Programmare il proprio futuro pensionistico

Scritto il alle 08:57 da [email protected]

All’inizio di un nuovo anno si fanno progetti e propositi che si conta di realizzare nel corso del medesimo. Scientemente o inconsciamente lo facciamo ogni anno e fortunatamente, alla fine di questo, pochi si prendono la briga di verificare di quanto volevamo fare si è realizzato e se lo facciamo la colpa dell’irrealizzato la imputiamo quasi sempre agli altri, alla cattiva sorte o semplicemente alla “congiuntura sfavorevole “.
E’ pur vero che con i tempi che corrono è difficile progettare qualsiasi cosa. Se un giovane non ha lavoro, cosa progetta? Non può mettere su famiglia, comprare casa, mettere al mondo figli. Gli resta solo da rimanere a casa di mammà e sperare nel Jobs Act! L’Italia è il paese che ha il più alto tasso di disoccupazione, specie fra i giovane anche ci sarebbe qualche debole segnale di inversione di tendenza, più statistico che reale. Quelli adulti che il lavoro ce l’hanno, rischiano di perderlo ogni giorno con la probabilità di finire nel nuovo limbo del terzo millennio, il limbo degli esodati, senza stipendio e senza pensione. I fattori internazionali politico militare guerre attentati ecc e quelli finanziari, crollo della borsa cinese, crollo del prezzo del petrolio, non aggiungono pennellate si ottimismo. Tutt’altro.
Tuttavia, pur se la realtà è questa, ci sono comunque dei segnali di speranza, e arriva sempre il momento della svolta della vita, che auguriamo a tutti, quando dai lavoretti occasionali, si passa a qualcosa di più saldo ed impegnativo. Quello è il momento per ricominciare a pianificare, progettare, oltre che sognare una vita migliore. Nel campo del lavoro, degli affetti e in ultimo della pensione.
Per molti il pensionamento è una meta lontana , molti sono convinti di poter far poco, mentre invece si può costruire la strada che porta alla propria pensione.
Scegliendo per esempio la strada della pensione complementare.
In questo campo la confusione è tanta e non è facile districarsi.
Per risolvere il problema previdenziale non basta decidere di aderire alla previdenza complementare. Aderire a un fondo pensione è come acquistare una macchina, si deve comprendere le caratteristiche tecniche dei vari modelli capire quale il più adatto alle proprie esigenze e possibilità.
Il punto di partenza della pianificazione previdenziale è l’identificazione del proprio bisogno pensionistico, perché i bisogni non sempre sono palesi, nè sono correttamente percepiti. Esempio classico è il lavoratore giovane che fa fatica a comprenderlo perché impegnato a soddisfare bisogni più prossimi, carriera, casa ecc… avendo a disposizione retribuzioni che non consentono nessun tipo di risparmio.
Molti come termine di paragone si basano sulle pensioni erogate oggi, che già sono inferiori del 20/30% rispetto a quelle di ieri, e lo saranno ancora di più domani. Insomma trovato il posto di lavoro bisogna pensare subito alla pensione perché per avere una vecchiaia serena occorre bisogna pensarvi da giovane.
Il processo di pianificazione inizia cominciando a prevedere quale sarà l’importo pensionistico del primo pilastro.
Si tratta di individuare attendibilmente l’ammontare delle prestazioni che costituiranno le nostre entrate future anche se la data di pensionamento sarà sempre più spostata in avanti.
Ora l’Inps ha finalmente messo a disposizione la famosa “busta arancione”, a soli dieci anni dalla posa della prima pietra. Anche se il suo presidente si lamenta che non ha i soldi per pagare i francobolli per poterla spedire a tutti,  è fruibile on line e poi ci sono i vari motori di simulazione su tutti i siti web dei fondi pensione, di Mefop ed altri che consentono l’operazione sia sull’ammontare della pensione pubblica, sia sulla rendita complementare. L’utilizzo della simulazione consente innanzitutto di vedere se conviene fare il riscatto della laurea, fare la ricongiunzione dei periodi assicurativi, procedere agli accrediti figurativi dei contributi e di individuare il tasso di sostituzione, elemento indispensabile per valutare la necessità di una integrazione pensionistica.
Il tasso di sostituzione è il rapporto fra ultimo stipendio e importo della prima rata di pensione.
Ogni lavoratore ha una sua storia retributiva e lavorativa per cui le generalizzazioni e il raffronto con una situazione apparentemente analoga con l’amico o collega possono essere falsi e fuorvianti. Conseguentemente ogni pianificazione deve essere fatta tenendo conto della specifica situazione personale
La stima non è semplice, e richiede l’analisi di tutta la vita lavorativa, passata e futura.
Una volta che abbiamo chiari questi elementi si può impostare la nostra strategia previdenziale. Essa non deve guardare soltanto ai consumi ricorrenti, ma anche all’accumulo di un capitale di sicurezza per far fronte a eventi imprevisti
I passi successivi consiste scelta degli strumenti, le modalità di risparmio e la sua gestione. Se ci ha bisogno di aiuto, ci sono i consulenti del lavoro, i sindacati ed i patronati. Basta andarvi con le ultime buste paghe.

Cosa fare dunque? Conviene aderire a una forma di previdenza complementare o tenerci il TFR come capitale di sicurezza, quale livello di rischio possiamo assumerci nello scegliere un comparto, una linea di investimento se ci iscriviamo ad un fondo. Conviene un Fondo chiuso o aperto o una polizza individuale come un Pip?
Nella valutazione oltre a tener conto dei fiscali legati alla previdenza complementare,, non bisogna dimenticare la maggior sicurezza rispetto alla scelta di altri strumenti di risparmio, come la vicenda del fallimento di quattro banche insegna.
La fase del risparmio non è semplice né indolore. Si tratta infatti di destinare risorse che disponiamo oggi a un obiettivo lontano nel tempo e comunque incerto, scegliendo anche quanto risparmiare: più risparmio oggi, più sicurezza domani. Ma il raggiungimento di questo obiettivo è certamente molto difficile quando per i lavoratori con basso reddito, come in genere lo sono quelli a contratto determinato.
Una volta fatta la scelta, decisa la quota di risparmio previdenziale, la terza fase del processo di pianificazione è quella del monitoraggio.
La probabilità che il futuro non sarà come lo abbiamo pensato è molto elevata. Ma se le stime sono state fatte bene possiamo immaginare le possibili evoluzioni. All’inizio abbiamo davanti tante strade ipotetiche, poi una strada sarà quella certa: il futuro che è diventato passato.
Durante la vita infatti tutto può cambiare, il lavoro, la carriera, le modalità di calcolo della pensione, l’ età pensionabile, elementi che possono incidere notevolmente sul futuro assegno pensionistico e quindi sul fabbisogno integrativo.
Anche il pensionamento, raggiunto il diritto alla pensione integrativa, impone nuovamente delle scelte. Perché mentre la pensione pubblica è di una sola tipologia ed è predeterminata, la previdenza complementare offre varie possibilità di rendita.
Occorre sapere scegliere quella più idonea, facendo gli scongiuri, definire le tutele per i familiari in caso di morte prematura, predisporre il tipo di rivalutazione, cosa importantissima visto gli attuali blocchi sulla rivalutazione delle pensioni pubbliche. Le tipologie di rendita più diffusa sono la rendita vitalizia e quella reversibile, poi ce ne sono molte altre, ma queste sono le più diffuse. La rendita vitalizia è quella che ne beneficia l’iscritto finchè vive, poi finisce. Quella reversibile è la rendita ricalcolata che spetta agli eredi ed il beneficiario può anche essere un non erede, ma una persona indicata dall’aderente.

Camillo Linguella

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1 commento Commenta
tbtcot
Scritto il 14 gennaio 2016 at 14:45

Articolo, a mio modesto avviso, in puro stile venditore così alcune veloci riflessioni al volo.. Attenti che così vi possono portar via pure il TFR (non sempre ci mancherebbe,) ma se sei, ad esempio, giovane e precario magari la liquidazione ti potrebbe far comodo intascarla e non dover aspettare la pensione per vederla .. E sulle rendite si parla di blocco della rivalutazione, ma ha mai visto come e quanto si rivalutano quelle della previdenza
complementare altro che inps!!!

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