede sul mercato finanziario.  Che è  sotto gli occhi di tutti, anche se fino ad oggi gli effetti non sembrano eccessivamente perniciosi.
A causa della crisi greca, ampiamente prevista e quindi non pericolosa, della inaspettata crisi della borsa cinese la cui economia cresce comunque del 6,7% mentre noi ci balocchiamo con una speranza di crescita dello 07%, ed infine, la più imprevista di tutte, almeno per ora, di quella della Volkswagen, da molti letta come una “lisciata di penne” di non meglio identificati poteri forti alla Merkel, rea di essere cresciuta troppo anche politicamente, un’ondata di panico ben repressa peraltro, ha sommerso le borse mondiali.

E’ ovvio che in queste circostanze i Fondi si orientano verso gli investimenti meno rischiosi, quelli obbligazionari ed hanno ragione, almeno in questa fase.

L’indice mibtel che aveva superato i 25000 punti a gennaio del 2015, ora naviga sui 22000. I guadagni finanziari dall’inizio dell’anno si sono all’incirca dimezzati, provocando un effetto a domino anche sui fondi pensione. Secondo alcuni analisti, stando a quello che riporta il Corriere della Sera i rendimenti del tfr e quelli dei fondi tendono ad equipararsi con un debole vantaggio residuale in favore dei fondi di circa lo 0.2%.
Il tfr, che è pari al 6,91% della retribuzione annua lorda, si rivaluta annualmente per legge ad un tasso dell’ 1,5%, più il 75% dell’inflazione meno l’imposta del 17%. A settembre si è rivalutato dello 0.8%, mentre i fondi in media avrebbero guadagnato, al netto dei crolli borsistici, lo 0.10%. Questo come media, perché se disaggreghiamo i dati, vediamo che non è così. Per esempio il rendimento del comparto azionario di Fondenergia(energia e petrolio) è del 3,2% , seguito con il 3% dal bilanciato di Previmoda (tessile, abbigliamento, calzature e occhiali). Certo rispetto al 5% dell’anno scorso la remissione è notevole, ma si è sempre di fronte a percentuali con il segno più davanti.
Ma a prescindere da questo, vale la pena ricordare che il risparmio previdenziale non è una puntata al gioco d’azzardo dove si fa un puntata,  si vince o si perde all’istante, ma è un investimento di lungo periodo e nel lungo periodo, come è stato dimostrato anche con la recente crisi, i fondi recuperano sempre. Chi si trova in difficoltà sono i Fondi pensione a Prestazione definita. Sono cioè di quei fondi che all’inizio del percorso stabiliscono, a fronte dei contributi che si versano, quale sarà l’ammontare della rendita finale.
In Italia, la maggior parte dei fondi pensione, ed i Fondi pensione di categoria tutti, sono fondi a Contribuzione definita. Quelli cioè il cui ammontare della rendita è in funzione dei contributi versati e dei risultati conseguiti.
Infine ci sono da ricordare almeno due cose:
– se si va in pensione proprio nel momento in cui i rendimenti sono negativi, si può ritardare la richiesta dell’erogazione della rendita spettando il momento più favorevole,
– quando si sceglie un comparto di investimento si può scegliere quello garantito, che è quello che garantisce la restituzione del capitale versato.
Poi una sana precauzione è quella di adottare una politica di investimento c.d “data Target” oppure “life Cycle”. Quasi simili indica il passaggio da forme di investimento più aggressive quando si comincia a lavorate per passare a forme di investimento più prudenti o garantite man mano che ci si avvicina alla pensione.
Camillo Linguella

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 10.0/10 (1 vote cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: +1 (from 1 vote)
Se la borsa va giù i fondi non stanno a guardare, 10.0 out of 10 based on 1 rating
Nessun commento Commenta

Articoli dal Network
Tutto fa brodo per speculare, soprattutto quando non è possibile dare une vero fair value ad un
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) )
DISCLAIMER : Qualsiasi informazione, notizia, nozione, previsione, valore, prezzo o tec
Entrano gli arabi con un fondo sovrano, si parla anche di delisting. Ma merita così tanta fiducia
Della Lira Turca ho parlato nemmeno troppo tempo fa. E che possiamo dire se non confermare lo st
Dopo lo sforzo rialzista messo in campo ieri il Ftse Mib oggi tira il fiato assestandosi nelle prime
Stiamo al gioco, alla fine del mese i mercati bombarderanno l'Italia! Dopo i 100 miliardi al
A circa un paio di mesi dall’insediamento immaginato salvifico dell’attuale governo, e alla vigi
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) )
L’estate e in particolare il periodo di ferie lontano dall’ufficio è il momento migliore per