La voragine che minaccia l’Inps e una governance squilibrata

Scritto il alle 08:36 da [email protected]

voragineL’Inps sotto attacco, verrebbe da scrivere. Da una parte gli assalti dovuti a fenomeni devianti criminali, come l’instaurazione di falsi rapporti di lavoro per usufruire delle prestazioni assistenziali dell’Istituto, dall’altra il ripercuotersi di guasti strutturali derivanti dall’ancora improvvida fusione dell’Istituto con l’ex Inpdap.
Sul primo aspetto le inagini vanno avanti e i colpevoli saranno assicurati alla giustizia, sul secondo caso non si vede nessuna, o per lo meno non viene indicata nessuna via di uscita. Già l’indomani della soppressione dell’Inpdap l’ex presidente del Civ Inps, Guido Abbadessa aveva evidenziato i rischi economici/finanziari che questa operazione avrebbe comportato.
E’ bene ricordare che nel 2012, per effetto dell’incorporazione dell’istituto di previdenza dei pubblici dipendenti, il patrimonio ha subito una riduzione di circa 20 miliardi dovuta in parte al pregresso disavanzo patrimoniale dell’ente soppresso  e in parte al disavanzo economico d’esercizio di due gestioni, sempre del predetto ente, la cassa pensioni dei dipendenti degli enti locali (CPDEL) e la cassa pensioni dipendenti dello Stato (CTPS). La situazione del pregresso disavanzo patrimoniale – che si è ripercosso nel 2013 e nel 2014 – è stata risolta grazie all’intervento previsto nella legge di stabilità del 2014 che ha considerato definitive le anticipazioni di bilancio disposte a favore dell’Inpdap, con un miglioramento di oltre 25 miliardi di euro della situazione patrimoniale.
Un comunicato stampa dell’Istituto del 4 febbraio 2014 per fugare ogni dubbio,  affermò  che anche per la cassa pensioni dei dipendenti dello Stato (CTPS) la problematica del disavanzo d’esercizio erea stata avviata a soluzione. Permaneva lo squilibrio della CPDEL previsto nel 2014 in 7,6 miliardi. ” Si può dunque affermare –  recita il comunicato – che i recenti interventi legislativi e le riforme previdenziali degli ultimi anni consentono di garantire la tenuta del sistema previdenziale italiano certificata anche dagli organismi e dalle istituzioni internazionali.
Tutto risolto? Non sembra perché proprio l’altroieri l’attuale presidente del Civ dell’Inps, Pietro Iocca in una audizione alla Commissione Bicamerale di vigilanza sugli enti di previdenza,  ha dichiarato che nei prossimi 10 anni l’Inps potrebbe avere risultati economici negativi per 10 miliardi l’anno: “Le proiezioni sui bilanci Inps – ha detto – non sono rassicuranti. E’ una situazione che va attenzionata e monitorata”. Nel 2014 il risultato di esercizio è stato negativo per 12,46 miliardi, in lieve miglioramento sul 2013.
Poi Iocca ha denunciato un possibile futuro problema di funzionalità dello stesso istituto  indicando un campanello d’allarme. Senza interventi non potrà che peggiorare: “Penso che se si continua in questa maniera l’Inps, nell’arco di una decina di anni, avrà serie difficoltà ad essere efficiente nella misura in cui lo è in questo periodo o, quanto meno, avrà una inadeguata funzionalità”.
Il presidente del Civ ha fatto riferimento alle “somme importanti” trasferite al bilancio dello Stato negli ultimi anni, che hanno inciso sia sulla chiusura delle sedi periferiche sia sul personale, che nel 2014 è diminuito del 3,5% rispetto al 2013. Chissà se avrà ascolto. Perché l’Inps, come anche l’Inail, gli esponenti delle parti sociali  del resto fanno fatica a farsi ascoltare perdurante l’attuale sistema squilibrato di governance.
All’Inps il sistema duale è squilibrato e si vede
L’Inps è retto da una governance impostata sul cosiddetto modello duale. C’è un Consiglio di Indirizzo e vigilanza con un suo presidente, rappresentante dei lavoratori e dei datori di lavoro, espressione dei soggetti che formano l’Inps ed un Consiglio d’Amministrazione  (ora c’è solo il presidente) che di questi indirizzi dovrebbe essere un mero esecutore. All’Inps ci sono due presidenti, è bene ricordarlo. Il modello duale può essere mantenuto ma va qualificato e sviluppato valorizzando il concetto di separatezza delle funzioni politiche dalla realizzazione tecnica dagli obiettivi strategici, dal quale trae origine.
Si sono verificate, infatti, troppo spesso invadenze di campo da parte di uno o l’altro dovute alla personalità più o meno influente degli interpreti, che si sono formalizzate talvolta in posizioni conflittuali insostenibili per lo svolgimento della funzione amministrativa espletata dal Governo attraverso la regolare attività degli enti.
Non si può affidare un ente pubblico,  nei fatti,  ad un realizzatore delle sole disposizioni governative, quando per soprannumero non si inventa anche il compito di suggeritore di riforme legislative previdenziali ed assistenziali. Nei precedenti governi (Monti e Letta) si aveva avuto l’impressione di essere alla vigilia di un cambio di passo sulla governance. Invece, gratificato dalla nomina del nuovo presidente factotum, il governo ha detto che per il momento di nuovo assetto del governo duale non se ne parla proprio. Dare voce ai veri “padroni” dell’Inps, coloro che versano i contributi, non se ne parla proprio. Così abbiamo un potere squilibrato anche come apparenza. Un caso emblematico è rappresentato proprio dalle audizioni in Parlamento il giorno 28 ottobre 2015 , una la mattina presso la Commissione Bicamerale di vigilanza sugli enti pensionistici che ha audito il presidente del Civ Iocca e l’altra il pomeriggio dove è stato ascoltato l’altro presidente, cioè il presidente per antonomasia, Boeri.
Iocca nella sua relazione ha fatto delle pesanti ed allarmanti dichiarazioni, riprese da tutti gli organi di stampa, ma non dal sito dell’Inps. Fra le “ news” del 28 ottobre 2015 c’è la comunicazione data da Boeri ma non quella di Iocca. E questa è una cartina di tornasole più che bastevole.
Per cui se qualcuno volesse informarsi di quel che succede all’Inps attraverso il sito medesimo saprebbe tutto di Boeri e niente del Civ. E sarebbe portato facilmente a concludere di un organismo inutile, non da riformare, ma addirittura da sopprimere.
Camillo Linguella

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