La pensione degli statali va richiesta sei mesi prima

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Inps Gestione Dipendenti Pubblici – Nuova procedura per la liquidazione delle pensioni per i dipendenti degli enti locali e sanità.
L’inps ha avviato una nuova rivoluzione telematica riguardante questa volta la liquidazione delle pensioni dei dipendenti degli enti locali e della sanità, escludendo per il momento i ministeriali. Saranno i aboliti i modelli cartacei come lo “ stato di servizio” e l’elenco delle retribuzioni percepite e tutto dovrebbe avvenire in automatico.
Il progetto si fonda sulla banca dati delle posizioni assicurative. Se parte la nuova procedura, vuol dire che siamo a buon punto.
Speriamo che i pensionati statali non debbano ancora aspettare sei sette mesi dopo il collocamento a riposo per avere l’accredito in banca. In alcuni casi si arriva anche ad un anno. Il famigerato Inpdap metteva in pagamento la pensione alla decorrenza spettante, o al massimo entro tre mesi.
E’ indubbio che l’inps dopo la fusione si trova in obiettive difficoltà organizzative, disavanzo finanziario a parte. Il processo di riorganizzazione, annunciato con rulli di tamburi e squilli di tromba non ha fatto un minimo passo in avanti e questo nonostante la “autosospensione” del direttore generale che io non ho ancora capito giuridicamente come si configura e se di questo innovativo istituto si potranno avvalere tutti i dipendenti pubblici che venissero a trovarsi in situazioni analoghe.
Ma oltre al ritardo della messa in pagamento, un altro problema è quello della minaccia della prescrizione contributiva, di cui i dipendenti pubblici non hanno assolutamente colpa. Molti enti non hanno versato correttamente, o non hanno mai versato tutti i contributi previdenziali. Ora si rischia la prescrizione che potrebbe comportare la diminuzione dell’assegno se i contributi versati si riferiscono a retribuzioni più basse di quelle percepite, oppure alla mancata valutazione di periodi di lavoro se risultano scoperti, con possibile perdita addirittura del diritto a pensione.
Questo fenomeno è dovuto ai due modi diversi di concepire la previdenza che parte da quando lo Stato non versava i contributi dei suoi dipendenti ( e causa dello squilibrio finanziario attuale dell’Inps per una fusione che non si doveva assolutamente fare). Quando si liquidava la pensione di un dipendente pubblico si guardava al diritto alla prestazione, provvedimento si assunzione, di attribuzione degli stipendi e di collocamento a riposo e si faceva riserva della “sistemazione contributiva”. Viceversa nel settore privato vige prevalentemente il principio della sinallagmaticità, a “tot” contributi versati per un determinato periodo, corrisponde una data pensione. Senza contributi niente pensione. Questo è un nodo da sciogliere che sta venendo a galla con gli estratti contributivi. Per interrompere la prescrizione basta una email, una raccomandata AR degli interessati oppure occorre un atto normativo? Forse la seconda. In questo senso già si è provveduto una volta, per i privati. La Legge 27 dicembre 2002 n. 289 (finanziaria 2003) all’ art. 38 – comma 7 – dispone che “nell’ipotesi di periodi non coperti da contributi risultanti dall’estratto-conto, relativi all’anno 1998, il termine di prescrizione, è sospeso per un periodo di 18 mesi a decorrere dal 1° gennaio 2003”. Quindi, tutti i termini prescrizionali, non compiuti entro il 31.12.2002, furono sospesi dal 1° gennaio 2003 al 30 giugno 2004 e ricominciarono a decorrere dal 1° luglio 2004.

Se il presidente dell’Inps invece scervellarsi sulla riforma delle pensioni pensasse a queste cose i pensionati gli sarebbero forse più riconoscenti.
Ma toccando ferro procediamo con la nuova… procedura.

A maggio del 2015 l’Inps ha avviato la fase di sperimentazione della nuova procedura di liquidazione delle pensioni sulla base delle informazioni presenti nel conto assicurativo degli iscritti dell’ex Inpdap.

Ora, a seguito dell’esito della sperimentazione, la particolare procedura, denominata Sin 2 che serve per la liquidazione della pensione viene ora estesa a tutte le sedi. Lo chiarisce la Circolare Inps n. 54 del 22 marzo 2016.
In questa prima fase verranno lavorati con la procedura SIN2 i trattamenti pensionistici dei dipendenti degli Enti Locali e Sanità.

Presentazione della domanda di pensione

La domanda di pensione trasmessa in via telematica direttamente dall’interessato oppure attraverso i patronati fa partire la procedura. procedimento. Dovrà essere presentata almeno 6 mesi prima della data di collocamento a riposo e consegnata in copia all’Ente datore di lavoro, il quale non dovrà più trasmettere il modello cartaceo dello stato di servizio ( PA04 ), ma curare l’aggiornamento della posizione assicurativa.

L’eventuale revoca o modifica della data del collocamento a riposo dovrà essere comunicata all’INPS con la massima tempestività sempre via web.

La congruità e correttezza dei dati della posizione assicurativa, è la condizione necessaria per garantire all’interessato il pagamento della pensione il mese successivo.
L’Ente datore di lavoro, ricevuta la copia della domanda di pensione, controllerà le denunce contributive, con particolare riguardo al periodo successivo al 1° ottobre 2012.
Se in sede di verifica, si trovassero periodi di servizio e/o retribuzioni mancanti o incompleti, a causa di denunce contributive omesse o non caricate, si procederà all’integrazione con le modalità descritte al paragrafo 2 della circolare Inps n. 12 del 29 gennaio 2016.

Liquidazione del trattamento di pensione

La liquidazione della pensione sarà effettuata esclusivamente sulla base della posizione assicurativa sistemata e completa, tuttavia nei casi di assenza delle implementazioni/correzioni richieste alle Amministrazioni l’Inps liquiderà la pensione sulla base delle informazioni presenti.
In ogni caso il trattamento di pensione così quantificato in sede di primo pagamento dovrà considerarsi sempre provvisorio.

c.l.

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1 commento Commenta
tbtcot
Scritto il 29 marzo 2016 at 14:54

Speriamo bene….

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