La nota informativa si rinnova

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La Covip vuole rinnovare la nota informativa, il documento più importante della previdenza complementare. Più trasparenza, più comprensibilità sono le linee ispiratrici del restyling.

La nota informativa è il documento fondamentale che i Fondi, Banche e Assicurazioni devono consegnare agli aderenti e contiene le principali caratteristiche della forma pensionistica complementare (ad esempio, modalità di contribuzione, proposte di investimento, costi, rendimenti ottenuti negli anni passati) e le condizioni di partecipazione. Parte importante è la “Scheda sintetica”, contenuta nella Nota informativa. In essa si trova un riepilogo delle informazioni essenziali per un’iscrizione consapevole. Si tratta di un modello unico standardizzato ma risalente al 2006. Per questo la Covip ha deciso che è ora di aggiornarla. Invece di decidere unilateralmente le modifiche e gli aggiornamenti da effettuare, ha deciso di sentire che ne pensano gli altri interessati, sottoponendo ad una pubblica consultazione le modifiche e le integrazioni che intende apportare nella parte della “Scheda sintetica”.
In futuro si chiamerà in maniera più estesa “Scheda sintetica – Informazioni chiave per gli aderenti”.
Lo scopo è quello di:
– fornire in forma sintetica e semplificata i punti fondamentali per favorire una “adesione informata”;
– ridurre gli oneri amministrativi;
– migliorare la confrontabilità tra le diverse forme pensionistiche, in particolare con riguardo al profilo dei costi.
Con questa consultazione, la Covip intende avere un quadro coerente di richieste che aumenta ulteriormente la qualità dell’informazione in sede di adesione o di trasferimento. La nuova scheda deve richiamare l’attenzione sui punti più importanti e consentire di effettuare dei rapidi confronti delle informazioni, specie sui rendimenti e dei costi.
La Nota informativa, lo Statuto (per i fondi pensione negoziali), il Regolamento (per i fondi pensione aperti e PIP) e le Condizioni generali di contratto (per i PIP), per i quali è attualmente previsto l’obbligo di consegna cartacea, saranno consegnati solo a chi ne faccia espressa richiesta, perché sono comunque disponibili sui siti web. Nel merito, i principali interventi dovranno riguardare le informazioni sulla forma pensionistica, sulle prestazioni e sulle opzioni di investimento offerte. Particolare attenzione deve essere posta sulla rappresentazione dei costi.
Per i fondi pensione negoziali ci sarà un apposito Allegato, che costituisce parte integrante della “Scheda sintetica”, nel quale verranno riportate le informazioni riguardanti le fonti istitutive del fondo, i destinatari, i livelli contributivi previsti.
Nell’ambito delle opzioni di investimento, una delle principali novità è rappresentata dall’indicazione che la scelta tra le opzioni di investimento deve essere preceduta da una valutazione, da parte dell’aderente, della propria situazione personale e delle proprie aspettative di prestazione; questa valutazione verrebbe operata sulla base di alcune domande fatte in sede di adesione.
Altra novità riguarda l’introduzione, nella descrizione dei comparti [ fondi interni/OICR/gestioni interne/ separate ] della categoria di appartenenza. Tale indicazione, oltre a rendere più chiaro il profilo di investimento del comparto, consente di realizzare un nuovo sistema di comparazione dei costi. In tale ambito, devono essere individuati, per ciascun comparto, la categoria (garantiti, obbligazionari puri, obbligazionari misti, bilanciati, comprensivi dei flessibili, e azionari), sulla base delle caratteristiche della politica di investimento. Viene altresì precisato che il grado di rischio, che è già presente nelle attuali note informative, è rappresentato da un valore compreso in una scala da 1 a 7, ed è individuato sulla base della componente azionaria del portafoglio del comparto. Oltre a migliorare la rappresentazione di tale elemento, si tiene conto dell’attenzione a esso riservata nel dibattito europeo sulla regolamentazione delle pensioni. Con riferimento a ciascun comparto, saranno riportati i dati storici di rischio/rendimento, sulla base di indicazioni per lo più analoghe a quelle come di opera attualmente  nella sezione “Informazioni sull’andamento della gestione”, precisando che si tratta di rendimenti al netto dei costi e della fiscalità. Anche il rendimento del benchmark va riportato al netto della fiscalità. E’ peraltro ora chiesto di integrare le suddette informazioni con sintetiche indicazioni, in forma grafica, sulla composizione di portafoglio a fine anno.
Nella ridefinizione del documento, particolare rilievo assumono le novità in materia di costi, perché la concorrenza che sta caratterizzando il settore, con l’exploit dei Pip, per esempio, rende importante capire le differenti condizioni nelle varie forme pensionistiche. Tali considerazioni avevano già indotto, a suo tempo, la Commissione a individuare l’Indicatore sintetico dei costi (ISC), che ha, tra le proprie funzioni, anche quella di agevolare il confronto dei costi tra diversi fondi e/o diverse alternative di investimento. Le potenzialità di tale strumento vengono ora aumentate attraverso una rappresentazione grafica che pone a confronto l’ISC di ciascun comparto [ fondo interno/OICR/gestione interna separata ] con l’ISC minimo, medio e massimo dei comparti appartenenti alla medesima categoria, per ciascuna tipologia di fondo pensione. Al fine della predisposizione di detti grafici, che andranno aggiornati con cadenza annuale, la COVIP metterà a disposizione, sul proprio sito, distintamente per ciascuna tipologia di fondo pensione, i valori degli ISC minimo, medio e massimo riferiti alle diverse categorie di comparti calcolati con riferimento alla fine dell’anno. Tale novità, alla cui veste grafica gli operatori dovranno porre particolare cura, è finalizzata a migliorare la capacità informativa e sviluppare il profilo della confrontabilità dei fondi. Considerando inoltre che, la concorrenza o le vicende lavorative, possono indurre a trasferirsi da un Fondo all’altro, nella Scheda dei costi è previsto l’inserimento di una nuova tabella recante, per ciascun comparto, i valori dell’ISC nel caso di trasferimento. Per rendere più immediato il confronto dell’onerosità delle due forme pensionistiche (quella di provenienza e quella di destinazione), l’ISC verrebbe calcolato, con la medesima metodologia già in uso, ma ipotizzando delle posizioni individuali in entrata rispettivamente pari a 10.000 o 50.000 euro. La immediata disponibilità di tale informazione sia per la forma pensionistica di provenienza sia per quella di possibile destinazione può costituire un effettivo ausilio per una adeguata valutazione della scelta circa il trasferimento. L’esigenza di operare questo confronto dovrà essere uno dei passaggi necessari in sede di richiesta di trasferimento, con le modalità che verranno definite in sede di revisione del Regolamento sulle modalità di raccolta delle adesioni.
Camillo Linguella

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