I pensionamenti del 2015 : le pensioni di anzianità fanno il boom

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L’Inps ha reso noto il monitoraggio dell’andamento dei pensionamenti negli anni 2014 e 2015. Il monitoraggio è stato effettuato sui trattamenti liquidati nelle seguenti gestioni:
Fondo pensioni lavoratori dipendenti nel complesso (di cui Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti in senso stretto), Coltivatori diretti, artigiani, commercianti, parasubordinati, Assegni sociali.
I dati sono stati elaborati al 2 gennaio 2016. Il monitoraggio, con riferimento al FPLD e alle tre principali gestioni dei lavoratori autonomi, rileva per l’anno 2015 una sostanziale stabilità del numero dei trattamenti di vecchiaia ed un contestuale incremento delle pensioni di anzianità/anticipate rispetto agli analoghi valori riferiti all’anno precedente. L’anno scorso sono state erogate 148.540 nuove pensioni anticipate con un aumento del 74% sul 2014 Tale incremento risulta particolarmente accentuato nel Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, negli Artigiani e nei Commercianti
Questo andamento dipende essenzialmente dalle nuove regole introdotte dalla Legge Fornero che ha di fatto inasprito a decorrere dal 2012 i requisiti richiesti per il trattamento di anzianità/anticipato. In particolare i lavoratori che nel 2011 non sono riusciti a raggiungere i requisiti vigenti, solo nel 2015 hanno maturato la maggiore anzianità prevista dalla Fornero per il trattamento anticipato. Tali considerazioni non valgono ovviamente per i cosiddetti salvaguardati, per i quali sono stati conservati in generale i requisiti per il pensionamento previsti dalle norme precedenti.
Per quanto riguarda le donne inoltre, si ravvisa un notevole incremento dei trattamenti di anzianità legati alla scelta dell’opzione donna.
Per le pensioni di vecchiaia liquidate nel FPLD decorrenti nel quarto trimestre 2015 si rileva una consistenza superiore rispetto a quella registrata nei tre trimestri precedenti. Il fenomeno si ricollega al pensionamento nell’ultimo bimestre 2015 delle donne nate nei primi due mesi del ’52 che hanno raggiunto il requisito di età di 63 anni e 9 mesi richiesto dalla norma per il pensionamento di vecchiaia.
Infine osservando i dati complessivi del 2015 rispetto a quelli del 2014, l’incremento delle decorrenti di anzianità/anticipate determina una consistente variazione degli indicatori statistici riguardanti la composizione per categoria, per sesso, e per ripartizione geografica: le pensioni di anzianità/anticipate infatti vengono liquidate generalmente ad individui con carriere più complete e quindi principalmente ad uomini residente al Nord.
Tale circostanza fa sì che mentre per ogni 100 pensioni maschili decorrenti nel 2014 ne risultavano decorrenti 119 femminili, questo rapporto nel 2015 scende a 105, ed inoltre mentre per ogni 100 pensioni decorrenti nel 2014, 48 si riferivano a pensionati residenti al Nord, nel 2015 tale rapporto sale a 52.

Ulteriore conseguenza è l’innalzamento della media dell’importo della pensione. Si è passati da un importo medio mensile di 839 euro a 1.000 euro. Ciò è dovuto al fatto che le pensioni anticipate presuppongono 41 anni di contributi se donne e 42 anni se uomini, con una corrispondente carriera retributiva e quindi hanno importi maggiori. Nel 2015 ‘importo medio delle pensioni anticipate è di 1.880 euro mensili, mentre l’importo medio delle pensioni di vecchiaia è di 628 euro, una differenza di tutto rispetto. Dallo scarto degli importi fra pensioni anticipate e quelle di vecchiaia si evince in tutta la sua evidenza la necessità di costruirsi una seconda pensione, perchè per coloro che andranno in pensione per limiti di età c’è una misera previsione pensionistica, tanto più che proprio a partire dal 2016 non c’è più la cosiddetta “integrazione al minimo”, abolita dalla legge Dini e che assicurava a tutti i pensionati un minimo vitale. Sinceramente con 628 euro mensili al massimo, nelle grandi città, si vive due settimane. E le altre due?
Il monitoraggio è accompagnato da molte tavole statistiche e d bei grafici, “a diagramma” ed “a torta”. Ma fra tutti i numeri sciorinati, si volesse sapere quant’è stato l’importo complessivo della spesa per prestazioni e di quanto incide sul Pil, dovrà cercare da qualche altra parte o forse lo sapremo successivamente.

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