Le vacanze studio ai figli degli statali, la demagogia dei disinformati

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La gara al discredito delle istituzioni per alimentare così un clima di sfiducia e quello della sensazione di essere comunque frodati, non conosce ostacoli. Molte volte la notizia viene confezionata fermando le indagini diciamo a quello che appare e peccando così di disinformazione. Molte volte c’è da aggiungere tuttavia che le denunce e le critiche sono corrette. Quando lo sono, servono a correggere o eliminare storture o peggio ancora, ma molte altre volte sono ingiuste ed ingenerose. Specie quando attengono al welfare ed alle pensioni. Di cui in questo momento c’è il massimo della confusione.
Prendiamo ad esempio un fatto recente. Un quotidiano a diffusione nazionale così titola un suo recente articolo: L’Inps ha i conti in rosso ma ai figli degli statali paga le vacanze all’estero.
“Ma come – pensa subito un qualsiasi lettore, con il deficit che mette a rischio addirittura il pagamento delle pensioni, l’Inps pensa a pagare le vacanze studio ai giovani oltretutto ai soli figli degli statali? Prima ancora che un danno erariale è un’ingiustizia sociale è l’ovvia conclusione. Ora l’Inps avrà pure tanti difetti e tante lacune e comunque non tocca a me difenderlo, però in questo caso,  esempio tipico della confusione che nasce dalla non risolta separazione dell’assistenza e della previdenza, ognuna delle quali si regge o dovrebbe, su risorse proprie, un momento di approfondimento non avrebbe fatto male.
L’Inps offre agli studenti – figli di iscritti al Fondo credito e all’Assistenza magistrale -, ai lavoratori pubblici iscritti al Fondo credito e agli assistiti Ipa (Istituto previdenza e assistenza dipendenti di Roma Capitale), ai Fondi Gruppo Poste Italiane e cioè, al Nuovo e al vecchio Fondo Mutualità e al Fondo Assistenza
le seguenti possibilità:
• corsi di aggiornamento professionale per i dipendenti della pubblica amministrazione;
• assegni di frequenza per figli e orfani di iscritti alla Gestione magistrale (ex Enam);
• borse di studio per la frequenza della scuola media – inferiore e superiore – dell´università e di corsi post-universitari;
• contributi formativi per figli e orfani di iscritti alla Gestione magistrale (ex Enam);
• posti in convitto di proprietà dell’Istituto o in collegi convenzionati agli alunni delle scuole di ogni ordine e grado e agli studenti universitari;
• master e dottorati di ricerca, per promuovere l´alta formazione e facilitare l´inserimento dei giovani nel mondo del lavoro;
• ospitalità presso le Nonno House per sostenere gli studenti fuorisede;
• soggiorni estivi in Italia e all’estero per approfondire la conoscenza di lingue straniere;
• studio in un Paese all’estero per offrire a studenti della scuola secondaria di secondo grado un percorso di mobilità internazionale, di crescita umana, sociale e culturale, attraverso il Programma Itaca.
Le vacanze studio non c’entrano niente con le pensioni, perché i richiedenti se li pagano da soli.
Tutti i benefici sociali suesposti si finanziano esclusivamente con prelievi mensili sulle retribuzioni e sulle pensioni dei dipendenti pubblici e dei pensionati che versano i loro contributi ai Fondi ai quali sono iscritti.

I finanziamenti sono alimentati nelle seguenti percentuali:
0,35% per quanto riguarda la Gestione Dipendenti Pubblici (ex Inpdap)
0,80%,che si aggiunge allo 0,35% per quanto riguarda la Gestione Assistenza Magistrale (ex Enam)
0,15% trattenuta sulla pensione dei pensionati pubblici
Altre prestazioni sono finanziate dai contributi ai Fondi di Assistenza e di Mutualità versati dai lavoratori del Gruppo Poste italiane spa tramite la trattenuta dello 0,40% e l’adesione volontaria alle polizze del Vecchio e Nuovo Fondo Mutualità.
Inoltre i  benefici non sono sempre completamente gratuiti , spesso c’è una quota a carico dell’interessato. Per questo motivo, prima di trasmettere la domanda, è necessario far elaborare l’attestazione Isee valida in base alla nuova normativa 2015, presso Inps o Ente convenzionato (Caf, Comuni ecc.), affinché durante l’istruttoria della pratica il sistema possa determinare la posizione in graduatoria e il contributo da pagare. Per cui chi se lo può pagare da solo, non entra in graduatoria.
Ultima annotazione, che probabilmente pochi conoscono, con la legge di stabilità 2015 ( legge 23 dicembre 2014, n. 190) all’art 1 comma 306, è stato disposto un prelievo forzoso dal fondo credito statali di 50 milioni di euro delle entrate per interessi attivi, al netto dell’imposta sostitutiva, derivanti dalla concessione dei prestiti agli statali procedendo al riversamento della somma all’entrata del bilancio dello Stato.
Ecco questa era la denuncia da fare, la sottrazione di ben 50 milioni di euro che magari avrebbero potuto essere utilizzati per allargare la platea dei partecipanti alle vacanze studio anche ai figli dei dipendenti di altre categorie.

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