Niente frontiere anche per i fondi pensione

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Il trasferimento dei diritti pensionistici complementari in Europa

L’aumento dei flussi migratori ed il pericolo di attentati sta facendo riemergere la questione della sicurezza delle frontiere dell’Unione Europea ed anche quelle all’interno dei singoli Stati. Alcuni addirittura  hanno già innalzato barriere di vario tipo. Ora la minaccia di impedimento della libera circolazione rischia di riguardare non  solo  le persone, ma anche i diritti dei medesimi. Con la mobilità dei posti di lavoro, dovuta in gran parte alla delocalizzazione delle imprese, avviene sempre più spesso che un dipendente di una azienda, a prescindere dalla sua volontà, debba andare a lavorare in una paese diverso. I problemi sulla previdenza obbligatoria sono residuali, perchè quelli di fondo, almeno legislativamente sono stati risolti da tempo ( poi ci sono le implicazioni kafkiane della burocrazia,  ma è un altro discorso), ma non completamente quelli relativi alla previdenza complementare. Un lavoratore migrato e puta caso, aderente ad una forma di previdenza del suo paese, si trova di fronte ad una serie di interrogativi: Se conviene rimanere iscritto nel fondo di origine, oppure in quello omologo nel paese ospitante, comparare la convenienza, qual’è più favorevole e quindi trasferire la propria posizione maturata eccetera.
EIOPA, l’autorità comunitaria di vigilanza sulle assicurazioni e sulle forme di previdenza complementare, già in periodo non sospetto, risalente allo scorso giugno, ha focalizzato le misure idonee perché questo non avvenga e anzi per facilitare il trasferimento dei diritti pensionistici, ha pubblicato un rapporto sulle buone pratiche in materia di trasferibilità dei diritti relativi alla previdenza complementare. Con questo Rapporto, EIOPA individua i principali ostacoli ai trasferimenti transfrontalieri e nazionali e fornisce una serie di raccomandazioni per superali, al fine di creare una maggiore trasparenza nell’interesse degli aderenti e facilitare il mantenimento dei diritti maturati nella pensione complementare.
Tre sono le aree chiave che – se indirizzate – possono facilitare notevolmente la trasferibilità dei diritti:
1– I trasferimenti nazionali e da uno Stato ad un altro devono essere trattati allo stesso modo. EIOPA considera una buona pratica, se i trasferimenti transfrontalieri non sono soggetti a norme più restrittive di quelle richieste per i trasferimenti interni.

2 – Gli Iscritti ai Fondi devono ricevere informazioni adeguate al fine di prendere decisioni consapevoli per sapere se un trasferimento è vantaggioso per loro. Le informazioni essenziali devono essere strutturate su diversi livelli per renderli accessibili a tutti anche attraverso piattaforme online. Deve ricevere informazioni specialmente sui costi e gli oneri per capire meglio la convenienza al trasferimento.
Nel caso si debba pagare delle quote per effettuare il trasferimento, queste devono essere commisurate al costo effettivamente sostenuto per effettuare l’operazione e non essere tali da scoraggiare gli aderenti.
3– Il processo di trasferimento deve essere effettuato entro termini ragionevoli. Con questo Rapporto di  Buone Pratiche, dall’inglese best practice  si mira a  promuovere una maggiore trasparenza ed informazione delle disposizioni o delle notizie  su questo argomento. Il Rapporto buone pratiche in materia di trasferibilità dei diritti a pensione complementare si può accedere dal sito web di EIOPA: https://goo.gl/JaK1x2.
La direttiva 2014/50 / UE (la “Direttiva sulla portabilità”) relativa ai requisiti minimi per la mobilità dei lavoratori tra gli Stati membri, pur proponendosi il miglioramento, l’acquisizione e la conservazione dei diritti a pensione complementare, non contiene disposizioni specifiche in materia di trasferibilità. Tuttavia, al fine di facilitare la mobilità dei lavoratori,  gli Stati membri si devono adoperare, per quanto possibile, e in particolare all’atto della costituzione di nuovi regimi pensionistici complementari, per migliorare la trasferibilità dei diritti pensionistici acquisiti.
Nel mese di giugno 2014, l’EIOPA ebbe la richiesta di un parere da parte della Commissione europea sia sulla trasferibilità sia sul  miglioramento della trasferibilità dei diritti pensionistici acquisiti. La relazione di giungo 2015 è la risposta a tale richiesta.
EIOPA è parte del Sistema europeo di vigilanza finanziaria composto da tre Autorità europee di vigilanza, le autorità nazionali di controllo e il Comitato europeo per il rischio sistemico. Si tratta di un organo consultivo indipendente della Commissione europea, il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione europea.
Responsabilità fondamentali di EIOPA sono di sostenere la stabilità del sistema finanziario, la trasparenza dei mercati e dei prodotti finanziari e la tutela degli assicurati, affiliati al sistema pensionistico e dei beneficiari. Ma uniformare regole, benefici fiscali, diritti ed entità delle prestazioni sarà un lavoro immane che vale comunque la pena di tentare.
Camillo Linguella

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